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Mujahideen Khan: «Non credo che in Afghanistan ci fosse bisogno dell'aiuto dell'Onu»

Articolo pubblicato il 09 aprile 2008
Articolo pubblicato il 09 aprile 2008
Intervista a un combattente afghano che ha lottato contro i sovietici, i talebani e contro il suo popolo. Quale futuro per il Paese, all'ombra del terrorismo?

Mujahideen Khan appartiene all’etnia Tajik. Il titolo – mujahideen – che in arabo designa il “combattente” non solo religioso, ma anche laico, denota la sua presenza nelle guerre che si sono combattute in Afghanistan durante gli ultimi trent’anni contro i sovietici, i talebani e altri connazionali afghani che cercavano di invadere le sue terre. Nonostante il coraggio dimostrato, Mujahideen Khan guarda con ansietà al futuro. Un gruppo di giornalisti estoni l’ha intervistato nell’agosto 2007 nella sua casa nella Valle del Panjshir, una pittoresca gola a 150 km a nord di Kabul, tra le montagne dell’Hindu Kush.

Come vive la popolazione locale la politica di ricostruzione della comunità internazionale in Afghanistan?

Mujahedeen Khan parla di

…i nove anni di invasione sovietica, dal 1978 al 1989

Allora l’Afghanistan era calmo. Il Comandante Ahmad Shah Massoud si dimostrò un uomo forte e coraggioso. Non arrivò mai a credere che la Russia potesse impossessarsi di tutto l’Afghanistan. Quando l’Afghanistan fu attaccato con il gas, nel 1978, nella Valle del Panjshir non rimase nessuno. La gente fuggì in massa per rifugiarsi sulle montagne. Alla fine il 90% della popolazione si ritrovò tra le mani armi prese dai sovietici, grazie alle quali iniziò la resistenza, che all'inzio contava solo trentasei persone. Sono stato impegnato nello jihad per quattordici anni. Chiaramente all’epoca non potevo lavorare così, mio fratello maggiore si occupò della famiglia e dei miei genitori.

...i talebani che governarono dal 1996 al 2001

Era impossibile che le province orientali del Panjshir e del Nangarhar sostenessero i talebani. Ho combattuto contro il Mullah Omar, Osama Bin Laden, il Mullah Dadullah e altri nomi importanti delle fila talebane faccia a faccia, ed ho resistito. I talebani riuscirono a prendere Kabul perchè il comandante Massoud non voleva ulteriori spargimenti di sangue e si era ritirato con i Mujahideen nella Valle del Panjshir.

I talebani non sono esseri umani: si ammazzano tra di loro con le bombe. Nel frattempo l’esercito degli Stati Uniti stava bombardando le nostre province. La nostra gente moriva, e loro erano convinti di eliminare i talebani, mentre di fatto semplicemente apriva loro la strada al potere. Al momento non si sa chi siano i talebani, e probabilmente li affronteremo ancora.

Vedute della valle del Panjshir

Clicca sulla "X" in alto a destra per rivedere le foto (Foto: Kadri Kukk)

...aiuti stranieri in Aghanistan

Quando Hamid Karzai venne eletto presidente nel 2001, si pensò che l’Afghanistan avrebbe potuto ricostruirsi. Onestamente non credo ci fosse bisogno dell’aiuto delle Nazioni Unite. Avrebbero dovuto dar vita a un buon Governo ad interim guidato da afgani, non da stranieri. Oggi l’Afghanistan è peggio di prima. Se degli stati stranieri aiutano l’Afghanistan, tutti vogliono una fetta della torta, e gli afghani se ne approfittano.Molti Paesi, e soprattutto l'Onu, ci hanno aiutato, ma i risultati non si vedono. Temo che al nostro popolo non importi nulla dell'Afghanistan e del suo futuro. Ci si interessa di più ad avere una macchina…ognuno in fondo pensa soltanto a sé.