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Sex toys: ecco a voi la seconda rivoluzione sessuale!

Articolo pubblicato il 30 agosto 2010
Articolo pubblicato il 30 agosto 2010
I sex toys (giocattoli erotici) non sono più un tabù, al contrario. Cosa c’è di più banale dell’avere una paperella vibrante nella vasca da bagno, della lingerie osé nell’armadio o delle palline da geisha tra le cosce?
Niente, ma è bene sapere che dietro questi sex toys, sempre di più e sempre più colorati, a vivere del piacere degli altri, ci sono anche un mercato appetitoso ed un numero crescente di donne.

Chi, nell’evocare i sex toys, pensa ancora a qualcosa di losco o di perverso? Questi oggetti di piacere - che risalirebbero all’antico Egitto, visti alcuni geroglifici che ritraggono donne innalzanti falli in onore di Osiride - si sarebbero sviluppati in Europa alla fine del XIX secolo come rimedio all’isteria femminile, un male all’epoca "curato" con l’aiuto di vibromassaggiatori!

Spesso le donne che partecipano alle serate di sexy shopping vedono un sex toy per la prima volta

«Mi hanno fatto un gran bene!», si scrivono oggi migliaia di donne sole e/o in coppia, che associano saggiamente piaceri naturali e piaceri di plastica. Senza paure e quasi senza rimorso: «L’immagine dei giocattoli sessuali - afferma Sylvie, Ambasciatrice della Felicità per SoftParis, numero uno della vendita a domicilio di sex toys in Francia - si è evoluta, ma non arriverei a dire che è cambiata. Una volta - aggiunge - i sex toys erano i dildo e le bambole gonfiabili, cose poco raccomandabili. Oggi si trovano oli per massaggi, giochi da fare in coppia e tanto altro». Sylvie sa di cosa parla. Sono tre anni che anima le serate sexy shopping organizzate in tutta la Francia, su invito di donne desiderose di scoprire il mondo dei giocattoli erotici in modo discreto e un po' ludico. Come ragazzo, devo confessare che tutto questo mi appare un po’ irreale. Non avendo mai visto Sex and the City né partecipato a dei pomeriggi Tuperware con mia zia, mi mancano due riferimenti indispensabili per comprendere l’esplosiva ascesa dei giocattoli erotici negli ultimi anni.

Una moda che viene dagli Stati Uniti

Il "rabbit" è un nuovo oggetto sessuale in voga tra le appassionate di sex toysPrendete il vibratore Rabbit, ad esempio. Non mi soffermerei sulla particolarità delle sue orecchie rotanti, quanto sulle ragioni del suo successo: l’episodio 9 della prima serie americana di Sex and the City, nel quale Charlotte, una delle protagoniste, scopre questa ottava meraviglia del mondo. Anne Lolotte, la creatrice di SoftParis, sottolinea sul suo blog che, in Inghilterra, «in una giornata non c’era più un solo Rabbit in vendita da Ann Summers, che ha ancora 125 punti vendita in Gran Bretagna!». Sylvie conferma: «Per le donne che fanno appello ai miei servizi è l’occasione di riunire le proprie amiche, proprio come in Sex and the City. La vendita a domicilio di sex toys -  aggiunge Sylvie- rientra bene in questo spirito: si partecipa gratuitamente, ci si diverte e in più si parla di argomenti che le riguardano». No, non il calcio, ragazzi, un'altra forma di piacere.

... e dal nord dell'Europa

Tutto ciò mi conferma, quindi, quello che un giorno mi disse una ragazza: «Se vuoi conoscere le donne di oggi, guarda Sex and the city». Ma la mania per i sex toys non ha altre ragioni che una serie televisiva? Secondo l’Ambasciatrice della Felicità, che ha approfittato del licenziamento da un lavoro che l’annoiava per lanciarsi in questa avventura, il successo della vendita a domicilio viene semplicemente da un bisogno crescente di contatto umano. La maggior parte delle ospiti delle serate sexy shopping sono alla loro "prima volta", oppure sono donne che non oserebbero necessariamente entrare nei negozi per questo genere di acquisti; «queste clienti - spiega Sylvie - vogliono toccare i prodotti, provare le creme e gli oli, infilarsi tenute sexy, ricevere dei consigli intimi». Sembrerebbe un ritorno alla vendita diretta, la stessa che ha fatto il successo dei prodotti Tuperware e delle famose riunioni che li accompagnano. Ah, la libertà conquistata dalle donne negli anni ’60 grazie alla vendita a domicilio...  Se in più, si può aggiungere un pizzico di libertà sessuale… E’ quello che devono essersi dette le due pioniere della vendita a domicilio di sex toys in Francia, le svedesi Caroline Weinberg e Sophie Hafior-Haimerson e la loro società Yoba. Per queste due esperte in marketing, l’affare era troppo evidente.

Liberazione sessuale e... economica

Benvenuti nella fabbrica dei sex toys LeloQuando si decide di spiegare il successo dei sex toys, bisogna partire dal presupposto che gioia sessuale e materiale vanno di pari passo. Da una parte, il piacere, una volta legato a virtù terapeutiche. E non è affatto un trucco da pervertiti per sedare la propria coscienza, precisano i terapisti del sesso. Dall’altra, la vendita di sex toys, un mercato che rende: «Nel 2007 - racconta Sylvie - guadagnavo 300 euro al mese. Oggi, come responsabile di un team, il mio salario è di 1800 euro». Non sorprende, allora, che SoftParis annunci di reclutare 150 nuove Ambasciatrici al mese! «La crisi ha giocato a nostro favore - aggiunge Sylvie - perché essere Ambasciatrici della Felicità è una forma ideale di arrotondamento del reddito, senza obblighi di orari, né minimi di vendita da realizzare». Studenti, madri di famiglia, pensionate, le Ambasciatrici della Felicità sono difficili da classificare. Proprio come le consumatrici. «Dico sempre “non fidatevi delle apparenze” - esorta la venditrice più navigata - la più esuberante del gruppo spesso non compra niente, mentre la più timida viene a fine riunione e fa il pieno di prodotti!». E forse diventerà a sua volta una delle 170.000 venditrici presenti in FranciaInternet resta comunque il mezzo preferito per acquistare giocattoli erotici. Secondo un sondaggio realizzato de netetudes nel 2009, il 61% dei francesi preferisce questo modo d’acquisto. Più discreto. Non stupisce allora che DramNez, editore del sito Sexyavenue, che vende sia sex toys che film porno in VOD (video on demand), sia quotato in Borsa dal 2007.

Insomma, in un momento in cui le femministe della prima ora rimproverano che si sia abbassata la guardia sulla parità uomo-donna, non vedo che una soluzione radicale. Donne di tutto il mondo unitevi: vendete ed utilizzate sex toys. Gli uomini, come al solito, vi seguiranno: l’85% delle persone intervistate per il sondaggio netetudes utilizzano i loro giocattoli in coppia.

Foto: lanylane/flickr; SoftParis; courtoisie de Banksy/http://thevillagepetstoreandcharcoalgrill.com/©markhillary/flickr; 2 dogs/flickr