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Lindsey Davis: «Sono invidiosi di me. Come speravo»

Articolo pubblicato il 29 settembre 2007
Articolo pubblicato il 29 settembre 2007
Intervista alla celebre scrittrice di romanzi gialli, tra i più conosciuti La mano di ferro o L'oro di Poseidone (ed. Tropea). Che difende il suo stile e la sua identità di scrittrice britannica.

«Gli editori americani inizialmente temevano che i miei libri, scritti in inglese britannico, non avrebbero avuto successo sul mercato americano», ci dice la 58enne Lindsey Davis durante il nostro incontro a Roma. La capitale italiana e la sua storia, infatti, svolgono una parte fondamentale nella celebre serie dei suoi romanzi, ambientati nella Roma Imperiale del I Secolo d.C. sotto l’Imperatore Vespasiano. «Ma se modificassi i miei romanzi per i lettori americani annullerei la mia identità di scrittrice. Nel Regno Unito non pretendiamo che i libri o i film ambientati nella provincia americana vengano tradotti in inglese britannico»! La Davis, nota per le sue osservazioni pungenti, lancia sul suo sito web ironiche provocazioni che scatenano veri e propri dibattiti sui temi dei suoi libri.

«Un pezzo di carta da riesumare tra le stoviglie»

Nata e cresciuta a Birmingham, appassionata di politica, dei classici e dell'archeologia, la Davis fin da bambina amava leggere romanzi storici dove le protagoniste accorrevano in aiuto dei loro eroi. «Queste avventure sono popolate da personaggi che riescono a sopravvivere ad un mondo ingiusto», osserva la scrittrice. La Davis ha studiato inglese presso l’Università Margaret Hall di Oxford (nota per le sue studentesse che in seguito sono diventate celebri nel campo dell’arte, dell’editoria e della politica). In una nota sul suo sito web, rivolgendosi ad una lettrice che raccontava di aver abbandonato gli studi risponde: «Mi dispiace molto. Credo che ogni ragazza debba avere un certificato di laurea da riesumare ogni tanto insieme alle stoviglie. Un pezzo di carta che le ricordi i giorni in cui era libera di andare ovunque e di fare qualunque cosa volesse, invece di aver vissuto in un posto qualunque e il più delle volte accanto ad un uomo sbagliato».

Dopo la laurea la Davis non ha abbandonato la sua passione per la scrittura. Sul suo sito parla dei tredici anni passati a lavorare come impiegata statale. «Sono ancora in contatto con i colleghi dell’ufficio dove svolgevo lavori di ogni genere. Sono terribilmente invidiosi della mia vita, proprio come un giorno speravo che fossero». Il successo non ha alterato i rapporti con gli amici di un tempo, ma per quanto riguarda i rapporti con il mondo esterno, la Davis sottolinea: «Dovrei fare più attenzione».

Nel 1985 c’è stata la svolta decisiva (o come direbbe Falco verto cuspis), quando la scrittrice si è qualificata seconda nel Georgette Heyer Historical Novel Prize. L’autrice parla del periodo che ha preceduto la pubblicazione del suo primo romanzo giallo La Mano di Ferro (1989), «Nella mia vita ho lottato duramente per raggiungere il successo e diventare una scrittrice professionista». Da li' una serie di riconoscimenti tra cui il Premio letterario Hellis Peters Historical Award, mentre il protagonista dei suoi racconti, l’investigatore Marco Didio Falco, ha ricevuto nel 2000 lo Sherlock Award e recentemente è stato dichiarato come il “personaggio più affascinante della narrativa” dai radioascoltatori della Bbc.

Tutti i romanzi vedono Falco e la moglie Elena Giustina impegnati in una serie di avventure da una estremità all’altra dell’Impero. Dalla Britannia settentrionale alla Grecia orientale. La Davis è una donna con dei principi morali e molte sue opinioni, «anche se non tutte» tiene a precisare, la avvicinano ai suoi personaggi. «Mi servo di loro per mettere in evidenza o prendere in giro le convenzioni del tempo».

«Il mio stile è diverso. Originale»

La Davis attinge dagli antichi autori europei per ricostruire l’epoca passata, tra cui Svetonio, Giovenale, Marziale e Virgilio. Per i suoi romanzi consulta le guide di Amanda Claridge (Oxford) o quelle della collana Blue Guide, “tuttavia c’è una nuova guida della Time Out che dovrei pubblicizzare!”, sottolinea l’autrice. Il suo non è lo stile logoro delle opere commerciali alla Agatha Christie. «È diverso e originale», sottolinea l’autrice. «Non è quell’orrendo modo di scrivere che va di moda adesso. Quelle cose che servono come terapia personale. Detesto le classificazioni. Scrivo in modo diverso da tutti gli altri. Sono stata in ogni paese che fa da sfondo alle mie avventure. Mi reco nei luoghi dei romanzi più di una volta in modo da ricreare il contesto, la luce e l’atmosfera del tempo». La Davis non fa riferimento al fatto che le sue storie trasmettono un’immagine dissoluta di quel Paese sconosciuto quale è l’Impero Romano, anche se portano alla luce una realtà che un Machiavelli dei giorni nostri paragonerebbe ai “salotti bene” di Berlino, Bruxelles, Parigi o della Roma contemporanea.

I lettori della serie certamente imparano a conoscere attraverso l’investigatore Falco i pericoli che si corrono tra le miniere d’argento della Britannia, tra i monumenti dell’antica Grecia o quelli affrontati nei panni di un soldato nelle foreste tenebrose e inestricabili della Germania. Ma forse molti lettori appassionati, incluso il sottoscritto, avvertono il bisogno di un’analisi più dettagliata e reale della politica del tempo.

L’ultimo progetto che riguarda Falco è la stesura di una storia breve commissionata da Bbc Radio 4. Rientra in un’iniziativa radiofonica promossa nel centro dell’Inghilterra che mette insieme scrittori e gruppi di lettori e che verrà trasmessa nel 2008. «A differenza di molti autori (irrecuperabili pappemolli!), io sono molto più interessata ai contratti», scherza la Davis. La scrittrice non si sente come quegli autori che si sentono arrivati solo perché hanno spedito all’editore la loro ultima opera. «In quasi tutti i paesi è molto difficile riuscire a trovare un editore, avere un compenso adeguato, far in modo che i libri siano stampati con una qualità elevata ed infine essere pubblicizzati».

La Davis confessa di sentirsi un’orgogliosa cittadina europea quando sia lei che le sue opere vengono ben accolte negli altri paesi europei. Per quanto riguarda l’ingresso della Turchia nell’Ue dichiara: «Perché no, in fondo faceva parte dell’Impero Romano! E poi ho un editore turco competente e appassionato di cui sono molto soddisfatta». Tuttavia ammette anche di vergognarsi perché, come la maggior parte degli inglesi, «non conosco affatto la letteratura europea moderna. Però ho letto Simenon!» Ma il tempo a disposizione è finito. «L’antico Faro e la Libreria di Alessandria mi reclamano».

Il diciannovesimo episodio della serie dell’investigatore Falco sarà ambientato nella città di Alessandria al tempo dell’Impero Romano e uscirà nel Giugno 2009 nel Regno Unito e in Spagna. In Danimarca e in Germania si possono trovare gli audio-libri tradotti delle sue opere. Sebbene la Davis mette in guardia contro/da gli adattamenti cinematografici: «Le versioni inferiori non mi interessano!»