Milano

I don't like Mondays #11 La playlist di Terraforma

Articolo pubblicato il 11 giugno 2015
Articolo pubblicato il 11 giugno 2015

Dal 12 al 14 giugno a Villa Arconati torna la seconda edizione di Terraforma Experimental and Sustainable Festival. Musica e natura non sono mai state così vicine.

Maurizio Abate, Land of Thoughts

Per realizzare A Way to Nowhere ha trascorso un intero inverno in solitudine sulle Alpi, accompagnato dalla sua chitarra. Qui ha dato vita a sei tracce in cui convergono molte influenze musicali: l’elettronica,  il progressive rock e, non ultima, la passione per il blues. Il risultato è un sound avvolgente, quasi mistico, capace di suggestioni primitive che riportano al paesaggio in cui l’album è stato immaginato.

Robert Lippok, Whitesuperstructure

A lungo nel trio (ormai disciolto) dei palindromi To Rococo Rot, sin dagli anni Novanta ha influenzato la scena musicale berlinese con le sue sperimentazioni acustiche. Il suo primo lavoro da solista risale al 2011 e si nutre di ampie suggestioni che vanno dal funky al glitch, passando per la techno.

Senyawa, Hadirlah Suci

Difficile racchiudere in una sola parola la musica di questo duo indonesiano formato da Rully Shabara e Wukir Suryadi. La neo tribal è una combinazione di heavy metal, sperimentazione vocale, avanguardia strumentale, ritmi tribali, pop statunitense degli anni Settanta e musica atonale. Da sentire questo pezzo estratto da Menjadi (in divenire). Da vedere il documentario realizzato dal regista francese Vincent Moon.

Rabih Beaini, Musafir

Conosciuto anche con il nome di Morphosis, questo dj e produttore libanese di base a Berlino è riuscito a fondere la house e la techno con l’avant-garde jazz e la noise. La sua abilità nell’improvvisazione e nell’uso sapiente dei sintetizzatori analogici l’ha portato a collaborare con Charles Cohen. A Terraforma si presenterà con un set speciale dai suoni orientali.

Gea Brown, Nothing Else Is Raw

Pratese di nascita e milanese d’adozione, dal 2010 è parte del duo Alpin Folks. Nei suoi set la drone music e il minimalismo americano degli anni Sessanta entrano in dialogo con le sonorità della musica elettronica ed elettroacustica contemporanea. Collezionista delle opere di Charlemagne Palestine, cura sonorizzazioni per eventi legati al design e alle arti performative.