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Netflix sbarca in Francia e si prepara ad invadere gli schermi europei

Articolo pubblicato il 25 settembre 2014
Articolo pubblicato il 25 settembre 2014

Con l'arrivo di Netflix in Francia, l'influenza delle superproduzioni americane dovrà intensificarsi. Dagli accordi di Blum Byrnes del 1946, i produttori francesi tentano di resistere all'impatto dell'American Way Of Life. Oggi i nostri schermi stanno per mostrarci l'ultima creazione della dottrina hollywoodiana. Dobbiamo preoccuparci?

Per la sua 40esima edizione, il Festival del cinema americano di Deauville, organizzato quest'anno dal 5 al 14 settembre, si è dotato di una giuria d'eccezione. Molti invitati francesi come Claude Lelouch, Jean-Pierre Jeunet e il presidente del Festival di Cannes Pierre Lescure, hanno fatto una presentazione del cinema made in USA quasi in sordina. In effetti, da molto tempo le produzioni americane hanno la loro rete di diffusione un po' in tutta Europa, ma ormai l'obiettivo primario si è affinato: i giovani sono la vera preda del mercato.

I nuovi processi creativi

Tra arte ed entertainment. Molti critici scrivono l'apologia delle creazioni americane. Sul mercato d'oltreoceano sono le pay tv come HBO (Home Box Office, produttore tra l'altro de I Soprano, The Wire, Il trono di spade, True Detective, n.d.r.) che hanno innovato la creazione producendo serie più originali di quelle delle "formula show", dove ogni episodio è costruito secondo uno schema narrativo predefinito (tipo Cold Case o Les Experts). Adesso Netflix e Amazon tentano di rivaleggiare senza prendersi grandi rischi ma puntando sul prezzo: un abbonamento mensile a Netflix costa solo 7,99 euro. Bruno Nahonreste, produttore della serie Uomini Di Fede (del canale franco-tedesco Arte), ha recentemente espresso sul magazine francese Les Inrocks le sue preoccupazioni riguardo Netflix: «Con questo tipo di grande gruppo, si parla spesso solo di cifre e di marketing. Saranno disposti a sostenere gli altri, a difendere i progetti diversi e particolari? Non è molto chiaro»Il leader mondiale dello streaming conta non meno di 50 milioni d'abbonati ed è arrivato in Francia lunedi 15 settembre, dopo aver fatto tremare i suoi concorrenti ed aver prospettato, nientemeno, un crollo della "particolarità culturale francese". Già ben avviato in Europa, Netflix continua quest'anno il suo assalto e si appresta a sbarcare in Belgio, in Germania, in Lussemburgo e in Austria.

La serie True Detective, trasmessa su HBO 

Netflix: una raccolta di dati "culturali"

«Più guardate e riguardate i nostri video, più possiamo aiutarvi a scegliere ciò che potrebbe piacervi». Sulla base di questa promessa il colosso americano può ormai conoscere i vostri bisogni culturali associandoli col vostro numero di carta di credito. In più, molti parametri di ciò che il pubblico guarda viene vagliato e monitorato: contenuti visualizzati, tempo passato davanti ad un film, tipo di ricerche effettuate ecc. Un completo database fatto a vostra insaputa, da quelli che vengono chiamati "over-the-top". Le Monde ha scritto che ogni settimana 300 millioni di ore di contenuti visualizzati sono esaminati dai tecnici di Netflix per creare un sistema di "suggerimenti" tra i più precisi. E, aggiungiamo pure che, a forza di visionare i contenuti "consigliati", si abbandonano le proprie ricerche per accettare esclusivamente quelle suggerite. I consigli sono davvero le cose che vogliamo vedere? O, piuttosto, è cio che Netflix vuole che vediamo? In breve, i suggerimenti potrebbero essere un espediente per pilotare il nostro libero arbitrio e, a lungo andare, per uniformare ciò che vediamo. 

L'ultimo rapporto del Centre National du cinéma et de l'image animée (CNC) mostra che le esportazioni della fiction francese, quest'anno, hanno ottenuto dei record. In altri termini, l'educazione allo stile americano non deve impedire la creazione made in France. Rispetto alla globalizzazione la Francia deve giocare la carta del soft-power. Per questo bisogna dare carta bianca a produttori e sceneggiatori. Ma staremo a vedere!