Napoli

Le domande senza risposta di Gianni Brail

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2015

Terzo appuntamento con la rassegna Parlesia al Teatro di Contrabbando. Pietro Tammaro porta in scena, con la regia di Pino Carbone e l'adattamento di Alberto Mele, Gianni Brail: una storia difficile e drammatica, che pone quesiti complessi allo spettatore. Il fotoreportage di Dario Oropallo.

Le note del "Bolero" di Ravel accompagnano l'ingresso in scena e l'inizio di un’interpretazione vivida, che porta in scena un’esperienza drammatica e terribile: Gianni Brail è la storia di un omosessuale affetto da disturbi dello “spettro bipolare”, convinto di essere gravido a seguito di uno stupro non accettato dal malato. La forza della recitazione di Pietro Tammaro, trasformista capace di valorizzare con i movimenti del corpo, il tono di voce e, soprattutto, le espressioni facciali l’abile scrittura di Pino Carbone e di Alberto Mele. In particolare stupisce la grazia con la quale l’attore adopera il dialogo in assenza per narrare le sfaccettature della malattia, della disperazione e del vuoto che circonda il protagonista. Un’opera forte, che pone domande complesse e lascia basiti, con un finale che lascia senza respiro mentre la voce di Pietro annuncia la fine. Gianni Brail è stato in scena presso il Teatro di Contrabbando, terzo appuntamento della rassegna Parlesia, nel fine settimana dal 4 al 5 dicembre.

Fotogallery realizzata da Dario Oropallo

L’autore di Gianni Brail è Pietro Tammaro. L’opera è stata adattata da Alberto Mele, diretta da Pino Carbone ed interpretata dallo stesso Pietro Tammaro.