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Non é un paese per hipster (ancora)

Articolo pubblicato il 13 maggio 2014
Articolo pubblicato il 13 maggio 2014

Cosa suc­ce­de se un fe­no­me­no di massa si dif­fon­de in un paese con tra­di­zio­ni cul­tu­ra­li di­ver­se? Ecco un viag­gio nel mondo degli hip­ster ma­roc­chi­ni di Ca­sa­blan­ca, una gio­ven­tù molto più com­ples­sa e va­rie­ga­ta ri­spet­to al­l'o­mo­lo­ga­zio­ne cul­tu­ra­le dei "col­le­ghi" oc­ci­den­ta­li. E le im­ma­gi­ni lo rac­con­ta­no... 

La ri­cer­ca degli hip­ster di Ca­sa­blan­ca nasce da molto lon­ta­no. In Eu­ro­pa é una vera e pro­pria os­ses­sio­ne: molti ormai li odia­no. Anche chi ha paura di rien­tra­re nella ca­te­go­ria, per­chè in­dos­sa una ca­mi­cia a qua­dri o un paio di all­stars, si smar­ca im­me­dia­ta­men­te dai "baf­fu­ti mo­da­io­li". A Ber­li­no, Pa­ri­giLon­dra da tempo é ini­zia­ta la cro­cia­ta con­tro la mas­sic­cia in­va­sio­ne di uno stile che, da ap­pan­nag­gio di pochi, è di­ven­ta­to in breve tempo il fe­no­me­no di moda pre­do­mi­nan­te nelle prin­ci­pa­li città eu­ro­pee e ame­ri­ca­ne. 

Se in Oc­ci­den­te que­sto stile fa parte ormai di una reltà con­so­li­da­ta, cosa suc­ce­de in paesi for­te­men­te le­ga­ti alla tra­di­zio­ne come il Ma­roc­co? Sarà così dif­fi­ci­le ve­stir­si se­guen­do le mode oc­ci­den­ta­li? È ar­ri­va­to anche lì il mondo degli oc­chia­li gi­gan­ti, delle bici a scat­to fisso e dei pan­ta­lo­ni a vita alta? A una prima oc­chia­ta su in­ter­net par­reb­be di sì. Su Trip Ad­vi­sor si può tro­va­re per­si­no un lo­ca­le, l’Art Club, ri­no­ma­to per es­se­re il ri­tro­vo degli hip­ster ma­roc­chi­ni. A Ca­sa­blan­ca, la gio­ven­tù che si os­ser­va è ben più com­ples­sa e co­lo­ra­ta ri­spet­to al­l’o­mo­lo­ga­zio­ne hip­ster del­l’Oc­ci­den­te. I gran­di baffi sono por­ta­ti an­co­ra dagli aman­ti del­l’ar­te cir­cen­se, le ca­mi­ce a qua­dri fanno an­co­ra “nerd” e la va­rie­tà di stili di vita non hanno nulla da in­vi­dia­re a paesi come l’I­ta­lia, la Fran­cia o la Spa­gna. Ma an­dia­mo a ve­de­re da vi­ci­no.

La notte di Ca­sa­blan­ca si po­po­la di per­so­nag­gi di ogni tipo: Saad @B-rock uno dei lo­ca­li più in voga della città.

I way­fa­rer sono an­co­ra una pre­ro­ga­ti­va del­l’old school

I gros­si baffi ap­par­ten­go­no an­co­ra ai cir­cen­si. Nella foto Snoo­py della scuo­la di circo @l’a­ba­toir

Alla ri­cer­ca del pro­prio stile

Negli ul­ti­mi 15 anni la li­ber­tà di espres­sio­ne in Ma­roc­co ha fatto passi da gi­gan­te, so­prat­tut­to dopo la suc­ces­sio­ne alla corte reale da Has­san II a Mu­ham­med VI nel 1999. Per que­sto mo­ti­vo, ap­pa­ren­te­men­te, sem­bra che ve­stir­si in modo al­ter­na­ti­vo ri­spet­to alla tra­di­zio­ne o ri­cer­ca­re un pro­prio stile per­so­na­le stia di­ven­tan­do sem­pre più fa­ci­le, no­no­stan­te le dif­fi­col­tà che si ri­scon­tra­no in quel­lo che è un paese in via di svi­lup­po. Ac­qui­sta­re ve­sti­ti, in­fat­ti, non è sem­pli­ce in un paese in cui lo sti­pen­dio medio si ag­gi­ra an­co­ra at­tor­no ai 200 euro e il costo della vita è pa­ra­go­na­bi­le a quel­lo spa­gno­lo. Per quan­to ri­guar­da il rap­por­to con la re­li­gio­ne, l’ob­bli­go di por­ta­re il velo è ora­mai un lon­ta­no ri­cor­do del pas­sa­to. Chi lo porta lo fa per li­be­ra scel­ta non per im­po­si­zio­ne.

Dani, la­vo­ra per tv e radio. Non sono molte le sta­zio­ni che tra­smet­to­no mu­si­ca oc­ci­den­ta­le, ma le poche che ci sono sono molto se­gui­te.

L’in­fluen­za degli Stati Uniti è molto forte in Ma­roc­co. Sem­bra che il “sogno ame­ri­ca­no” sia an­co­ra vivo qui.

Taha:"Non sono un hip­ster, anche se ogni tanto mi piace ve­sti­re come loro. Ogni gior­no cam­bio stile e i vi­ci­ni ogni tanto mi guar­da­no come se fossi stra­no"

Cam­mi­nan­do per stra­da si trova anche qual­che ec­ces­so di stile

Oltre il ni­chi­li­smo

C’è chi so­stie­ne che gli hip­ster in Eu­ro­pa ab­bia­no so­sti­tui­to gli squat­ter, ma che al con­tra­rio di que­sti igno­ra­no la po­li­ti­ca. A Ca­sa­blan­ca, in­ve­ce, l’im­pe­gno e l’in­te­res­se ci­vi­le sono molto dif­fu­si. “C’è molto da fare, qui in Ma­roc­co”, mi spie­ga Ali, neo­lau­rea­to in lin­gue, con un look reg­gae-sty­leci sono spazi di­spo­ni­bi­li [come l’A­ba­toir ndr.] e sem­pre più per­so­ne che pos­so­no per­met­ter­si di se­gui­re con­cer­ti e sce­glie­re quale mu­si­ca ascol­ta­re gra­zie alla rete, i fe­sti­val mu­si­ca­li sono pieni di per­so­ne di qual­sia­si tipo dagli hippy agli hip­sters, da me­tal­la­ri a rap­pers di di­ver­sa estra­zio­ne so­cia­le. E que­sta gio­ven­tù ha fame di fare e crea­re il nuovo Ma­roc­co”. Un fer­men­to che la­scia poco spa­zio al ni­chi­li­smo e l’ab­ne­ga­zio­ne hip­ster.

Ismael, gio­va­ne fo­to­gra­fo: “se por­ti una ca­mi­cia a qua­dri e dei gros­si oc­chia­li al­l’u­ni­ver­si­tà vieni an­co­ra scam­biato per un nerd”

Il look retrò si rifà agli anni ‘70

Le ra­gaz­ze, anche se ve­sto­no al­l’oc­ci­den­ta­le, sono molto ri­ser­va­te e dif­fi­ci­li da fo­to­gra­fa­re. Qui Mary all'u­ni­ve­ri­stà. 

Ali ascol­ta rock e reg­gae e mi rac­con­ta che negli ul­ti­mi anni in Ma­roc­co sono nati di­ver­si fe­sti­val mu­si­ca­li, tutti gra­tui­ti. Gli or­ga­niz­za­to­ri di even­ti si stan­no mol­ti­pli­can­do. C’è una gros­sa ri­chie­sta di even­ti cul­tu­ra­li e mu­si­ca­li e l’of­fer­ta si sta pian piano ade­guan­do alla do­man­da cre­scen­te.

Se dun­que cer­ca­te un luogo per le va­can­ze lon­ta­no da bici a scat­to fisso, baf­fo­ni im­bril­lan­ti­na­ti e di­scor­si au­to­re­fe­ren­zia­li avete tro­va­to la meta giu­sta. Ca­sa­blan­ca non è, an­co­ra, un posto per hip­ster.

Que­sto re­por­ta­ge fa parte della serie di ar­ti­co­li del pro­get­to Eu­ro­med-Tu­ni­si, fi­nan­zia­to dalla Fon­da­zio­ne Lindh e rea­liz­za­to gra­zie al par­te­na­ria­to con Sear­ch For Com­mon Ground