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Russia, non solo spogliarelli: Twitter deride il candidato Putin

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 31 ottobre 2011
Per celebrare il 59° compleanno di Vladimir Putin, il 7 ottobre, un simpatizzante ha pubblicato su Twitter un messaggio che strizzava l'occhio a una poesia dell'era sovietica, e si terminava con un "grazie Putin". Le parole sono state riprese ironicamente da numerosi utilizzatori di Twitter. E' l'inizio di un'onda di proteste?

Vladimir Vladimirovich Putin si trova in testa ai sondaggi di popolarità nel paese, ma Twitter all'improvviso lo pungola freneticamente. In un sondaggio svolto a settembre dall'agenzia indipendente Levada, Putin aveva un indice di consenso del 68% per le elezioni presidenziali del 2012. Un risultato da fare invidia, considerati gli standard della politica occidentale. Putin fa meglio anche del presidente in carica Dmitry Medvedev (62%). I tweet pubblicati variano da un tono leggero come «hashtag pagati dal bilancio» a uno più profondo, come «ritorniamo al paese sovietico». Il 7 ottobre, giorno del compleanno dell'ex presidente, il tag "#СпасибоПутинуЗаЭто" (Grazie Putin per tutto questo), è diventato in poche ore l'hashtag più in voga della twittersfera.

La Russia e i social media nel 2012

L'ultima ricerca compiuta su Twitter in Russia, svolta ad agosto da Yandex, il gigante russo di internet, ha rivelato che a luglio 2011 vi erano più di un milione di account. Tra questi si contano in media 370.000 tweet in lingua russa al giorno (a differenza dei 150.000 del marzo 2010), di cui l'8% sono«retweet» (cfr. 5% di marzo 2010). Il grande numero di tweet nel giorno del compleanno di Putin potrebbe far pensare che il rapporto tra il Cremlino e il russo medio è tutt'altro che roseo, ma la natura di Twitter induce i propri utenti a seguire la corrente. È infatti fin troppo facile lasciarsi travolgere dalla naturale predisposizione umana al voler appartenere a qualcosa e seguire una tendenza, semplicemente per potersi sentire parte della massa. In realtà, il numero degli utenti di Twitter attivi è diminuito notevolmente: infatti soltanto il 6,4% degli utenti risulta attivo (a differenza di marzo 2010, quando lo era ben il 60%). D'altra parte, ciò riflette una tendenza generale di Twitter in tutto il mondo, rilevata da una ricerca di Business Insider, la quale ha riportato che solo il 10% dei titolari di un account è anche utente attivo del sito.

Per questi utenti attivi, il tag "#СпасибоПутинуЗаЭто" era una bella battuta, nata in un pigro venerdì pomeriggio. Tuttavia, rimane incerto se tutto ciò si possa e debba considerare un efficace movimento di opposizione contro Putin. Il tormentone Putin su Twitter certamente riflette una reazione significativamente negativa contro l'aspirante presidente. Tuttavia, visto che si tratta di autentiche dichiarazioni politiche, non è certo da considerarsi rivoluzionario. Quindi, quale sarà il ruolo dei media sociali nelle elezioni russe del 2012?

Un fronte di opposizione russo unito?

Quando Putin si candidò per la prima volta nel 1999, l'utilizzo di internet era molto meno diffuso. In internet le piattaforme per l'espressione personale, come i blog e i forum, erano molto meno numerose. Non erano assolutamente considerate il barometro dell'opinione pubblica allo stesso modo in cui lo sono oggi le reti sociali. Ricercatori come Josh Machleder e Gregory Asmolov sono ottimisti. Gli autori dello studio "Social Change and the Russian Network Society" (Cambiamento sociale e internet in Russia, agosto 2011) fanno notare che il Governo russo ha risposto bene al crescente tasso di utilizzo della Rete tra i russi in periodo elettorale. Infatti ha fatto notevoli sforzi per aumentare la propria presenza sul web, con diverse autorità, tra le quali anche lo stesso Medvedev, che bloggano e scrivono tweet regolarmente, e varie piattaforme di e-government (ad esempio youtube.com/kremlin), attraverso le quali gli utenti di internet possono accedere online ai dati pubblici. Nonostante ciò, una ricerca intitolata "Public discourse in the Russian blogosphere" (Il discorso pubblico nella blogosfera russa), condotta dal Berkman Centre, il centro ricerche dell'università di Harvard, indica che la blogosfera rimane lo spazio pubblico meno censurato, con reti sociali incensurate e importanti gruppi di blogger che manifestano il proprio dissenso nei confronti del partito governante "Russia Unita". Internet è un terreno fertile per la nascita dei movimenti di base contro un Governo monolitico autoritario.

D 'altro canto queste considerazioni sono eccessivamente positive. Lo stesso studio rivela che meno del 5% della popolazione russa in età adulta scrive blog su temi politici in modo attivo e costante. Di questa piccola percentuale la metà degli autori di blog risiede nell'area moscovita, un altro quarto risiede nel Distretto Federale Siberiano e il rimanente si trova nel resto dell'immenso paese. Ne emerge così un'immagine demografica distorta per quanto riguarda il totale della popolazione russa. In Russia i blogger politici sembrerebbero non rappresentare la voce dell'intera nazione, ma piuttosto quella della minoranza urbana globalizzata.

Tuttavia si è appena agli albori della stagione elettorale. Con il meno del 50% di consensi ricevuti dalla "Russia Unita" in molte delle elezioni regionali del 2010, e varie voci circa un consenso popolare in calo, anche un dichiarato contestatore delle reti sociali come Putin dovrebbe tenerne conto. Un articolo di Radio Free Europe del 10 ottobre ha fatto presente che i russi usano sempre di più internet come una forma di attivismo, mentre prima non lo facevano. Per questo tipo di attivismo, viene sottolineato il ruolo della rete sociale Vkontakte, la versione russa di Facebook. Ma attenzione: il sito è stato è anche il promotore dell'attivismo pro-Putin, con tanto di iniziative «di buongusto» come gli spogliarelli in onore del candidato.

Foto: (cc) AMERICAN ARTIST BEN MURPHY/flickr