Milano

I volontari europei alla conquista di Expo 2015

Articolo pubblicato il 12 agosto 2015
Articolo pubblicato il 12 agosto 2015

I numeri parlano chiaro: 2.500 richieste per i 900 posti come volontario al Padiglione dell'Unione europea di Expo Milano 2015. Tra voglia di fare nuove conoscenze, nostalgia dell'Erasmus e desiderio di conoscere l'Europa, i volontari animano la struttura dall'inaugurazione dell'Esposizione universale. Cafébabel Milano è andato a conoscerli.

Con tre mesi di anticipo rispetto all'inizio di Expo 2015, a febbraio, il Centro servizi per il volontariato di Milano (CiEsseVi) aveva aperto il bando per gli aspiranti volontari del Padiglione dell'Unione europea, e la risposta non si era stata massiccia: quasi 2500 domande per un totale di circa 900 posti disponibili, con 60 volontari che si alternano ogni 15 giorni. Il 60% sono italiani e il restante viene da altri paesi Europei. Non è da sottovalutare infatti l'effetto "nostalgia": sono tanti gli studenti stranieri che hanno fatto l'Erasmus in Italia e cercano l'occasione per tornarci e mantenere il legame con il nostro Paese. Come Elena, una ragazza di Saragozza che abbiamo incontrato e intervistato (guarda il video).

Un tale successo va attribuito senz'altro ai canali adottati per reclutare i giovani nelle università. Proprio lo scorso 21 luglio si è coronata ufficialmente la partnership tra Erasmus Student Network (ESN, l'associazione che si occupa di aiutare gli studenti stranieri in Italia), e Expo Milano 2015, frutto dell’impegno di ESN per la promozione dell'esposizione universale e per la sua collaborazione con CiEsseVi. Un passo importante per riconoscere all'associazione il compito che ha svolto nel richiamare studenti dalle università internazionali e nel motivarli alla mobilità come espressione di cittadinanza attiva, come dichiara il loro motto: Mobility as Energy for life.

Matteo Fornara, il direttore del padiglione, ha parlato del punto di forza costituito dai volontari: «L'Erasmus è uno dei programmi di maggior successo nella storia dell’UE. Non lo dico io, ma è un dato di fatto. Rivolgersi a questo network è stato naturale per noi. Ci hanno aiutato mandando degli "ambasciatori" nelle università degli altri Paesi dell’UE a reclutare dei volontari. Per noi erano il nostro serbatoio naturale di volontari. Chi ha svolto un’esperienza come Erasmus è mentalmente predisposto all’apertura, alla condivisione e Expo è un terreno naturale per loro. Abbiamo fatto da tramite tra Esn e Expo».