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Un fungo val bene “l’allucinogeno” del paradiso

Articolo pubblicato il 06 marzo 2009
Articolo pubblicato il 06 marzo 2009
La bontà dei funghi è cosa rinomata: spuntando “dal nulla” sul terreno, sono uno di primi alimenti di cui l’essere umano si sia cibato. Quello che forse è meno risaputo è che “responsabile della nascita” della specie umana, sembrerebbe proprio un “mushroom”.

Il frutto della Conoscenza, che avrebbe trasformato Adamo ed Eva da semi-dei immortali a comuni progenitori della specie umana, non sarebbe una mela. Secondo alcuni studi di antropologia ed etnobotanica il frutto proibito sarebbe stato in realtà un fungo. A testimonianza di ciò vi è l’affresco – risalente al 1200 – della cappella di Plaincourault, una località dell'Indre, nella Francia centrale. Qui l’albero della conoscenza ha le nette sembianze di un fungo, probabilmente dell’Amanita Muscaria.

Il fungo della discordia? Un allucinogeno

Il tutto concorderebbe con le ricerche antropologiche che rintracciano lo sviluppo del senso del sacro – quindi la nascita delle religioni – all’uso di un allucinogeno, che spesso è un fungo (la Psilocybe messicana, l'Amanita Muscaria degli Iperborei, antenati degli Europei, il soma dei Veda indiani; l'Ergot dei Misteri di Eleusi, il Boletus dei Kuma). Alla funzione spiritual-religiosa dei funghi è strettamente legato anche il loro potere curativo. Usati, infatti, dall’alba dei tempi, i funghi medicinali godono di proprietà immunostimolanti, antibatteriche, antitumorali. Essi controllano inoltre il colesterolo, la pressione sanguigna e la glicemia. Alcuni di questi funghi, in primo luogo shiitake e maitake, si trovano facilmente nei negozi di prodotti naturali. E si possono aggiungere alle zuppe.

Un fungo quindi è valso bene l’Eden! E probabilmente tutti gli europei possono concordare, visto che i funghi sono l’alimento comune a molte delle nostre tavole. Basti pensare, solo per citarne alcuni, alla tipica steak and mushrooms pie inglese, al Ràntott Gomba ungherese, al risotto ai porcini italiano, agli champiñones al ajillo spagnoli... A questo punto risulterà estremamente chiara anche la scelta fatta dai Puffi che nei funghi ci abitano o quella di Timothy Leary – lo scrittore e psicologo americano che sosteneva l’uso delle droghe psicadeliche – che a due ore dalla morte, mangia dei “funghi magici”. «Beautiful», sarebbe stata la sua ultima parola.

Ràntott Gomba per quattro persone

quattro uova; 300 grammi di pan grattato; 400 grammi di champignon; olio di girasole e sale q.b.

Tagliare i funghi a metà, sbattere le uova quindi immergervi i funghi, passarli nel pan grattato e infine friggerli nell’olio precedentemente riscaldato. Salare.