Napoli

Corrispondenze: l'opera di Ilaria Abbiento per Alto Fest 2015

Articolo pubblicato il 09 luglio 2015
Articolo pubblicato il 09 luglio 2015

Nel pieno del vortice creativo di Alto Fest 2015 Cafébabel Napoli incontra la fotografa Ilaria Abbiento, una degli artisti del festival, la cui opera si compone di frammenti epistolari sparsi in tutti i luoghi adibiti alle  performance. "Corrispondenze" è un dialogo umano tra fotografa e soggetto, un gioco poetico capace di creare e immaginare relazioni tra i donatori di spazio. 

Dal "dare luogo" ad "avere luogo". Sulle tracce delle relazioni create da Alto Fest, Cafébabel Napoli incontra Ilaria Abbiento, fotografa e artista napoletana che partecipa alla V edizione del festival con il progetto Corrispondenze. Come per Appartamenti, l'opera presentata in occasione del precedente Alto Fest 2014, è ancora una volta il tema delle relazioni a costituire il fulcro del lavoro di Ilaria. La sua creazione non si esaurisce in un luogo preciso del festival, ma cerca di ripercorrerne le nervature cartografiche, "giocando" a restringere la distanza che intercorre tra gli spazi destinati alle performance.

Il senso di nostalgia per un’infanzia nella quale a caratterizzare le comunicazioni era l’attesa anziché l’immediatezza è ciò che permea Corrispondenze: «Mi tornano in mente le vacanze al mare di quando ero ragazza, gli amici, i primi amori. Quando finiva l’estate tutto quello che restava era un indirizzo e la comunicazione si risolveva in poche lettere che arrivavano dopo mesi o forse non arrivavano mai». Da qui l’idea di collegare i luoghi del festival e i rispettivi donatori attraverso un rete epistolare: una busta da lettere contenente una fotografia e poche parole, scorcio dell’incontro tra l’artista e i soggetti dei suoi ritratti.

Memorie passate e immaginarie affiorano continuamente mentre, insieme a Ilaria, ripercorriamo il percorso che l’ha portata a fare della fotografia la sua vita.

Cafébabel Napoli: Come hai scoperto la fotografia?

Ilaria Abbiento: Avevo 5 anni e mio zio aveva una camera oscura. Era come un gioco: la luce rossa immersa nel buio, la bacinella con l’acqua e l’immagine che affiora piano piano; mi sembrava una magia, un prodigio. Sono autodidatta e questo mi ha permesso di avere un’impronta del tutto personale sulle cose, ma la mia vita e il mio percorso professionale sono stati costellati da incontri preziosi. Devo tantissimo al fotografo Antonio Biasiucci che, dopo avermi conosciuta attraverso la mostra "Concetta dei fiori", mi ha invitata a partecipare al suo "Laboratorio irregolare", trasmettendomi la sua esperienza in modo del tutto originale.  Altro incontro fondamentale è stato quello con Francesco Cito. Infine, è attraverso Massimo Velo che di recente mi sono accostata al banco ottico, una macchina fotografica antichissima e complessa. A volte ho la sensazione che al posto di fare passi in avanti, tendo a tornare indietro, anche Corrispondenze fa parte di questo processo. 

Cafébabel Napoli: Qual è il legame che ti unisce ad Alto Fest?

Ilaria Abbiento: Ho partecipato per la prima volta nel 2014 con il progetto Appartamenti. "Creare relazioni", oltre a essere uno dei principi di Alto Fest, è anche una costante del mio lavoro. L’anno scorso con l’opera In ogni luogo ho scoperto il mondo delle botteghe antiche di Napoli. La mostra "Concetta dei fiori" è invece il frutto di giornate trascorse accanto a Concettina, un signora sordomuta che fabbrica fiori di carta all’interno di una bottega a San Gregorio Armeno: interagire con lei, osservarla e fotografarla mi ha permesso approfondire l’importanza comunicativa dei gesti e degli sguardi. Infine con Appartamenti, presentato ad Alto Fest 2014, ho cercato di collegare i luoghi del Fest attraverso delle fotografie associate a una tazzina di caffè, la prima cosa che ti viene offerta quando varchi la soglia di una casa napoletana. Ho riflettuto su come il momento del caffè creasse un’attesa, un lasso di tempo nel quale la tensione tra fotografo e soggetto si scioglie lasciando il posto all’intimità. 

Cafébabel NapoliUn episodio che ti ha colpito profondamente nel corso del tuo lavoro?

Ilaria Abbiento: Mi è capitato di fotografare una coppia; mentre li ritraevo abbracciati lei scoppiò a piangere dall’emozione: era la prima volta che qualcuno la ritraeva insieme a suo marito.

Cafébabel Napoli: Parlaci di Corrispondenze, il progetto che porterai ad Alto Fest 2015.

Ilaria Abbiento: Come ti dicevo, oggi come oggi la corrispondenza non esiste più, poiché la comunicazione è fatta di messaggi istantanei. Un tempo, invece, era l’attesa a creare la comunicazione. Penso che questa attesa sia il tempo che ogni artista dovrebbe prendersi per realizzare il proprio progetto, proprio come la lettera vive il tempo del viaggio per arrivare a destinazione e due sconosciuti condividono l'imbarazzo di un primo caffè per poi inizare a conoscersi. Ho pensato di collegare i donatori di spazio del Fest attraverso delle lettere contenenti un ritratto fotografico e una frase emersi dal mio incontro con i singoli donatori. Si instaurerà così un gioco secondo il quale ciascun donatore cercherà se stesso negli altri luoghi del Fest.

Cafébabel Napoli: Che cosa ti aspetti?

Ilaria Abbiento: La speranza è che, una volta conclusasi questa esperienza, la corrispondenza tra i due donatori che si sono incontrati continui anche senza di me. La mia riflessione artistica si concentra non tanto sulla fotografia in sé, ma su come la macchina fotografica possa diventare un dispositivo in grado di creare azioni e comunicazioni. 

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Corrispondenze è visibile in tutti i luoghi di Alto Fest per l'intera programmazione dall'8 al 12 luglio 2015. Per maggiori informazioni su Ilaria Abbiento: Ilaria Abbiento Photography.

Per info e prenotazioni ad Alto Fest 2015: programma, biglietteria, evento facebook.