Milano

Africa, Asia e America Latina: cinema dal mondo a Milano

Articolo pubblicato il 08 maggio 2015
Articolo pubblicato il 08 maggio 2015

Registi affermati e giovani promesse cinematografiche in concorso alla 25^ edizione del Festival del cinema africano, d'Asia e America latina. Il cinema di tutto il mondo passa per Milano.

Il miglior modo per uscire da una gabbia è romperla, a maggior ragione se si tratta di una gabbia culturale. È così che si entra in contatto con popoli distanti, diversi e invisibili. Per chi non può viaggiare c’è il cinema, e per chi è a Milano dal 4 al 10 maggio c’è il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina, arrivato quest’anno alla 25^ edizione.

Qualche anno fa, la notte degli Oscar del 2012 sancì il trionfo del film francese The Artist, che venne incoronato miglior film dell’anno rompendo due tabù in un colpo solo: non solo fu il primo film muto a vincere un Oscar nell’epoca del sonoro (se ne aggiudicò ben 5) ma soprattutto fu la prima pellicola non americana nella storia del premio ad ottenere il prestigioso riconoscimento di “miglior film”. Tutti gli altri vincitori del premio, dal 1929 a oggi, sono pellicole americane incoronate da giurati anch’essi statunitensi. Del resto sappiamo che per i film non - made - in - Usa esiste una categoria a parte, il “miglior film straniero”: dovrebbe bastare questo dato a farci comprendere quanto poco gli americani siano disposti a confrontarsi alla pari con il mondo cinematografico estero.

Il botteghino purtroppo ha sempre seguito le sirene dei media. Non a caso, nella classifica dei 100 film che vantano i migliori incassi della storia troviamo 100 produzioni Usa: le pellicole statunitensi sono cioè distribuite più di quelle straniere non solo in patria ma anche fuori dai confini americani. Negli ultimi anni l’egemonia a stelle e strisce si è ulteriormente rafforzata, a dispetto delle molte produzioni cinematografiche provenienti da paesi di recente sviluppo che hanno tanto da raccontare sulla propria storia passata, recente e presente.

Proprio per questi motivi, il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina è un’occasione speciale, che ci dà la possibilità di entrare in contatto con pellicole che sono praticamente impossibili da trovare nella normale distribuzione cinematografica. Quest’anno sono stati selezionati circa 60 film (per la proiezione di 30 prime nazionali, 3 prime europee e una prima mondiale) su un totale iniziale di circa 800 proposte, distribuiti in 7 sezioni

Ci sono i lungometraggi provenienti da Africa, Asia e America latina di “Finestre sul mondo” e i cortometraggi africani, due concorsi che propongono le opere di giovani registi emergenti dei tre continenti. Interessante anche “Extr’A”, concorso che propone film girati nei tre continenti in questione da giovani registi italiani e offre un punto di vista diverso.

Per le sezioni fuori concorso abbiamo poi le opere di registi affermati proposte in anteprima nazionale o mondiale in “Flash”, la sezione “Razzismo brutta storia”, le commedie di “E tutti ridono…” e i capolavori storici del cinema africano restaurati e raccolti in “Africa classics”. Infine, in omaggio a Expo troviamo “Films that feed”, che per il terzo anno propone pellicole sul mondo alimentare.

A detta degli organizzatori questo è stato forse l’anno economicamente più complicato della lunga vita del festival, ma la risposta del pubblico sembra essere convincente nonostante la concomitanza dell’evento con Expo. La serata inaugurale di lunedì ha aperto il festival con la proiezione di Taxi Teheran, l’ultimo lavoro di Jafar Panahi premiato con l’orso d’oro all’ultimo festival del cinema di Berlino.

Un’occasione soprattutto per vedere il lavoro di un regista al quale il regime iraniano impedisce di lavorare, di rilasciare interviste e di uscire dall’Iran, tanto che a ritirare il premio in Germania si è presentata la nipotina. La sala dell’auditorium di S. Fedele non è bastata a contenere nemmeno metà del pubblico accorso per l’evento, resta da augurarsi che vengano accolte con lo stesso entusiasmo le numerose proiezioni che seguiranno nei prossimi giorni. 

I film verranno proposti in varie sedi: le principali saranno l’auditorium di S. Fedele in via Hoepli, lo spazio Oberdan in porta Venezia e il cinema Beltrade in viale Monza. Eventi ulteriori saranno inoltre organizzati presso l'Istituto francese in via Magenta, al Museo delle Culture nell’Area ex Ansaldo e al Festival center in Porta Venezia. Il menù a disposizione è vasto e ghiotto, resta solo scegliere dove andare a nutrire la propria sete di curiosità verso il mondo. Per chi ne ha.