Napoli

Scoprire la parlesia al Teatro di Contrabbando

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 21 ottobre 2015

Da circa tre anni il Teatro di Contrabbando cerca di vivacizzare la scena teatrale dei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, proponendosi come un punto di riferimento nel cuore di via Diocleziano. Abbiamo intervistato i contrabbandieri in occasione della presentazione della rassegna 2015/2016 nel loro covo. Le foto sono state realizzate da Rosario Totano.

Prima di lasciarvi all'intervista vorremmo ringraziare Valerio Bruner, Chiara Vitiello, Federica Rubino e tutti gli altri componenti del Te.Co. per averci concesso questa divertente intervista; vi ricordiamo che la presentazione di Parlesia si terrà venerdì 23 ottobre dalle ore 18 presso la sede del teatro in via Diocleziano 316. Tra gli ospiti interverrà Manlio Santanelli e la serata sarà animata dal gruppo folk ViaNova. Per ulteriori informazioni potete contattare i contrabbandieri sulla loro pagina facebook o sul loro sito ufficiale.

cafébabel Napoli: Cominciamo con una domanda semplice, per rompere il ghiaccio: in che modo vi siete conosciuti e quando avete cominciato a cercare una sistemazione specifica?

TeCo: Alcuni di noi hanno iniziato a fare teatro già tra i banchi di scuola; col passare del tempo a questo gruppo si sono aggiunti altri contrabbandieri, creando un gruppo con vari punti di forza: non ci sono solo attori, ma anche sceneggiatori e scenografi. Lo spazio c’è da circa sei anni e è stato affittato con altri intenti. Farlo diventare quello che è adesso era un nostro sogno, ma non il nostro obiettivo principale quando abbiamo scelto di prendere la sala. Cercavamo uno spazio soprattutto per noi, come sala prove ed altro. Ma, poiché questo luogo si presta a tutta una serie di destrutturazioni e trasformazioni teatrali in senso stretto è nata l’esigenza di ospitare anche altri, di far vivere alcuni dei nostri spettacoli qui e di trasformarlo in un punto di riferimento, un luogo di scambio e d’incontro sia per le compagnie sia per il quartiere e i non addetti ai lavori, cosa che non siamo ancora riusciti a fare.

cafébabel Napoli: Se non ricordo male, lo spazio non ha avuto dall'inizio questa forma.

TeCo: Questa è la nostra terza ‘forma’: nella prima, se ricordi, allestivamo la platea con delle sedie in una delle sale e non vi era un palco reale – mancava anche un vero e proprio sipario. Nella seconda adottammo già questa struttura ma, poiché era costruita con materiali di risulta, a metà anno abbiamo notato che parte dei pallet che componevano la platea si erano deformati e parte del palco presentava dei punti scollati. Più o meno ogni anno decidiamo di modificare l’ambiente e i suoi spazi.

cafébabel Napoli: Quali esigenze vi hanno spinto a modificare lo spazio? 

TeCo: Questo è il terzo anno di rassegna e, anche se con forme diverse, abbiamo un palco da circa quattro anni. Eravamo alla ricerca di una soluzione ottimale per noi da quando abbiamo deciso di fare spettacoli e preparare un calendario di eventi più ampio. Questa struttura è modulare e modificabile: scenograficamente è possibile sbizzarrirsi; in occasione di una cena con delitto ambientata nel modo dell’alta moda abbiamo trasformato una parte di platea in un’immaginaria passerella. Pensiamo che questa struttura sarà definitiva almeno fino alla fine della stagione.

cafébabel Napoli: Cosa avete imparato dalle rassegne degli anni precedenti ed in che modo ciò ha influenzato la creazione del nuovo cartellone?

TeCo: Quello che abbiamo imparato dalle rassegne degli anni precedenti è che bisogna capire che cosa si vuole presentare: sia come spazio che come modo di approcciarsi al teatro e di avvicinarsi a compagnie ed attori emergenti, eventualmente anche diminuendo il numero di spettacoli in cartellone. Abbiamo capito che quest’anno volevamo concentrarci sulla nuova drammaturgia e abbiamo dedicato il cartellone completamente ad essa. Sono tutti lavori di artisti più o meno emergenti, non sempre conosciuti: avremo ospiti più conosciuti, tra cui Antonio Buonanno e Pietro Tammaro, ed anche compagnie teatrali emergenti, provenienti anche da altre regioni e che, come noi, vogliano mettere in scena testi scritti da loro o riadattati in maniera originale.

cafébabel Napoli: Come pensate che sarà accolta questa proposta?

TeCo: Si tratta di una scelta peculiare e coraggiosa: non sappiamo se sarà vincente da un punto di vista economico e di risposta di pubblico.

cafébabel Napoli: Come mai?

TeCo: Perché è un tipo di rassegna che non attrae il grande pubblico che segue le commedie o il cabaret. Abbiamo compiuto scelte piuttosto “difficili” ma siamo mossi dalla ferma decisione di differenziarci da altre realtà e spazi emergenti napoletani.

cafébabel Napoli: In che modo pensate di differenziarvi dagli altri?

TeCo: Pensiamo di poter affermare che la maggioranza degli spettacoli presenti nel nostro cartellone non sono presenti in altri spazi, li abbiamo solo noi. Abbiamo scelto di cercare un punto di rottura dal passato e di andare controtendenza, cercando una linea nostra, anche in barba ai nomi più noti e agli spettacoli più seguiti.

cafébabel Napoli: Da dove provengono le compagnie che ospiterete?

TeCo: Abbiamo anche cercato di essere aperti alle candidature delle compagnie non napoletane: anche se al momento non possiamo offrire un’ospitalità completa, uno dei nostri intenti è quello di offrire spazio a concetti ed approcci teatrali differenti - abbiamo notato le differenze che intercorrono con le compagnie sicule, piemontesi e di altre regioni. Questo è un’ulteriore peculiarità della nostra rassegna, nonché un obiettivo del Te.Co. come associazione e compagnia: offrire opere a cui sia il pubblico che noi attori non siamo abituati.

cafébabel Napoli: In che modo avete effettuato la selezione?

TeCo: Nel nostro bando richiedevamo alle compagnie di presentare una sinossi, note di regia e un abstract dello spettacolo. Abbiamo scelto le opere sia in base alla fattibilità fisica che ai temi trattati.

cafébabel Napoli: Rispetto all'anno scorso gli spettacoli sono diminuiti. Perché?

TeCo: La riduzione del numero di spettacoli non è dovuta a una nostra volontà: avremmo volentieri ospitato più opere, adoriamo avere la sede in perenne attività. È una scelta che abbiamo adottato per coinvolgere il pubblico, proponendo un cartellone che anche a noi piacerebbe vedere.

cafébabel Napoli: Come avete intitolato la rassegna di quest'anno?

TeCo: La rassegna si chiamerà Parlesia: era il gergo tipico dei posteggiatori e dei contrabbandieri napoletani, risalente al diciottesimo secolo.

cafébabel Napoli: Ci sono altri eventi in programma oltre a Parlesia?

TeCo: Oltre agli spettacoli realizzeremo alcune “cene con delitto”, che cerchiamo di allestire come dei veri e propri ‘mini spettacoli’ in cui il momento dell’interrogatorio sia più teatralizzato - ci offre la possibilità di sbizzarrirci con situazioni e personaggi assurdi o paradossali.

cafébabel Napoli: Finora abbiamo discusso di quanto accadrà nel teatro. Per quanto riguarda la compagnia, quali sono i vostri piani futuri?

TeCo: Il nostro obiettivo principale, come compagnia, è di effettuare un primo debutto degli spettacoli di nostra produzione qui e poi di farli vivere e conoscere il più a lungo possibile, anche al di fuori del circuito regionale. Diciamo che presentiamo un “pilot”, di cui successivamente curiamo la distribuzione. Crediamo che non sia possibile essere stanziali: sentiamo che, come compagnia, sia necessario spostarsi e confrontarsi con un pubblico e delle situazioni nuove.

Non sempre è facile gestire entrambe le istanze – la maggioranza di noi ha anche altri impegni, lavorativi e non. Ad ogni modo a dicembre saremo con Il baciamano di Manlio Santanelli al Tav, a Frattamaggiore, mentre altri spettacoli sono al momento ‘work in progress’: siamo in attesa dei risultati del bando presentato a Sala Assoli e dell’esito di Stazioni d’Emergenza.

cafébabel Napoli: Cosa vi ha spinto a realizzare un laboratorio teatrale?

TeCo: In questi anni abbiamo notato come i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, a causa della presenza dello stadio, presentino un ruolo egemonico del calcio e siano spesso esclusi dalle attività teatrali che si svolgono in altri quartieri. Per questo abbiamo pensato di realizzare un laboratorio, ribattezzato Non solo calcio, gratuito per gli abitanti dell’area flegrea, che si dividerà in varie fasce d’età ed attività: partendo dai più piccoli arriviamo fino ad un corso teatrale per gli adulti. Alla fine terremo un saggio conclusivo per ogni gruppo.

cafébabel Napoli: Potreste anticiparci qualcosa sulla presentazione di venerdì 23?

TeCo: Ci sarà anche Manlio Santanelli e sarà diversa dal solito: vorremmo creare un’atmosfera durante la quale proporre le opere in cartellone in maniera vivace, eventualmente invitando attori e registi a parlare direttamente.

cafébabel Napoli: Ultima domanda: è una mia impressione o siete aumentati di numero?

TeCo: Siamo diventati dieci, un grande successo del ‘TeComercato’!

PS: Come i più acuti avranno notato due contrabbandieri non sono ritratti nelle foto: si tratta di Vittorio e Gabriella, che salutiamo. Ci dispiace per la loro assenza, ma siamo certi che avremo modo di "catturarli" in futuro.