Lifestyle

Mondiali di calcio 2010: il riscaldamento linguistico

Articolo pubblicato il 04 giugno 2010
Articolo pubblicato il 04 giugno 2010
Il conto alla rovescia è iniziato. La coppa del mondo riscalda gli animi dei tifosi, ma non è ancora sulla bocca di tutti. Ecco le espressioni essenziali per far colpo in tutti i bistrot d’Europa.

La Coppa del mondo di calcio è innanzitutto amore per il pallone. In Italia i cronisti sportivi non ci capiscono più niente: «La palla “pallonzola”!», urla il cronista Bruno Longhi invece di dire: «La palla “rimbalza”». L’emozione. Per l’edizione 2010 il "rundes Leder" («cuoio rotondo» in tedesco) non sarà sicuramente palleggiato con talento da tutti. Accanto a rari e geniali "funamboli", vi scontrerete inevitabilmente con i membri di "una squadra di brocchi", la "gurkentruppe" («una squadra di cetrioli» in tedesco) con la quale vorrebbero scontrarsi tutti. O quasi. «¿Un rival sin interés atacante? Es como intentar hacer el amor con un árbol» («Un rivale senza velleità offensive? È come fare l’amore con un albero») pensa al contrario Jorge Valdano, l’ex allenatore e attuale direttore sportivo del Real Madrid.

Dunque, pronostici per l’edizione sudafricana? Si può essere perentori come Gary Lineker, ex calciatore britannico, per il quale «soccer is a game for 22 people that run around, play the ball, and one referee who makes a slew of mistakes, and in the end Germany always wins » («il calcio è un gioco per 22 persone che corrono all'interno di un campo e giocano a pallone, un arbitro che fa un sacco di errori e alla fine vince sempre la Germania»), o ambiziosi come gli italiani, i quali scandivano «il cielo è azzurro sopra Berlino!» dopo la loro vittoria nel 2006. Allo stesso tempo la saggezza del mitico allenatore polacco Kazimierz Górski ci dice che «piłka jest okrągła, a bramki są dwie» («nel calcio ci sono una palla e due porte»). Quindi può accadere di tutto. In queste condizioni, «en el fútbol hay que ganar y ganar y ganar y volver a ganar y ganar y ganar» («nel calcio bisogna vincere e vincere e vincere e ancora vincere e vincere e vincere») ci insegna Luis Aragonés, l’ex commissario tecnico della Spagna. E se perdete, come è successo alla Francia contro l’Italia durante gli Europei del 2008, potrete sempre fare i romantici, come il commissario tecnico francese Raymond Domenech. A una domanda sul suo futuro alla guida della nazionale francese sul canale M6, rispondeva: «Ho solo e soltanto un progetto, quello di sposare Estelle». Sufficiente per non scommettere sulla Francia nel 2010?