Lifestyle

Radball, il calcio su due ruote

Articolo pubblicato il 11 agosto 2015
Articolo pubblicato il 11 agosto 2015

Durante una vacanza in Germania abbiamo fatto un incontro inaspettato: quello con la Radball, una sorta di calcio giocato in sella a una bicicletta. Lo spettacolo è divertente ma la cosa più bella è scoprire che, nel cuore dell’Europa, esiste uno sport a noi sconosciuto con una grande passione che lo circonda.

Le sensazioni sono simili a quelle vissute prima di tante partite. L’attesa della sfida, accompagnata da un buon bicchiere di birra locale e da qualche pronostico sul risultato finale, mentre gli atleti completano il riscaldamento e vengono disposti gli striscioni sugli spalti. Poi l'ingresso dei giocatori in calzoncini e maglietta, l’arbitro, il pallone... le biciclette. Le urla di incoraggiamento del pubblico, Quindi il fischio d’inizio e le prime schermaglie nel rettangolo di gioco: evoluzioni acrobatiche, colpi di bravura e scontri veementi.

Alla scoperta del "calcio in bicicletta"

Ci si aspetta subito di vedere le reti gofiarsi, grazie a un gol spettacolare, possibilmente della compagine di casa (facciamo il tifo per loro, per ricambiare l'ospitalità). I ritmi di gioco sono alti e la sfera rotola da una parte all'altra. C'è la palla, è vero, ma non parliamo di calcio, basket, pallavolo, pallamano, pallanuoto o qualsiasi altro sport, per quanto "minore", vi possa venire in mente. Al centro della scena spiccano infatti le biciclette: si tratta di un match di Radball.

Siamo ad Hahndorf, una frazione della bellissima cittadina di Goslar, nella Bassa Sassonia, a un'ora di auto da Hannover e da Wolfsburg. Non siamo arrivati fin qui apposta per questo evento, dato che ci troviamo in vacanza in Germania per altre ragioni. Ma quando ci propongono di scoprire uno sport a noi ignoto, ma popolarissimo a queste latitudini, e di assistere a un torneo internazionale tra i club di prima categoria, la curiosità ci induce a cambiare il nostro programma di viaggio.

Eccoci dunque nella palestra comunale a tifare R.C. Germania Hahndorf, formazione già detentrice di tutti i titoli che si possono conquistare in questa disciplina, alle prese con una squadra svizzera.

Il piacere di stupirsi

La Radball (in tedesco, o Cycle ball secondo il termine ufficiale in inglese) è una disciplina che risale al 1893, con i primi campionati del mondo inaugurati nel lontano 1929. In Italia è apparsa come una meteora nel 1951, quando Milano ha ospitato addirittura i mondiali di Cycle ball. Per il resto (almeno secondo il parere di Google) non ci sono molte altre tracce concrete di questa disciplina entro i confini tricolori.

Uno speciale allenamento di due ciclisti-giocatori di Radball (Equinox Wheels/You Tube)

La Radball è stata inventata sul finire dell’Ottocento da un tedesco-statunitense, tale Nicholas Edward Kaufmann, ed è diventata particolarmente popolare nell'Europa centrale: in Germania, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Francia, Belgio, ma pure in Danimarca, Giappone, Russia. Le affinità con il calcio sono numerose, anche se il campo è più piccolo e si pratica essenzialmente indoor. Lo schema di gioco e le mura della palestra ricordano più i rimbalzi e la rapidità del basket e della pallamano, con tempi di 7 minuti ciascuno. E, ovviamente, si gioca con i piedi sui pedali e in sella a una speciale bicicletta: a scatto fisso, ultraleggera e maneggevole, con il manubrio allungato che permette di usare la ruota anteriore come una mazza di hockey per colpire il pallone. Si dribbla, si tira, si para, tutto con le ruote delle bici.

A questo punto, da buoni cronisti dovremmo fornirvi qualche informazione sul match di Hahndorf. In realtà le sorti della partita ci sfuggono presto di mano, mentre scattiamo una foto e chiacchieriamo con le persone del posto. Quello che più colpisce è l’idea che nell'era dello sport globalizzato, patinato e iper-commercializzato, nel cuore dell’Europa ci sia ancora la possibilità di stupirsi di fronte a uno sport ignorato altrove, ma che entro queste mura trasmette passione ed orgoglio, o costituisce almeno un piacevole passatempo. Ed è una bella sensazione.