Palermo

La lotta ambientale in musica (la playlist per #COP21)

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2015

La natura è una risorsa che ha ispirato l’arte sin dalle origini, nella pittura così come nella musica. Negli ultimi anni, tuttavia, ad accendere la creatività degli artisti non è stata la bellezza dell’ambiente, ma la minaccia che l’uomo ed il progresso incontrollato rappresentano per il pianeta. In questa playlist ripercorriamo l’impegno sociale ed ambientale dei cantanti contemporanei.

Abbiamo scelto di partite dall'Italia che detiene il triste primato europeo di morti a causa dell'inquinamento. Con Il ragazzo della via Gluck, Adriano Celentano racconta la trasformazione e l’urbanizzazione galoppante delle periferie italiane negli anni '60.

Nel 1970 Cat Stevens, con un pezzo tratto dal suo più celebre album Tea for the Tillerman, invita a riflettere sulle conseguenze negative del progresso. Dove giocheranno i bambini?

La visionaria Nothing But Flowers dei Talking Heads descrive un mondo dove il progresso dell’uomo è stato inghiottito dalla natura. Un mondo dove tutto, le fabbriche, le strade, le case, è ricoperto di fiori. Tante metafore che si sovrappongono per una band che ci ha abituato ad una forma d’arte estrosa e a volte controversa.

Un manifesto dell’impegno ambientale in musica viene composto nel 1970 da Joni Mitchell. Con la sua Big Yellow Taxi, la cantante canadese racconta come sovente l’opera umana rovina la bellezza della natura.

Ironico e fantascientifico, ma neanche troppo, un contro-manifesto che “accusa” la natura di minacciare la vita dell’uomo. Questa è Canzone contro la natura (2014)  pezzo da cui prende il nome l’ultimo album degli The Zen Circus.

I Jamiroquai nel 1996 esprimono il disagio dell’ ‘insanità virtuale’, da intendere come l’evoluzione tecnologica che determina una condizione di disagio individuale. 

Per concludere, un pezzo che ci riporta all’attualità, e cioè COP21, la Conferenza che si sta svolgendo in questi giorni a Parigi e che si ripromette di determinare il futuro del clima globale. Con Mentira, Manu Chao denuncia la cattiva informazione e le bugie dei governi che giocano con l’opinione pubblica nascondendo i problemi ambientali.