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Meet My Hood : Flagey, a Bruxelles

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2017
Articolo pubblicato il 06 dicembre 2017

A sud-est di Bruxelles, la piazza più grande della capitale non manca di qualità. Festiva e multiculturale, giovane e carica di storia, la piazza trionfa al centro di un quartiere che, nonostante si imborghesisca, resta autentico. Come? Seguite la guida.

Nel cuore di Ixelles, c’è Flagey, uno dei centri nevralgici di Bruxelles, lontano dal centro storico ma non dalla storia della capitale. Una storia che, a una prima occhiata, comincia con un incrocio di molteplici assi strategici (Chaussée d’Ixelles, rue Lesbroussart, chaussée de Vleurgat, chaussée de Boendael, avenue du Général de Gaulle, avenue des Éperons d'or, rue Malibran, ma anche rue de la Brasserie e rue des Cygnes) e continua oggi con i moltissimi tram e bus che si susseguono sotto la pensilina di vetro della piazza.

Borghesi, bohémiens e patatine fritte.

A Flagey, non si incrociano solo gli autobus. Durante la settimana, studenti, funzionari della comunità europea, turisti alla ricerca di patatine fritte, residenti di tutte le origini e classi sociali attraversano di fretta la piazza. Nel week-end l’atmosfera cambia. Il mercato invade lo spazio. Gli abitanti d’Ixelles ci vanno a fare la spesa, ma anche (e soprattutto?) a ritrovare gli amici davanti ad una dozzina di ostriche o qualche piatto etnico servito dai foodtruck. Céline, produttrice di uova e formaggi freschi, presente da 25 anni sul mercato, ci racconta: «In 25 anni, il mercato e le persone che lo frequentano sono molto cambiati. Si sono come imborghesiti. E poi l’atmosfera del sabato non è la stessa che la domenica. Il sabato i clienti non perdono tempo, vengono solo a fare la spesa. La domenica passeggiano, se la prendono comoda. Soprattutto da quando sono arrivati i foodtruck, qualche anno fa: si resta fino al pomeriggio, si incontrano gli amici… insomma, loro, mica noi! (risata)»

Flagey è famosa per le sue patatine fritte («Frit’Flagey» non si è mosso neanche con la ristrutturazione del 2008), per il « paquebot », in passato sede della radio, oggi centro culturale Flagey e poi per i tram e i bar leggendari, come il «Pantin» o il «Belga». Il quartiere si riconosce per la sua diversità culturale. Nella sua boutique-laboratorio di mobili vintage, Martine, 61 anni, ci dice sbalordita che «la gente si saluta», e per Rosalba, 48 anni, restauratrice, «questo posto è la libertà». Entrambe pensano che Flagey sia un incredibile crogiolo, proprio come Bruxelles, la capitale europea.

Per Max, membro di Communa, un’associazione che rinnova i luoghi inabitati di Bruxelles, questa diversità è solo superficiale. Si può constatare facilmente che le comunità non si mescolano. Ogni angolo della piazza ha la sua popolazione. Così, verso il laghetto d’Ixelles e il Belga, si trovano «quelli alla moda e la bohème piena di soldi» (Documentario Ateliers Urbains- #1 Flagey / #2 Le Grand Nord, in collaborazione, N.d.R.), mentre dall’altra parte c’è una popolazione più modesta. Ognuno ha la sua panchina, ognuno ha il suo angolo.

«In effetti, Flagey è Bruxelles»

Troppo timidi per lasciarsi filmare, i dipendenti di «Frit’Flagey» ci confidano: «In effetti, Flagey è Bruxelles» e forse hanno ragione. La piazza è nata dal prosciugamento nel 1856 della punta nord del «grande stagno» formato dal Maelbeek. Prima si chiamava Piazza Santa Croce dal nome dell’ospizio che vi si affacciava. Nel 1937, il pretenzioso Eugène Flagey, allora borgomastro, intraprende la procedura per dare il suo nome alla piazza. Vent’anni dopo, è proprio qui che i fratelli Delhaize aprono il loro primo negozio a libero servizio del Belgio.

Più di recente, la rinnovazione della piazza rispecchia la «bruxellizzazione» della città. Il quartiere era un parcheggio a cielo aperto prima di subire le inondazioni che hanno colpito soprattutto la rue Gray. A partire dal 2003, sono stati avviati dei lavori per la costruzione di un «bacino di raccolta delle acque piovane» e di un parcheggio sotterraneo. Il cantiere si trova al centro di tensioni molto forti tra il governo e i residenti che, loro, reclamano una consultazione più democratica. Bisognerà aspettare sei anni perché la piazza venga inaugurata in pompa magna.

Da allora il quartiere è rinato, con il mercato due volte alla settimana, il mercatino di Natale ma anche eventi significativi, come manifestazioni o il concerto di Stromae. In modo sorprendente, questa peripezia dei lavori non ha particolarmente impressionato gli abitanti con cui parliamo che evocano piuttosto la vita piacevole, il centro culturale, le passeggiate intorno al lago d’Ixelles o l’innegabile imborghesimento del quartiere. «Si può affermare che è molto biologico», conclude Youssef, 56 anni. Ma ci possiamo chiedere: Flagey ha veramente bisogno di un’etichetta?

La parola dei vicini

Quanto costa?

La gente

I buoni indirizzi (di Marjolaine, abitante del quartiere da molti anni)

Restorante Ami rue lesbroussart 13 : «Vegetariano, super servizio, stile sobrio e soprattutto piatti fantastici, mini burger con insalate di quinoa o altro, buoni dolci.»

L'amère à boire : rue du belvédère 8 : «Nel quartiere è di sicuro il mio bar preferito. C'è una vastissima scelta di birre belga (10 volte di più che al Belga), i camerieri sono super cool, una parte dei guadagni del giovedì va ad un’associazione, la musica è sempre simpatica, d’inverno è caldo e accogliente: geniale!»»

Pastelaria garcia avenue de la couronne 75 : «Delle pasteis de nata incredibili, tramezzini al maiale e senape dolce, buon caffè.»

PTYX rue lesbroussart 39 : «Libreria con una bella facciata coperta di illustrazioni, una grande scelta, un po’ cara, molto tranquilla, originale.»

Panificio La fleur du pain, piazza Flagey : «Il miglior panificio del Belgio, ottima focaccia alle olive, buoni i croissant al burro e la baguette tradizionale, geniale.»

Ristorante Les super filles du tram rue lesbroussart 22 : «Penso i migliori burger di Bruxelles. Bisogna prenotare, ma è molto buono e accogliente.»

Le petit canon rue du Hénin 98 : «La mia enoteca preferita (il bicchiere a 2 euro), atmosfera piacevole,  bella decorazione, tapas simpatici, in particolar modo le olive, prezzi ottimi e buon vino sfuso.»

Le pantin, bar chaussée d'ixelles 355 : «Un piccolo quartier generale, dove si suda per il riscaldamento troppo alto, ma l’atmosfera è familiare, giochi da tavolo a disposizione, un divano da sogno, spuntini non troppo costosi a qualsiasi ora, frequentato un da studenti ma non solo, c’è un po’ di tutto, chiude pittosto tardi rispetto agli altri locali del quartiere.»

Les petits riens chaussee d'ixelles 304 : «Come Emmaüs. Sempre interessante per scovare cose simpatiche a seconda dei periodi.»

Dolma chaussee d'ixelles 329 : «Ristorante con buffet. Un po’ costoso ma vale la pena per la qualità del cibo, a volontà e vegano. »

Le Belga, il bar ufficiale della piazza Flagey.

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Questo articolo fa parte del progetto di Cafébabel, Meet My Hood, che si prefigge di far scoprire i quartieri delle più importanti città  europee, cantando. Se vuoi mostrare  il tuo quartiere sostto una buona luce, scrivici!