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Up Helly Aa: il festival vichingo delle isole Shetland

Articolo pubblicato il 12 marzo 2014
Articolo pubblicato il 12 marzo 2014

In una notte senza stel­le, un'or­da di vi­chin­ghi mu­ni­ti di torce mar­cia a passo co­stan­te. Non te­mo­no il fred­do o il vento im­pe­tuo­so, ma can­ta­no con vi­go­re di dra­ghi, eroi e an­ti­che bat­ta­glie. Siamo in un an­ti­co e sel­vag­gio pas­sa­to? No. Ci troviamo nella re­gio­ne scoz­ze­se delle She­tland, al fe­sti­val di Up Helly Aa 2014.

L'Up Helly Aa è una serie di fe­sti­val che si tiene nelle She­tland, un re­mo­to grup­po di isole al nord della Gran Bre­ta­gna. Il più fa­mo­so di que­sti, si tiene a Ler­wick, ca­pi­ta­le delle She­tland, men­tre altri sono spar­si per tutte le isole, con at­tra­zio­ni e stra­va­gan­ze tutte loro. Con il mio ra­gaz­zo e un amico ho viag­gia­to per le She­tland per go­de­re dei suoni e degli odori del posto e, in par­ti­co­la­re, per as­si­ste­re all'Up Helly Aa di Nor­th­ma­vi­ne.

Nor­th­ma­vi­ne, di­stret­to più a nord del­l'i­so­la prin­ci­pa­le delle She­tland, è una pe­ni­so­la iso­la­ta, bella e bat­tu­ta dal vento, pro­prio come do­vreb­be es­se­re un'i­so­la scoz­ze­se. Qui si tro­va­no le fa­mo­se sco­glie­re di Esha­ness, da dove si può go­de­re di una vista moz­za­fia­to. Le co­mu­ni­tà dei vil­lag­gi lo­ca­li or­ga­niz­za­no a turno even­ti ga­stro­no­mi­ci, come la fiera di "zuppa e dolci". Nel pe­rio­do del­l'Up Helly Aa, per ce­le­bra­re le stra­van­gan­ze e le fol­lie dei vi­ci­ni, la "Pro­cla­ma­zio­ne" con­vo­ca i "gui­zer" (co­lo­ro che si ve­sti­ran­no da vi­chin­ghi e par­te­ci­pe­ran­no alla fiac­co­la­ta) che de­vo­no riu­nir­si "so­bria­men­te" nella sala co­mu­ne del vil­lag­gio di Hill­swick, per de­scri­ve­re in versi le im­pre­se degli abi­tan­ti del luogo du­ran­te l'an­no: 

"Da plum­ber he left Tir­vi­ster 

dan fell doon on his luck

O man, o man, he dit­ched da van,

Thank god for da fork-lift truck".

("La­sciò Tir­vi­ster l'i­drau­li­co

cadde in ro­vi­na

oh amico mio, finì in un fosso con il fur­go­ne

gra­zie a Dio ci fu l'a­iu­to del ca­mion mon­ta­ca­ri­chi").

Cro­na­ca vi­chin­ga

Ci fer­mia­mo ad am­mi­ra­re la Pro­cla­ma­zio­ne e le co­lo­ra­te galee vi­chin­ghe, pro­ta­go­ni­ste di que­sto eroi­co ve­ner­dì sera. Ogni anno, gli ar­ti­gia­ni lo­ca­li im­pie­ga­no mesi a co­strui­re le galee per il fe­sti­val solo per ve­der­le poi di­strut­te dal fuoco. È uno sfor­zo in­cre­di­bi­le che rende la ce­ri­mo­nia an­co­ra più im­pres­sio­nan­te. Que­st'an­no l’im­bar­ca­zio­ne con la po­le­na a forma di drago sfog­gia baffi li­ber­ti­ni e gio­co­si. ​In se­ra­ta rag­giun­gia­mo i gui­zer nella sala co­mu­ne di Hill­swick, dopo aver am­mas­sa­to pile di lana che più tardi sa­ran­no ser­vi­te per il più lungo e meno ec­ci­tan­te strip tease della sto­ria. Al ri­pa­ro della sala co­mu­ne at­ten­dia­mo l'ar­ri­vo dei vi­chin­ghi, l'ac­cen­sio­ne delle torce e l'i­ni­zio della pro­ces­sio­ne. Cen­ti­na­ia di guer­rie­ri ini­zia­no la loro mar­cia, se­gui­ti da una banda di ot­to­ni e gente in tuta da la­vo­ro o ve­sti­ti da polli. A dif­fe­ren­za dell'Up Helly Aa di Ler­wick, che è una spe­cie di im­men­so club per soli uo­mi­ni, il fe­sti­val di Nor­th­ma­vi­ne ac­cet­ta gui­zer di en­tam­bi i sessi. Non tutti i vi­chin­ghi se­guo­no le di­ret­ti­ve della "Pro­cla­ma­zio­ne" ri­guar­do alla riu­nio­ne "so­bria" – l'al­col aiuta a te­ne­re a bada il gelo. Men­tre ac­cen­do­no le torce il ba­glio­re delle fiam­me ri­ve­la­no ombre e con­tor­ni di volti na­sco­sti sotto elmi alati. 

Il fuoco è pe­ri­co­lo­so e dona vita; mi viene in mente Dylan Tho­mas: "Gli im­pul­si­vi che il sole pre­se­ro al volo e can­ta­ro­no, trop­po tardi im­pa­ran­do d'a­ver­ne af­flit­to il cam­mi­no". Poi l'im­ma­gi­ne scom­pa­re spaz­za­ta via da una ri­sa­ta e una bat­tu­ta di un gui­zer. Un ba­glio­re rosso il­lu­mi­na il cielo a nord, gui­da­ti dalla galea drago, la gente ini­zia la pro­ces­sio­ne lungo la costa verso il mare. 

A que­sto punto ci si po­treb­be do­man­da­re se i cittadini delle She­tland hanno mai sen­ti­to par­la­re di re­go­le di si­cu­rez­za: non c'è po­li­zia, vi­gi­li del fuoco o un cor­do­ne di si­cu­rez­za  a vi­gi­la­re su un'in­te­ra orda di "vi­chin­ghi" ebbri con torce, il cui obiet­ti­vo fi­na­le è quel­lo di dare fuoco a una nave. Cosa po­treb­be an­da­re stor­to? Uno degli abi­tan­ti mi rac­con­ta che negli anni non ci sono stati molti in­ci­den­ti, ma una volta una tor­cia è ca­du­ta e una mac­chi­na della po­li­zia ci ha par­cheg­gia­to sopra. Cosa è suc­ces­so dopo? "Qual­cu­no li ha av­vi­sa­ti", ri­spon­de me­sta­men­te il re­si­den­te. Di certo, que­sto ve­ner­dì non c'è pe­ri­co­lo di dare fuoco a qual­co­sa, visto che il ter­re­no è zuppo d'ac­qua dopo set­ti­ma­ne di piog­gia inin­ter­rot­ta. 

Al­l'i­ni­zio non siamo nean­che si­cu­ri che la galea pren­da fuoco: un vento co­stan­te im­pe­di­sce al fuoco di at­tec­chi­re. Spet­ta­to­ri e gui­zer sop­por­ta­to stoi­ca­men­te la bur­ra­sca at­ten­den­do che in­fi­ne la galea venga di­strut­ta. Guy Fa­w­kes non avreb­be sa­pu­to fare di me­glio.    

"From grand old Vi­king cen­tu­ries Up Helly Aa has come 

So light the torch and form the march and sound the rol­ling drum!". 

("Gli an­ti­chi vi­chin­ghi ci hanno tra­man­da­to l'Up Helly Aa

Quin­di date fuoco alle torce, suo­na­te i tam­bu­ri, è ora di met­ter­si in mar­cia!").