Madrid

Intervista con Arianna Rinaldo, Redattore Capo di Ojo de Pez

Articolo pubblicato il 02 luglio 2008
Articolo pubblicato il 02 luglio 2008
Arianna Rinaldo, Redattore Capo di Ojo de PezCi sediamo a un tavolino di fronte al Museo Reina Sofia (dove sono in corso due mostre di PHotoEspaña 08: una di Robert Smithson e l’altra di Leonardo Cantero) e chiedo ad Arianna di raccontarmi la storia di e la sua relazione con il Festival PHotoEspaña.

In occasione dell’undicesima edizione di PhotoEspaña, il più importante festival fotografico nazionale, ho il piacere di incontrare a Madrid l’amica Arianna Rinaldo. Arianna vive e lavora a Milano come photo editor della rivista D-Repubblica delle donne (supplemento domenicale del giornale La Repubblica) ma è anche redattore capo della rivista fotografica spagnola Ojo de Pez. Ojo de Pez

- mi dice Arianna - . Anaut non è altro che il Presidente di PHotoEspaña ed inoltre è proprietario della casa editrice La Fábrica che pubblica la rivista Ojo de Pez.

“InnanzituttoOjo de Pez è la prima rivista documentaria pubblicata in Spagna. Ora raccoglie le firme di prestigiosi fotografi di tutto il mondo, ma realizzarla non è stato facile. L’idea fu di un gruppo di studenti in Comunicazione Audiovisuale, guidati dal barcellonese Frank Kalero - oggi direttore della rivista - che, stanchi di non vedere realizzate le loro aspettative artistiche e professionali, decisero di creare la loro “fanzine” (dall’inglese fanatic-magazine, in italiano “rivista amatoriale”) dove pubblicare i loro lavori. Dopo il secondo numero rimasero senza soldi, ma Alberto Anaut, affascinato dalla loro iniziativa, decise di patrocinare la rivista”

“La rivista nasce nell’anno 2003-2004 e i primi due numeri sono indipendenti. Dal n. 3, sotto la direzione de La Fábrica, assume una forma più precisa, più strutturata e dal n. 6 un tema scelto (il primo fu “Umani”) diventa il filo conduttore di ogni singola rivista. Oggi Ojo de Pez, che iniziò con una distribuzione di solo 3000 copie, ha una tiratura di 10.000 copie e si può comprare anche nei chioschi. ”

Sfoglio il numero 12 che Arianna ha con sé e in cui c’è la sua firma come photo editor, il titolo è “Un Giorno Qualunque” e in copertina c’è l’immagine di un uomo alle prese con aspirapolvere e mestieri di casa. Arianna mi spiega che si tratta di un reportage su uomini che collezionano aspirapolveri antiche.

Cati Kaoe “Perché l’obiettivo di ogni reportage è quello di raccontare una storia, ma non deve per forza essere il classico reportage. La cosa più originale è che ogni numero della rivista ha un photo editor differente, questo fa sì che ogni rivista sia diversa dall’altra e che abbia il suo tocco personale. ”

Leggo l’editoriale curato da Arianna in questo numero: .

“Il fotografo documentario oggigiorno esplora il suo circondario così come il mondo nella sua grandezza… la descrizione del mondo si è trasformata nella rappresentazione di un’idea del mondo, che può essere un giorno qualunque o un evento dalle prospettive molto più ampie”

Le chiedo di parlarmi del ruolo del photo editor e mi risponde:

“Per un photo editor, che ha il compito di scegliere le immagini e di accoppiarle ai testi, è il massimo poter avere totale libertà di azione, nessuna censura e un’assoluta varietà di visioni. Oggi i punti di riferimento del mondo reale non bastano più, il fotografo ha bisogno di mescolare i generi, di avvicinarsi al simbolismo, di servirsi dell’immaginazione. ”

Dal n. 12 in avanti la rivista ha aggiunto una sezione chiamata “Portfolio” dedicata solo a fotografi emergenti, nazionali e internazionali. “Il prossimo numero sarà dedicato ai finalisti del premio Ojo de Pez e il tema sarà quello dei valori umani.” Arianna Rinaldo fa parte della giuria del Premio PHotoEspaña jodePez Volkswagen dei Valori Umani destinato a fotografi di tutto il mondo in cui verranno considerati valori come la solidarietà, l’etica, la giustizia. Il primo premio consisterà in 6000 euro più una mostra dedicata al vincitore nella prossima edizione di PHotoEspaña2009.

PHotoEspaña 2008

Per chi già non lo sapesse è il Festival Internazionale di Fotografia e Arti Visive che si celebra annualmente a Madrid dal 1998, trasformando la città per quasi due mesi nella capitale mondiale della fotografia. Quest’anno, alla sua undicesima edizione (4 giugno- 27 luglio), il Festival propone ben 69 mostre, 31 nella “Sezione Ufficiale” e 38 nel “Festival Off”, suddivise in 63 spazi espositivi fra musei, gallerie, centri d’arte e sale espositive.

 PHotoEspaña

L’edizione, curata quest’anno da Sergio Mah, affronta il tema del Luogo: dal paesaggio fino agli spazi più intimi, il luogo non è più rappresentazione di un mero territorio, ma acquisisce, grazie alla sua relazione con l’essere umano, un senso antropologico, legato alla storia, alla cultura, all’emotività, all’evocazione. La “Sezione Ufficiale” di PHotoEspaña offre quest’anno mostre di grandi maestri e artisti contemporanei che stabiliscono un dialogo intorno a questo concetto, il Luogo, ma il Festival non si limita a questo: apre le porte anche a progetti, mostre di premi fotografici internazionali e collezioni private d’arte. “Festival Off” riunisce invece le migliori proposte presentate al concorso dalle principali gallerie d’arte di Madrid. Il programma del Festival propone quest’anno un approccio aperto, al quale prenderanno parte la città, la natura, lo spazio pubblico e privato, la realtà e la finzione, dove gli autori delle mostre stabiliranno una stretta relazione con lo spazio fisico o mentale che fotografano. Bill Brandt alla BBVA, Robert Smithson al Museo Reina Sofia, Florian Maier-Aichen al Thyssen-Bornemisza, Javier Vallhonrat al Canal de Isabel II, Roni Horn al Circolo de las Bellas Artes, Thomas Demand alla Fondazione Telefonica, Eugene Smith al Teatro Fernan-Gomez, sono solo alcuni dei nomi degli autori presenti quest’anno al Festival che animerà non solo Madrid, ma anche la vicina città di Cuenca e Lisbona.

Cati Kaoe Francesca Arduini

Pic : Billy Brandt : Niños jugando en la calle. Hockley, Birmingham, ca 1943 ©Bournville Village Trust Archive, Birmingham Library and Archives Services