Milano

I don't like Mondays #17 La Playlist del Gran Premio

Articolo pubblicato il 04 settembre 2015
Articolo pubblicato il 04 settembre 2015

Dal 4 al 6 settembre l’emozione della velocità arriva a Monza per l’86esima edizione del Gran Premio d’Italia. Qui hanno gareggiato i più grandi piloti dell’automobilismo, e sempre qui è stato registrato il record assoluto di Formula 1. Benvenuti nel tempio della velocità.

David Guetta feat. Sam Martin, Dangerous

Con questo pezzo la Formula 1 entra pienamente nel mondo della musica dance. Per l’occasione David Guetta è salito a bordo di una Lotus E20 e ha affrontato il suo rivale, l’attore francese James Purefoy, alla guida di una Formula Renault 3.5. Un duello su strada, lungo il circuito di Jerez de la Frontera, che ricorda quelli storici tra Niki Lauda e James Hunt, o tra Alain Prost e Ayrton Senna. La vettura, costruita dalla casa di Enstone, è la stessa che hanno guidato nel 2012 Kimi Räikkönen e Romain Grosjean che, peraltro, alla fine del video festeggia sul podio dopo la vittoria di, ça va sans dire, Guetta.

Fleetwood Mac, The Chain

Ogni spettacolo, si sa, ha bisogno del giusto accompagnamento. Dal 1978 al 1997 questo pezzo è stata la sigla ufficiale della F1 sulla BBC, prima che questa perdesse i diritti TV a favore di ITV Sport. Per gli appassionati anglofoni le note di apertura hanno un effetto pavloviano: prima ancora di sentire la voce del conduttore, i telespettatori hanno già l’acquolina in bocca per l’inizio della gara. Nel 2009 la BBC ha acquisito di nuovo i diritti della F1 e ha reintrodotto la storica sigla di apertura. Murray Walker, leggendario giornalista sportivo della TV britannica, ha detto: «Ogni volta che ascolto quella musica sento le farfalle nello stomaco perché so che, quando finisce, comincio io».

Robbie Williams, Supreme

Gentlemen Racers è un tributo al pilota di Formula 1 britannico Jackie Stewart. Nel videoclip Robbie Williams interpreta il ruolo di Bob, rivale immaginario del campione che durante una competizione subisce un incidente in pista. La sua guarigione è quasi immediata, ma un nuovo imprevisto gli farà perdere la gara, consegnando di fatto il trofeo all’avversario storico. A Bob non resterà che ripiegare sulla musica e diventare un famoso chitarrista blues. Gran parte delle immagini sono video originali degli anni Settanta, con Robbie che viene inserito digitalmente: a dargli un aspetto un po’ vintage ci hanno pensato gli effetti speciali. Quando ancora i filtri di Instagram non erano di moda.

Daft Punk feat. Pharrel Williams, Get Lucky

Ci sono band che possiedono la propria linea di abbigliamento o di giocattoli. Altre che hanno lo skateboard o il profumo col proprio nome. E poi ci sono i Daft Punk che hanno lanciato la loro auto da corsa. Nel 2013 Thomas Bangalter and Guy-Manuel de Homem-Christo si sono presentati alle scuderie Lotus del Gran Prix di Monaco per svelare l’auto che porta il nome del duo parigino. L’iniziativa è il risultato di un accordo tra l’azienda di Hethel e la Columbia Records, l’etichetta discografica dei Daft Punk. La band, dopo aver lanciato l'album Random Access Memories, si è prestata alla Formula 1 e ha anche girato un video diretto da Jonas Åkerlund. Sfortunatamente la "Daft-Car" non ha aiutato Romain Grosjean, che quel giorno si è ritirato dalla gara dopo uno scontro con un’altra vettura. È proprio il caso di dire: #getlucky.

Lucio Dalla, Ayrton

Una volta Lucio Dalla ha detto che in Emilia Romagna la benzina è come l’oro: Nuvolari, Maserati, Ferrari e Ducati sono noti in tutto il mondo e ancora oggi i loro nomi risuonano in quella terra dove sono nati. A questo elenco andrebbe aggiunto anche quello di Ayrton Senna, il pilota brasiliano di F1 tre volte campione del mondo, che il 1° maggio 1994 perse la vita all’autodromo di Imola, durante il Gran Premio di San Marino. Senna era un uomo diverso, fuori da tutte le categorie: in pista era un animale, non aveva paura di niente. Ma la cosa stupenda è che, fuori dalla corsa, era un'altra persona: un uomo delle stelle, di una bontà assoluta. Il vero mistero dell’uomo, diceva Dalla, è la vita. Anche dopo che si è morti. È la fine del primo tempo. Subito dopo ne comincia un altro senza fine, che è l’eternità.