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Troppo chiasso, Berlino si agita: ne vale la pena?

Articolo pubblicato il 27 giugno 2011
Articolo pubblicato il 27 giugno 2011
Nel quartiere berlinese di Kreuzberg-Friedrichshain si festeggia a più non posso. Un numero sempre più alto di turisti si riunisce per un cocktail nei bar a buon mercato, nei parchi o nelle strade. I residenti sono stufi, si agitano e protestano. Addii al celibato, pub crawls… Berlino non sarà mica la nuova Maiorca?

“Hey! Volete ancora far festa, eh?” Il tassista sa con chi ha a che fare se di venerdì sera dopo la mezzanotte gli chiedo di portare me e il mio ragazzo a Friedrichshain, quartiere sud-est di Berlino. Non aveva assolutamente considerato la mia risposta “ No no, vogliamo andare a casa. Abitiamo lì”, e con un po' di compassione mi risponde: “Accidenti, deve esserci un bel po' di baccano da quelle parti!”

Qualche anno fa sembrava che tutto fosse ancora diverso. Gli altri erano quasi tutti invidiosi quando mi sentivano dire che abitavo proprio in quella zona. Oggi la zona di Friedrichshain-Kreuzberg è ancora di moda, ma negli ultimi tempi è diventata qualcosa di molto amato, non solo da i suoi abitanti, ma soprattutto anche dai turisti.

Solo che i berlinosi non vogliono che la loro città si trasformi in una nuova MaiorcaA dire il vero ci si potrebbe rallegrare se dei giovani da tutto il mondo si sentono bene nel nostro quartiere – e per giovani si intendono soprattutto quelli che trascorrono qui le vacanze (l'età media dei turisti di Berlino secondo il sito berlin.de è al di sotto dei 40 anni), e allo stesso tempo anche noi possiamo finalmente chiamare casa il posto in cui gli altri vanno in vacanza. “Prima non era così", ripetono tutti. E mentre ci si rallegra che in tutta la città di Berlino in un anno ci siano più di 20 milioni di pernottamenti, tra gli abitanti del quartiere c'è sempre più rabbia. Ci si arrabbia soprattutto con l'orda di passeggeri Easyjet che si soffermano in uno spazio relativamente piccolo compreso tra Schlesische Tor nella Berlino ovest (conosciuta anche come Ballermann I, il termine con cui i berlinesi definiscono Maiorca, città della baldoria tedesca in estate, ndr) e Ostkreuz nella Berlino est (conosciuta come Ballermann II). Quello di cui gli abitanti si lamentano maggiormente sono il chiasso e la sporcizia, ma soprattutto c'è la preoccupazione che il quartiere non sarà più quello che era una volta e che si trasformi da quartiere cool a un deposito di cianfrusaglie e senza valore.

Berlino è quel che resta dell'anarchia

Il fatto che la gente si ritrovi nelle piazze pubbliche, nei parchi, sui ponti sul fiume Spree, non ha di per sé nulla di nuovo. La spontaneità e la disorganizzazione rendono da sempre Berlino così attraente (si può comprare birra ogni due metri senza problemi nello Spätkauf dell'angolo) : sono segni di anarchia tipici della città. In quale altra città si può girare per strada con una birra in mano? A Monaco verresti guardato male dai passanti, a Madrid si potrebbe essere fermati dalla polizia e persino a Londra si chiederebbero se non fosse meglio andare in un pub. A Berlino invece questa cultura è amata, ammirata, ed è stata persino cantata recentemente dall'artista Christane Rösinger.

Non è neanche nuovo il concetto secondo cui i rapporti sociali si evolvono ogni due anni. Oggi ci sono le coppie di genitori giovani che fino a poco tempo fa affollavano le piazze e ora giocano a ping pong con dei pacchi di palline da sei. E che soprattutto, si lamentano perché non riescono a dormire di notte visto il rumore nelle strade fino a notte inoltrata.           

Tine è la classica abitante di Friedrichshain. La giovane libraia ha un compagno italiano ed un gruppo di amici stranieri, perciò si arrabbia quando il “suo” parco diventa il punto di ritrovo per centinaia di giovani scandinavi che vengono dall'ostello all'angolo portando le loro chitarre, i libretti delle canzoni e i saltimbanchi. Anche Monique, studentessa di economia, osserva lo sviluppo del suo quartiere con inquietudine: “All'inizio era una zona molto tranquilla, ma da qualche tempo mi sembra di vivere a Camden Town”. La sua vicina Christine rischia una crisi di nervi ogni mattina, quando deve fare la gincana in bici evitando tutti i resti dei vetri che si sono accumulati durante la notte, oppure quando si ritrova il vomito davanti la porta di casa. Anche io resto scioccata quando degli emarginati berlinesi o degli inglesi balbuzienti mi chiedono un bacio o degli spiccioli.

Il senato berlinese ha riconosciuto il problema: "il turismo non ha fatto crescere bene il quartiere", ma quello che si potrebbe fare per migliorarlo non è ancora chiaro. Il bar di un hotel sul ponte Warschauer ha adottato la propria strategia per evitare di attrarre la clientela sbagliata. “ Un posto per tutti, ad eccezione degli inglesi e degli irlandesi, e di quelli vestiti con un costume da superman!”

"Un punto di vista da borghese"

Quello che può sembrare divertente può presto diventare un segno di arroganza. Il turismo è e resta comunque un fattore economico molto importante per Berlino e bisognerebbe rendersene conto prima di arrabbiarsi troppo. Anch'io sono stata a Maiorca quando avevo 17 anni e ho bevuto sangria da un secchio. Durante il mio Erasmus a Madrid ero sempre in giro con un gruppo di tedeschi e inglesi e credo che neanche noi ci siamo comportati nel più rispettoso dei modi nei confronti dei madrileni. Ricordo bene i “botellones” illegali nei parchi o nelle piazze.

“Hai un punto di vista da borghese”, mi dice il mio ragazzo quando mi lamento di nuovo del chiasso dei turisti.  "Queste lamentele perché si vuole dormire tranquille, senza il disturbo degli stranieri, sarebbero normali nelle città di provincia, non qui”. In fondo ha ragione. Rilassiamoci un po'. La “ Feierkarawane” (la carovana dei festeggiamenti) riprenderà da un momento all'altro e nel frattempo dobbiamo accettare di pagare il prezzo per vivere a Berlino-Ballermann.

Immagine: (cc)Stefan Garvander/flickr