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Vivere a Istanbul oggi

Articolo pubblicato il 19 agosto 2015
Articolo pubblicato il 19 agosto 2015

Vittoria e Alessandro hanno fatto un viaggio-documentario alla scoperta della vita in riva al Bosforo, per comprendere meglio l'affascinante cultura turca. Oltre a restarne affascinati, hanno conosciuto Can, un giovane globetrotter turco che ci ha parlato del suo Paese e dell'Europa, del fondamentalismo islamico e del futuro. 

«Istanbul contiene tutto, produce realtà e fantasmagorie. In modo pittoresco ed enigmatico, accoglie e inizia il visitatore attraverso processi antichi e misteriosi: lo sonda, lo disorienta, lo investe e alla fine lo travolge». Questa definizione dell'antropologa Adriana Destro, nel suo I volti della Turchia, è esattamente ciò che il turista percepisce ad un primo contatto con la metropoli turca. Oltre 13 milioni di abitanti, quinta città più grande (e caotica) al mondo, Istanbul sfinisce e al tempo stesso seduce il viaggiatore. E con noi non è stata da meno.

Volevamo approcciarci alla città con occhi scevri da pregiudizi e luoghi comuni, e studiare se e quanto la città-ponte tra Occidente e Oriente fosse diversa dai Paesi europei. Lo abbiamo fatto con l'aiuto di Can Çakır, un ventiquattrenne turco, poliglotta, che ha trascorso parte della sua vita in diversi Paesi dell'UE (anche in Italia) e del Sud America. Ci ha raccontato com'è – veramente – vivere e crescere a Istanbul.

cafébabel TorinoCome sono visti dall’estero i turchi e la Turchia al giorno d’oggi? E invece com'è, davvero?  

Can Çakır: Da quanto ho avuto modo di constatare nei miei viaggi, purtroppo i turchi sono sempre stati associati al kebab. Nient'altro. Tuttavia, ho visto che la Turchia ha avuto una crescita in popolarità negli ultimi anni per il cosiddetto mito di un'economia forte. Economia che è in realtà basata solo sul boom edilizio, e che quindi è destinata a cadere presto. Purtroppo al momento la Turchia non è un Paese sicuro in cui vivere: le tensioni sociali sono piuttosto forti.

cafébabel TorinoPensi che gli europei che vengono a visitare di persona la Turchia, specialmente Istanbul, cambino la loro idea sul Paese?

Can Çakır: Dipende. Istanbul è una città enorme, e gli europei che vengono in città vedono solo la parte "turistica", quella fatta di moschee, sultani e bazaar. Quella è la Istanbul che viene venduta. Ma per comprendere completamente Istanbul e la Turchia, la prima cosa che bisogna sperimentare è il traffico mattutino sul Bosforo e in autostrada. E il disservizio quotidiano dei mezzi pubblici. Se si rimane nel centro città e non ci si addentra nella periferia, quello che si vede è solo una piccola porzione della vera Istanbul.

cafébabel TorinoQuando vai in Europa c’è qualcosa che invidi e che ritieni mancare nel tuo paese?

Can Çakır: Probabilmente il rispetto civile. E anche il rispetto delle regole stradali. (Ride.)

cafébabel Torino: Come vedi la possibilità di una Turchia membro dell’UE?

Can Çakır: La vedo altamente irrealistica, almeno per i prossimi anni. Il marcato divario culturale sfocerebbe in una "invasione" di turchi nei Paesi europei, e l'Unione Europea si renderebbe conto che l'economia turca non è così solida, come quella di cui invece ha bisogno. 

cafébabel TorinoPensi quindi che in futuro il Paese troverà una sua strada alternativa all'interno del Medio Oriente?

Can Çakır: Se continuiamo su questa strada potremmo diventare come il Libano, lacerato dai conflitti interni, mentre i ricchi e i potenti continuano indisturbati a vivere la loro vita da sogno. L'avanzata del Medio Oriente non sembra voler fermarsi presto, e la Turchia, uno dei pochi Paesi stabili dell'area, rischia essere fagocitata da esso.

cafébabel TorinoRiguardo all’attuale situazione di pericolo rappresentata dall’ISIS, quali pensi siano i possibili sviluppi in Turchia?

Can Çakır: Purtroppo ci aspettiamo che il bombardamento da parte dell'ISIS continui, soprattutto se Erdoğan e l'AKP (il Presidente della Turchia e il suo Partito della giustizia e dello sviluppo, di orientamento islamico-conservatore, n.d.r.) rimangono al potere, dal momento che la loro politica estera è terribilmente sbagliata. Avevano iniziato sostenendo l'ISIS, ora invece gli dichiarano guerra alleandosi con gli Stati Uniti. Inoltre entrambi stanno concentrando energie e soldi contro il movimento di guerriglia curdo, che attualmente è il più grande nemico che l'ISIS ha da combattere. Se la guerra civile contro i curdi dovesse ricominciare, non vedo una speranza di uscirne bene. Tuttavia l'opposizione e i leader del movimento curdo stanno cercando di agire in modo logico. L'unica speranza di pace per la Turchia è un piano che escluda Erdogan e l'AKP dalla scena politica.

Can ci sconsiglia di prendere la metro, potrebbero esserci attacchi. Eppure, sul traghetto che attraversa il Bosforo e che ci porta nel continente asiatico, non riusciamo a smettere di pensare che non c'è stato neanche un momento in cui ci siamo sentiti in pericolo. Anzi, seduti in un caffè sul mare, sorseggiando çay (il tè turco) con in sottofondo il richiamo del muezzin per la preghiera del crepuscolo, ci siamo sentiti in pace. Istanbul è una realtà con tante facce diverse, tutte vere, e a volte inaspettate. La città è specchio di un popolo, quello turco, che comunica ad ogni angolo la sua specificità, la sua lotta tra modernità e tradizione. Molti visitano solo superficialmente la città, rimanendo nella comfort zone circoscritta ai turisti, e tornano in Europa raccontando solo una parzialità di quello che offre. Al viaggiatore comune rimangono quindi preclusi tutti quelli aspetti che rendono davvero unica la città. Perchè la ricchezza di Istanbul sta nella sua anima multiforme.

Dai grattacieli del quartiere glamour alle case diroccate dello slum greco, respirando conservatorismo islamico tanto quanto modernità laica, vi lasciamo con alcune delle foto scattate durante il nostro soggiorno: scorci di paesaggi, istantanee di vita quotidiana ed epifanie di un viaggio, per provare a capire un Paese dalle mille contraddizioni. 

Foto di Vittoria Caron e Alessandro Cuttica. Creato con flickr slideshow.