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Meet My Hood: Parigi, il canal de l'Ourcq

Articolo pubblicato il 24 settembre 2015
Articolo pubblicato il 24 settembre 2015

Differenze e mix culturale sono le parole che risuonano attorno questo angolo di Parigi. Abbiamo esplorato il canal de l'Ourcq nel 19esimo arrondissement della Capitale francese, cercando i luoghi e le curiosità legate a questo specchio d'acqua urbano e in via di gentrificazione.

Ne è passata di acqua sotto il ponte di Crimée, da quando questa zona del 19esimo arrondissement è stata riqualificata negli ultimi 15 anni. Molta altra ne è passata dagli anni Trenta, quando il canal de l'Ourcq era usato per scopi industriali e nelle sue acque fu girata la scena del film L'Atalante.

Un tempo porta di accesso navigabile alla Capitale francese, l'area tra la Rotonde de Stalingrad e il parco della Villette è sempre stata un quartiere in mutamento. Sulle sue banchine – oggi riqualificate ad uso e consumo dei parigini – il canale riesce ad unire una comunità molto variegata: un ventriloquo, residente nei dintorni e volontario per i più bisognosi, può tranquillamente incontrare un hipster dal vezzo artistico e di provenienza internazionale.

Il bassin de la Villette è la porzione più "cittadina" del corso d'acqua. Da un lato, poco dopo Stalingrad, si arriva al canal Saint-Martin, più vicino al centro città e già ampiamente gentrificato. All'altra estremità, il canal de l'Ourcq ne prende gradualmente il testimone: sempre meno bobo (bourgeois-bohème, cioè radical chic e un po' hipster) mano a mano che ci si allontana dalle sue sponde o si va verso la periferia.

Sul lungo-canale, durante la bella stagione, è matematico incontrare decine di persone a bere un bicchiere: semplicemente sedute con i piedi penzoloni sull'acqua, oppure a giocare a pétanque (le bocce) o con i legnetti del mölkky. Se si cerca un tavolino, conviene avvicinarsi a quai de la Seine: l'una di fronte all'altra troviamo due brasserie, una blu e una rossa. Sulla sponda opposta, l'ex casa del custode delle acque rivive in chiave contemporanea: il Pavillon des canaux oggi ospita un café resto e una casa per co-worker.

L'Ourcq è una delle tre anime del 19esimo arrondissement. Oltre i quartieri residenziali a sud, vicino alla Mairie e al parco Buttes-Chaumont; attraversate le vie intorno alle sue sponde, abitate da immigrati, cinesi, francesi di origine nordafricana o di religione ebraica; si arriva al canale. Una cerniera tra gentrificazione e alloggi popolari, residenti ed "esterni" al quartiere. Proprio come un fluido che assume diverse forme.

Cosa dice chi abita nel quartiere

Le interviste sono state girate questa estate. I sottotitoli sono disponibili in inglese (attivando la funzione automatica di You Tube, in basso a destra del player).

Quanto costa?

Il "Best of": la peniche Grande fantasie

È un anno che la peniche Grande fantaisie si è installata nel canale. Questa imbarcazione non è solo un bistro sur l'eau galleggiante, ma si basa su un progetto sociale. L'associazione culturale che lo gestisce propone «uno sguardo sull'arte e sulla creazione artistica, con degli workshop per i residenti,» racconta Nourdine, socio fondatore. Il "biglietto da visita" è ben esposto sulla fiancata dall'intreccio di Modules de ZeeR dello street artist Mehdi.

Il bistro è stata la prima attività, necessaria a rendere sostenibile questa impresa sociale, con una «politica di prezzi abbordabili per tutti». Ma il luogo vuole essere soprattutto un punto di riferimento anche per altre iniziative. Ospita artisti, laboratori di arti grafiche o dello spettacolo, e «il pomeriggio abbiamo una convenzione con una scuola primaria per le attività di danza».

Grandi investimenti sono stati fatti e nuove popolazioni arrivano negli immobili costruiti al posto dell'edilizia popolare. «Ho scelto questo luogo perché è ancora un po' vergine». Prima o poi sarà tutto omologato al canal Saint-Martin? «È ineluttabile,» conclude Nourdine.

La gente

Lakhdar è arrivato in Francia dall'Algeria13 anni. «Mi piace soprattutto quai de la Seine e il Belushi's bar, un bar internazionale e "giovane",» giusto accanto al moderno ostello ospitato nello stesso edificio. Nel quartiere è impegnato anche nel volontariato, con l'associazione Une chorba pour tous (Una zuppa per tutti, n.d.r.) che aiuta persone in difficoltà e senzatetto.

«Cosa non mi piace? Vedere i militari armati in strada,» dice Nando parlando di quell'angolo di quartiere dove si trovano una sinagoga e un asilo ebraico. Allo stesso tempo, qui le differenze culturali riescono a trovare «un connubio perfetto tra la natura popolare del quartiere, quella delle épicerie cinesi, delle boulangerie ebraiche e del mercato "arabo"; e lo spirito giovane dei locali alla moda e delle partite di pétanque».

Ila è di origini brasiliane, ma si è innamorata della Capitale francese dove vive ormai da decenni. Anche lei trova il 19esimo arrondissement affascinante per la sua variegata composizione. E per la vista sull'intera città che ha dalla propria finestra, naturalmente.

Bonus: i luoghi citati nel reportage

Point Ephémère 200 quai de Valmy (locale e centro culturale, ospitato in un'ex fabbrica)

Brasserie Le Bellerive 71 quai de la Seine (la "blu")

Brasserie Le Bastringue 67 quai de la Seine (la "rossa")

BarOurcq 68 quai de la Loire (mette a disposizione anche pétanque e straio)

Pavillon des canaux 39 quai de la Loire

Belushi's bar 159 rue de Crimée

Peniche Grande fantaisie 9 quai de l'Oise

Marché Joinville angolo rue Joinville-rue Jomard, giov. 7:00-14:30, dom. 7:00-15:00

Parc de la Villette porte de Pantin (metro 5), porte de la Villette (metro 7)

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Questo articolo fa parte del nuovo progetto di cafébabel: Meet My Hood. L'obiettivo è fare scoprire i quartieri delle principali città europee. Partecipa anche tu, ovunque ti trovi!