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Meet My Hood: Parigi, Faubourg Saint-Denis

Articolo pubblicato il 14 luglio 2015
Articolo pubblicato il 14 luglio 2015

Principali arterie della gentrificazione parigina che avanza, le strade di Strasbourg Saint-Denis sono famose soprattutto per accogliere i ristorantini bio e gli hipster con la barba. Ma il quartiere possiede una storia che le loro Stan Smith non hanno finito di esplorare. Gita a passo di danza nel faubourg (sobborgo), tra kebab, le primizie dei fruttivendoli e i piccioni. E molta, molta gente. 

Bisogna stare attenti, comunque. Quando si mette piede in rue du Faubourg Saint-Denis (decimo arrondissement di Parigi), meglio stare alla larga dai piccioni sotto il grande arco, o si rischia di trovarsi pieni di piume. Si può dunque risalire "tranquillamente" la via, scusandosi con il ragazzo che distribuisce i volantini di un peep-show; per poi ritrovare l'equilibrio e scansare la bancarella dell'indiano che vende Dvd masterizzati; scavalcare il barbone sdraiato davanti al Carrefour; attraversare la strada per superare due vecchiette che controllano i loro scontrini; tapparsi le orecchie mentre si passa davanti al fruttivendolo, e mettere al riparo i propri timpani dall'annuncio dello sconto sulle fragole; infine tapparsi il naso per non respirare il piscio sul muro della scuola e continuare a zig zag per terminare i nostri 100 metri in soli 15 minuti.

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Il ventre di Parigi

Bisogna avere il permesso per camminare in rue du Faubourg Saint-Denis. Scendo consapevolmente da casa senza le cuffia, per non privarmi di uno dei cinque sensi. A volte, quando arrivo al traguardo, mi giro per ammirare lo spettacolo. Il tempo non ha cancellato questo fenomeno. Sono le 9 e 45 e c'è già confusione. Anche quattro secoli fa, il posto era già conosciuto per il suo fermento. La rue du Faubourg Saint Denis è rimasta a lungo fuori dalle mura di Parigi, nel faux bourg (letteralmente un "falso borgo", un sobborgo al di fuori dell'allora centro di Parigi, n.d.r.) simboleggiato oggi dalla porta Saint-Denis. Là brulicava una microsocietà da cour des miracles (le corti dei miracoli erano quei vicoli dove si trovavano i mendicanti e gli emarginati, n.d.r), che darà corpo al folklore de Il Ventre di Parigi di un tale Emile Zola. Oggi, i mercanti ambulanti sono stati sostituiti dai fruttivendoli, e il popolo di miserabili da gente di qualsiasi parte del mondo. Nell'ultimo sondaggio, nel quartiere si sono contate più di 130 nazionalità diverse. Nei fatti, troviamo molti indiani nelle vie traverse, alcuni africani fra i parucchieri, i pachistani nei negozietti, i turchi nei ristoranti, e i curdi alle manifestazioni.

Da qualche anno, il quartiere è inoltre vittima di un male contemporaneo: la gentrificazione. Più di altri, il decimo arrondissement è vicino all'essere colonizzato da orde di giovani hipster. A colpi di cocktails francesi e di pane senza glutine, stanno spingendo le altre comunità verso nord per stabilirne un'altra: quella dell'élite bianca, a proprio agio con le sue Stan Smith. Non è del tutto falso, ma è sopratutto l'opinione di un'intelligentia letteraria che altrettanto ama fare di se stessa una caricatura. Sotto al selciato, si potrebbero trovare pagine e pagine di stereotipi sul quartiere. Cliché che sono puntualmente smontati dalle persone nate qui o che vengono a stabilirsi. Con un sorriso.

Quel che dicono i "vicini"

I sottotitoli sono disponibili in inglese (attivando la funzione automatica di You Tube, in basso a destra del player).

Quanto costa?

Il "Best of"

La gente

Bonus: i luoghi citati nel reportage

Le Sully bar: 13, rue du Faubourg Saint-Denis

Le Daily Syrien "resto" siriano ed edicola: 55, rue du Faubourg Saint-Denis

Hutch "resto": 63, rue du Faubourg Saint-Denis

Paris-New-York: ristorante, 50 rue du Faubourg Saint-Denis

Le Mauri7 bar: 46, rue du Faubourg Saint-Denis

Chez Jeannette bar: 47, rue du Faubourg Saint-Denis

Les Légumes de Saint-Denis fruttivendolo: 33, rue du Faubourg Saint-Denis

Diarry coiffure parrucchiere: 8, rue Gustave Goublier

Le Napoléon bar: 73, rue du Faubourg Saint-Denis

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Questo articolo fa parte del nuovo progetto di cafébabel: Meet My Hood. L'obiettivo è fare scoprire i quartieri delle principali città europee. Partecipa anche tu, ovunque ti trovi!