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Tour de France, Tour d'Europa

Article published on 04 luglio 2008
Article published on 04 luglio 2008
Dal 5 al 27 luglio si svolgerà la 95esima edizione del Giro di Francia. Ventuno le tappe previste, e due oltrefrontiera. Dopo Londra e in attesa di Monaco, nel 2008 tocca alla provincia italiana di Cuneo.

Il Tour di Francia non è al 100% francese. Sin dal suo inizio si è concesso delle scappatelle continentali: dall'Alsazia, alle alpi italiane, passando per Londra. Il Tour prende una dimensione europea, non solo per i ciclisti, ma anche per le tappe che tocca lungo il suo tragitto. 

Tour d’Europa

Quest'anno si parte da Brest, in Bretagna, fino agli Champs Elysées a Parigi: un itinerario di circa 3500 km, da percorrere in 21 giorni. L'anno scorso la manifestazione ciclistica iniziò a Londra e, se consideriamo in numeri, è evidente il perché si tratta del terzo evento sportivo per importanza (dopo i Mondiali e le Olimpiadi): 260 telecamere di 92 canali televisivi, 240 fotografi di 40 agenzia di tutto il mondo, e più di 350 giornalisti accreditati. Tutto quest’armamentario mediatico diffonde nel mondo, oltre agli affaticati ciclisti, spiagge, montagne e paesaggi. Dal punto di vista dei vincitori poi, il Tour de France si dimostra ancor più europeo: l’ultimo francese risale al 1985. Da quel momento la competizione è stata quasi completamente dominata dagli spagnoli (otto vittorie), gli statunitensi (con dieci),gli italiani (1987 e 1998), il tedesco Jan Ulrich nel 1997 e l’irlandese Stephen Roche nel 1987.

La Francia a Cuneo

Quest'anno a gioire per essere state scelte come tappe estere sono la città italiana di Cuneo e la vicina frazione di Pratonevoso, all’interno di un comprensorio sciistico. Il 20 luglio la cittadina ospiterà la 15esima tappa del Tour 2008, che il giorno seguente stazionerà a Cuneo per la prima giornata di riposo all'estero della sua storia. Quindi, il 22 luglio i ciclisti ripartiranno alla volta di Jausieres, di nuovo in territorio francese.

I due comuni, insieme alla locale Camera di Commercio hanno costituito un Comitato organizzatore, Granda Tour 2008, con cui hanno presentato le due tappe a Roma e in l'Italia. «L'aspetto più importante è la ricaduta che questo evento sportivo avrà sul nostro territorio. Saremo in mondovisione» dice Fiorenza Barbero del Comitato. La donna sottolinea orgogliosa come i commissari abbiamo paragonato Piazza Galimberti, a Cuneo, alla Place Vendôme parigina. Grazie alle montagne che la incorniciano, questa «quinta scenografica» naturale è stata decisiva per la scelta finale.

Il business dello sport

Il territorio, che punta sempre più sul turismo, vede nel Tour de France un’occasione di sviluppo e pubblicità. «A Cuneo», continua l'organizzatrice, «abbiamo allestito, sopra la fontana di Piazza della Stazione, un faro che creerà dei giochi di luce con i colori della Francia, dell'Italia e del Tour». Inoltre sono previste iniziative per intrattenere spettatori e turisti: trampolieri, sbandieratori e saltimbanchi animeranno le giornate, e una “notte gialla” di spettacoli alla vigilia dell'arrivo dei ciclisti.

Le tappe estere, compatibilmente con gli obiettivi di coerenza sportiva dell'evento, hanno sempre fatto parte del Tour. Perché? «Perché no?» ribatte l'Amaury Sport Organisation (A.S.O.), l’impresa organizzatrice ufficiale del Tour. «È il terzo evento sportivo del mondo, seguito in tv da più di ottanta paesi, è naturale che dall'estero ci chiedano delle tappe. A Londra, sede della partenza del Tour 2007, c'erano migliaia di persone». Nessun motivo al di fuori della logica del business sportivo, dunque, alla base della decisione di espatriare, nessun omaggio all'Europa senza frontiere.

La prima tappa estera risale al 1905, terza edizione del Tour. E la meta prescelta fu l'Alsazia, da trentacinque anni tedesca ma francese dai tempi di Luigi XIV. In questo caso, forse, la scelta estera non era un caso…