Lifestyle

Social network: i vizi capitali 2.0

Articolo pubblicato il 27 settembre 2013
Articolo pubblicato il 27 settembre 2013

Con la moltiplicazione dei social network, trascorriamo sempre più tempo sui nostri profili virtuali. A Facebook, che da solo occupa e complica buona parte delle nostre vite, si sono aggiunti Twitter, Instagram, Pinterest ecc. La gestione dei nostri svariati profili-personalità on-line è quasi diventata un'attività a tempo pieno.

Seduti alla scrivania, perfezioniamo la nostra immagine web: si tratta di uno studiato equilibrio tra l'eliminazione delle foto poco carine e la messa in evidenza dei video "fighi". Tuttavia, se da una parte crediamo di presentare il meglio di noi stessi, dall'altra, in modo insidioso, i social network ci imbruttiscono. Esatto, perché così facendo non solo esponiamo il nostro viso alla luce dello schermo, ma inconsciamente soccombiamo al peccato.

L'elenco ufficiale dei peccati capitali sarebbe stato stilato nel 1212, durante il Concilio Lateranense. I secoli passano (ben 9), ma i vizi restano gli stessi. Tuttavia, per la gioia degli utenti del XXI secolo, commettere uno dei 7 peccati capitali non è mai stato così "comodo": non serve neppure uscire di casa.

L'INFERNO SULLA TERRA!

Superbia: Facebook, vite in mostra in formato HTML

La toilette non è più il regno dei narcisisti: la tecnologia ha offerto loro nuovi mezzi per ammirare la propria bellezza. I social network - Facebook primo tra tutti - si nutrono della nostra superbia, fonte inesauribile di contenuti. Siamo innamorati di noi stessi e in costante ricerca dell'approvazione degli altri, ci mettiamo in mostra come prodotti esposti in vetrine. Il nostro strumento promozionale è costituito dalle foto (sottoposte ad attenta cernita) delle vacanze, del sabato sera e da un gruppo di consumatori che ha testato il prodotto, ovvero la nostra lista di amici.

Invidia: Pinterest, la nuova garanzia del buon gusto consentito

Considerata la situazione attuale, l’acquisto della casa dei nostri sogni nel prossimo futuro è alquanto improbabile. Tanto vale allora progettare il proprio appartamento ideale sul web. Mentre "sbaviamo" guardando l'arredamento di un loft di Brooklyn, creiamo l'ennesima board (bacheca) che riempiremo di oggetti che non compreremo mai. Non è più necessario aspettare l'arrivo del Natale per stilare la nostra wish list: Pinterest ci permette ogni giorno di aggiungere tutto ciò di cui siamo invidiosi alla nostra mood board. Dopotutto cade proprio a pennello: con 847 amici su Facebook, sì che ne servono di idee regalo!

Gola: Instagram, il top chef  c’est moi!

I comandamenti degli anni 2000 erano "essere slim" e "avere il diritto di mangiare grasso, salato o zuccherato". Al giorno d'oggi, i peccati di gola partono dalla strada. L'avrete notato: i nostri schermi sono invasi da foto di cose da mangiare grazie alla magia di Instagram. Siamo tutti diventati fotografi esperti, partendo però dal presupposto che di professioniale non abbiamo nulla, neanche un manichino a nostra disposizione per far riscaldare l'obiettivo. Non possiamo fare altro quindi che scattare una foto al contenuto del nostro frigorifero. E voilà: ecco il peccato di gola 2.0!

Ira: Twitter e Youtube, arene dei tempi moderni

Sono dei veri e propri ring da pugilato. Gli insulti "volano" e tutti ottengono ciò che si meritano. Principianti e professionisti della musica su Youtube, politici e v.i.p. su Twitter. Gli spiriti si scaldano, i diverbi assumono un'importanza smisurata, gli aggressori diventano gli aggrediti… Twitter e Youtube sono diventati gli strumenti privilegiati per i litigi dall'altra parte del monitor. Non appena sentite l'ira che cresce dentro di voi, non picchiate nessuno, twittate!

Lussuria: Make Love Not Porn, cliccare non è tradire

Dopo i siti di incontri per single più o meno esigenti e quelli dedicati agli incontri extraconiugali, il sesso sbarca sui social network. Cindy Gallop ha presentato il suo social  media dedicato all'"amore" in occasione dell'ultimo SXSW. Lo scopo? Scambiare informazioni inerenti al sesso tramite video e commenti. Quando si dice che lo scopo dei network 2.0 è quello di soddisfare tutti i vostri desideri!

Avarizia: il tempo è denaro

Tra il profilo Facebook, l'avatar Twitter, il doppione LinkedIn e la personalità Pinterest, abbiamo già tutto un mondo da gestire. Non c'è da meravigliarsi se si diventa avari del proprio tempo, finendo così per dedicare sempre meno attenzione agli altri. Anche la comunicazione diventa sempre più personalizzata. Pubblichiamo le ultime notizie sul nostro "stato": chi vorrà, risponderà. Speriamo che siano almeno in due o tre, dato che un post senza risposte può farci apparire scemi.

Pigrizia: tutti insieme contro la produttività!

Se esiste un vizio che nutre i social network è proprio la pigrizia. Facebook, Vimeo, Youtube: sono i regni della procrastinazione, i templi dell'ozio. Una pagina chiama l'altra, un singolo video visualizzato corrisponde ad altri dodici consigliati. La famosa frase "se ti è piaciuto questo, forse potrebbe interessarti anche questo" trasforma la nostra navigazione in un'interminabile esperienza sul web che rende il nostro percorso professionale sempre più insidioso.

È TUTTA UNA FARSA

Chi inviterebbe 500 persone a casa propria per fare un annuncio sull'insolazione appena presa? Chi insulterebbe qualcuno in faccia così violentemente come succede su Youtube? Internet sembra disinibire la nostra personalità. Dal momento che tutto è virtuale, abbiamo la sensazione che ciò che viene detto non abbia veramente importanza. Lasciarsi andare sul web sembra semplicemente non avere conseguenze. Come in un videogioco, spariamo a bruciapelo sugli altri senza riflettere, a meno che il nemico non sia reale. Sono tanti infatti gli esempi di polemiche, licenziamenti, molestie scaturite da commenti su Twitter o Facebook. Videogiochi o social network, la storia non cambia: bisogna utilizzarli con moderazione.

VIdeo Credits:  Eric Bramlett/youtube