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Pulire nuoce gravemente alla salute. Parola della "casalinga cazzona"

Articolo pubblicato il 30 agosto 2017
Articolo pubblicato il 30 agosto 2017

Cuocete la pasta nel bollitore? L'arrosto ai ferri lo annaffiate col Prozac? E in casa vostra troneggia il Monte Casino? Allora sulla pagina Facebook polacca anti-casalinga ChPD troverete ottima compagnia. 

ChPD è un titolo di studio - quasi come un dottorato. Un dottorato in disordine, pigrizia e soprattutto cazzeggio. La  'Chujowa Pani Domu'(che si può tradurre come: casalinga cazzona), ovvero ChPD, a fare i mestieri è una vera frana. Non c'è neanche bisogno di togliersi le scarpe a casa sua, perché tanto lei non li lava, i pavimenti. Nel suo frigorifero si trovano solo alimenti clinicamente morti da una settimana. Indossa T-shirts con la scritta „It’s not PMS. It’s you“. Cita volentieri Agatha Cristie, che ha fatto diventare protagonista del progetto, perché le venivano sempre idee per i suoi gialli mentre puliva: "Questa occupazione è talmente idiota che mi fa venire sempre pensieri suicidi". E cita anche le parole dell'artista serba Marina Abramović, che riassume in maniera esemplare le mansioni casalinghe: "Cucinare è l'inizio della fine. Seguono poi solo noia, malattia e morte“. 

Pane, spaghetti, cianuro

Tutte queste attività, legate alla semplice "cura della casa", vengono raccolte sull'omonima pagina Facebook. Lì si possono vedere foto di donne che arrotolano la pasta con una bottiglia di vodka perché non trovano il mastello. Donne che metterebbero volentieri il cane nella lavatrice. Appena viene loro voglia di pulire, bevono un sorso di vino e aspettano che passi. L'idea di fondo della Chujowa Pani Domu è chiara: non puoi dimenticarti di spegnere il forno se non l'hai mai acceso. E com'è la tua lista della spesa se litighi col tuo ragazzo e mandi lui al supermercato? Pollo, aglio, spaghetti, cianuro, pane. 

La casalinga cazzona creatrice dell'iniziativa si chiama Magdalena Kostyszyn. Questa polacca è una donna attraente di appena trent'anni, che lavora nel settore delle Pubbliche Relazioni e ha un titolo di studio in filologia polacca. Impreca spesso e odia i pigiami. 

La campagna anti-casalinga di Magdalena è cominciata in modo molto innocente: un venerdì ha cacciato il bucato nella lavatrice e si è dimenticata di stenderlo. Se n'è ricordata solo la domenica. Ha aperto la lavatrice e l'ha richiusa immediatamente, ha fatto partire un ulteriore lavaggio e poi ha taggato l'evento sul suo blog con l'hashtag #ch*** panidomu. Ricevendo subito migliaia di like. 

Ora la sua pagina Facebook è attiva da diversi anni e sono 600 000 casalinghe e casalinghi provetti i followers di Magdalena. I fans collaborano al progetto della pagina e si incoraggiano a vicenda nelle loro migliori parodie, dove a una perfetta pulizia della casa si accompagnano torte artigianali e Make-up ancora più spettacolari. I post vengono commentati in tutti i modi: "Anch'io faccio così", "Non sei l'unico", "Mi sento già meglio", o "Anche la mia lavatrice è così!". Piccoli e grandi disastri tra le mura domestiche vengono condivisi per poi andare in fumo.    

Da anti-casalinga a super-eroina

L'anno scorso la rivista Tacchi alti (Wysokie Obcasy) ha attribuito a Magdalena il titolo di "Supereroina" („Superbohaterka“) - per il suo atteggiamento critico nei confronti dei lavori domestici e della posizione delle giovani donne del 21esimo secolo.Wysokie Obcasy esce come supplemento della popolare rivista Gazeta Wyborcza e racconta storie di donne che si battono per più parità, libertà e per una sorta di "sorellanza". La caporedattrice del settimanale ha ringraziato la Blogger per aver  „mostrato alle donne che non devono per forza essere delle perfette casalinghe, ma hanno anche la possibilità di farsi valere in altri settori.“

Secondo la giornalista e femminista polacca Anna Dudek, nell'ambito dei ruoli di genere e degli stereotipi della società la generazione delle nostre nonne potrebbe, ironicamente, rappresentare un modello da seguire: „Un uomo non dovrebbe bere troppo, dovrebbe portare a casa i soldi e somigliare un po' meno al diavolo“, si diceva una volta. Ad ogni modo, le donne della generazione delle nostre nonne avevano pretese abbastanza alte anche su se stesse: „Strofinavano i pavimenti, facevano da mangiare, mettevano al mondo figli e mandavano avanti la casa in modo da far sfigurare le perfette casalinghe dai guanti bianchi.“ Per fortuna oggi noi abbiamo Magdalena Kostyszyn. Che guarda ai fallimenti domestici con umorismo facendo a pezzi il cliché della perfetta casalinga. 

Col disordine va tutto a posto

Aleksandra Magryta dell'Infoservice Feminoteka conferma: Quando si parla di mansioni domestiche, sono ancora le donne ad essere chiamate in causa. Anche se sempre più uomini rispetto a 50 anni fa si occupano della casa, questo tipo di responsabilità rimane ancora di competenza femminile, come mostra l'ultimoOECD-Studie.  „Per svolgere lavori domestici non ci vogliono dei super-geni o talenti particolari che hanno solo le donne. Gli uomini possono compiere queste attività senza problemi.“ Anche se ce ne sono ancora alcuni che si asciugano i capelli con l'aspirapolvere, come insegna la pagina ChPD. 

Anche la Blogger Matylda Kozakiewicz ha preso la casalinga cazzona come suo idolo ufficiale: „Perché devo far finta che vivo senza mangiare e senza dormire? Amo la mia sporca lavastoviglie e il mio letto sfatto. Questi sono i miei piccoli successi nel campo del ChPD, è il mio idolo e le bacerei i piedi.“  Ogni giorno ChPD riceve una montagna di messaggi, foto degli User e commenti scherzosi ai post. ChPD è un'antieroina. Mostra alla gente che l'ordinarietà è vivere nel disordine. 

L'autrice Magdalena Kostyszyn, che ha anche pubblicato un libro, sostiene che l'intero progetto sia nato per difendere il desiderio di essere normali.“Quando non c'è niente per farcire un panino, lo si può semplicemente imburrare e scriverci sopra col pennarello nero „Formaggio“. E chi se ne frega degli avvertimenti del ministero della sanità: Pulire nuoce alla salute! 

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In collaborazione con jádu, la giovane rivista online ceco-tedesca del Goethe-Institut di Praga.