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Londra 2012, l’Europa è in forma olimpica

Articolo pubblicato il 29 maggio 2012
Articolo pubblicato il 29 maggio 2012
Giovane europeo dall'avvenire incerto, parlo con te. Futuro adepto del free fight di strada contro le forze dell'ordine. Non ti lasciar abbattere, perché in fondo al cammino  si trova una luce scesa dal monte Olimpo. La torcia olimpica.

Il 27 luglio prossimo si aprirà a Londra la trentesima edizione dei giochi olimpici estivi dell’era moderna. La festa degli slip variopinti, dei corpi scultorei e dell’inno cinese che risuona cinque volte al giorno. Per quindici giorni il mondo vivrà sul meridiano inglese. Come sfondo, le curve delle atlete russe, i muscoli naturali (sic) dei corridori americani e l’elasticità dei ginnasti cinesi.

E gli europei, in tutto questo? Medaglia di piombo per l’economia, al contrario quando parliamo di sport i nostri muscoli si mettono in tensione, il nostro spirito si risveglia. Facciamo un piccolo esempio per chiarire quest’asserzione: i risultati degli ultimi Giochi olimpici di Pechino. Sommando le medaglie conquistate dagli europei, senza contare la Russia, si arriva a 347 pendagli di cui 103 d’oro. La Cina, che si è piazzata al primo posto nella classifica delle medaglie, ne ha collezionati 100 di cui 51d’oro. Queste cifre non sono frutto del caso. Inventate dai greci, rinnovate da un francese, le Olimpiadi devono molto al Vecchio Continente.

Qualche cenno storico. Generalmente si fa risalire la nascita dei primi Giochi olimpici al 776 a.C., nell’antica Grecia, per iniziativa di Ifito re di Elide. Piuttosto lontani dalla versione attuale, i giochi erano retti da un giuramento in cui figurava il divieto di uccidere o di tentare di uccidere il proprio avversario. La competizione divenne ben presto il torneo sportivo di riferimento, accrescendo la sua fama nel corso degli anni. Nel 393-394d.C. la Grecia era sotto la dominazione romana quando l’imperatore Teodosio I vietò i giochi a causa del loro carattere pagano. Dopo 1.500 anni e alcuni infruttuosi tentativi di riproporli, il barone Pierre de Coubertin annuncia l’idea di far rinascere le Olimpiadi nel 1892. Due anni dopo i suoi desideri sono esauditi; "il congresso per il recupero dei giochi olimpici" vota all’unanimità la rinascita dei giochi. Nello stesso anno è creato il Cio (Comitato internazionale olimpico) che sceglie come sede Losanna, in Svizzera.

Svedese, per forza.

E poi, que paso? Ci sono stati cinquanta Giochi olimpici (ventinove estivi e ventuno invernali). Ventotto hanno avuto luogo in Europa. Gli europei detengono attualmente quattordici record olimpici in atletica. Nel medagliere 2008, fra i primi dieci si piazzano quattro paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Italia, Francia). Di là dei numeri ci sono le persone. Paavo Nurmi, Fanny Blankers-Koen, Emil Zatopek, Birgit Fischer, Robert Korzeniowski, Edoardo Mangiarotti hanno aperto la strada del successo. Sergueï Boubka, Steve Redgrave, Pieter van den Hoogenband e Carolina Klüft hanno cavalcato l’onda.

Una constatazione che fa gonfiare il torace e sollevare la testa. Lontano dall'Europa irrisa e deprimente. Poiché “il cambiamento è adesso”, come recita uno slogan presidenziale di grande successo. Ed è arrivata l’ora di un’Europa forte. Citius, Altius, Fortius.

Foto di copertina: (cc) Rwill/flickr et TomDaley (cc) AnhonorableGerman/flickr ; testo: Maratona,  © cortesia del sito ufficiale dei GO; Carolina Klüft © cortesia della Fan-page di Facebook.