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Meet My Hood: Nantes

Articolo pubblicato il 06 novembre 2017
Articolo pubblicato il 06 novembre 2017

Eletta capitale verde europea 2013, la «città ducale» attira sempre più studenti. Le tre ragioni principali: cultura giovanile, spazi verdi e qualità di vita. Immersione in una città in cui anche i parigini cominciano a trovare rifugio.

Nantes è in cima alla classifica delle città studentesche. Una sorpresa? Non proprio. Il 10% dei 290.130 abitanti sono studenti. E Josh, 20 anni, è uno di loro. Il giovane inglese ha scelto la capitale della Loira Atlantica nell’ambito del programma Erasmus. Si è fatto convincere senza fatica, sfogliando semplicemente le foto della città «su Google Immagini», racconta lui scoppiando a ridere. Adesso, ogni mattina, si alza e prende il tram diretto al campus Tertre, a dieci minuti dal centro. Il ragazzo inizia il terzo anno di francese e filosofia, dopo due anni di studi all’università di Edimburgo. Ma Nantes non attira solo gli studenti stranieri. Secondo un’inchiesta del sito Cadre emploi, Nantes è al terzo posto tra le città in cui i dirigenti parigini sarebbero disposti a trasferirsi anche a costo di avere uno stipendio più basso (dopo Bordeaux e Lione).

Oltre al dinamismo economico, quello che attira i turisti è il suo lato «bobo» (borghese-bohémien, N.d.T.). Una linea verde tracciata attraverso il centro città li conduce ai monumenti più belli. Seguendola, Josh ha scoperto il castello del Duca di Bretagna, classificato patrimonio storico francese. «Amo in particolar modo il Jardin de Plantes, il Café cinéma e i pub irlandesi come il John McByrn», sottolinea il londinese. Il centro di Nantes risente ancora molto di quest’influenza anglosassone. Ultimo bastione della tratta degli schiavi in Francia (praticata a Nantes fino alla promulgazione della legge abolizionista del 1831, N.d.R.), la città ha aperto nel marzo 2012 il Memoriale dell’abolizione della schiavitù per far fronte alla propria memoria storica, «ma senza per questo giustificarla», commenta Josh

In passato la Loira e il grande porto marittimo hanno garantito lo sviluppo della città, ma oggi la realtà è diversa. In dieci anni, 25 000 nuovi abitanti sono arrivati a Nantes. «La città continuerà a cambiare, trasformandosi sempre più in una metropoli», affermava il suo ex-sindaco Jean-Marc Ayrault. Oggi Nantes è la città francese che investe di più nel suo patrimonio vegetale. Secondo l’Osservatorio delle città verdi, Nantes consacra in media 135 euro all’anno e per abitante alla manutenzione e l’allestimento degli spazi verdi, ossia tre volte di più della media nazionale (46,50 euro). Una città «eco-friendly» secondo Josh, che crede che gli alberi e le piante influenzino il morale degli abitanti «anche in modo inconscio».

Chiamata «Piccola Amazzonia», la città ducale ha investito nel 2016 oltre 17 milioni di euro nella creazione di nuovi polmoni urbani, diventando così l’unico sito naturale d’Europa in centro città.

La parola dei vicini

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La gente

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I buoni indirizzi

Café du Cinéma, 8 Rue des Carmélites

O Bocal, negozio, 3 rue de l'hôtel de Ville

Totum, trattoria bio, 11 Quai Turenne 

Play it green, boutique di abbigliamento, 23 rue des Moulins

Lieu Unique, laboratorio d'arte, Quai Ferdinand Favre Quai Ferdinand-Favre

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Questo articolo fa parte del progetto di cafébabel, Meet My Hood, che ha come obiettivo di far scoprire i quartieri delle principali città europee. Se vuoi mostrare il tuo quartiere sotto una buona luce, scrivici!