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Il vino e la crisi finanziaria: una cattiva annata

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 16 dicembre 2008
Con la crisi finanziaria internazionale anche il mercato di lusso di lusso viene toccatoLo Champangne deve lasciare il posto a vini altrettanto gustosi, ma meno cari.

MasciarelliC'è chi piange e c'è chi sorride nel mondo dei vini in questo Natale di crisi. La crisi finanziaria è scoppiata proprio durante la vendemmia e, nonostante la buona annata, in pochi brinderanno al 2009. La148esima edizione dell'asta dei vini degli Hospices de Beaune, la capitale dei vini della Borgogna ha registrato un calo dei prezzi del 26% rispetto all'anno scorso. E del resto non c'è da stupirsi se – all'apice della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione dal 1929 – siano in pochi a potersi permettere un Clos de la Roche, Cyrot Chaudron a 30mila euro. Un vero affare secondo alcuni intenditori.

Si brinderà con meno Champagne a San Silvestro

Piangono anche molti importatori di Champagne. Delphine Veissière, autrice del libro Voglia di Champagne – 365 giorni all'anno (Trenta editore, 2007), non ha dubbi: «L'effetto della crisi finanziaria sul consumo di Champagne è innegabile. Si è scatenato un fenomeno di panico che è stato alimentato da annunci che hanno fatto presentire degli effetti sul budget da spendere di ogni famiglia. Il consumatore finale non è più andato a cena fuori, molte cene di lavoro sono state annullate, gli ordini per i regali di Natale sono stati ridimensionati». Insomma, per la prima volta anche i consumatori di Champagne – che di solito non conoscono crisi – brinderanno meno.

Masciarelli

Il Montepulciano d’Abruzzo sul New York Times

Nonostante i problemi economici, ci sono anche aziende che potrebbero approfittare della crisi. Il consumatore che non potrà più permettersi certe bottiglie, potrebbe infatti rivolgersi a produzioni di qualità alternative e meno costose. La pensa così Marina Cvetic, produttrice del Montepulciano d'Abruzzo Masciarelli: «In questo periodo alcuni vini più costosi vendono meno, gli altri un pò di più». Del resto lo stesso New York Times ha recentemente inserito proprio il Montepulciano d'Abruzzo, in una lista di vini da prendere in considerazione per rispondere alla crisi finanziaria.

Ma allora riusciremo a festeggiare degnamente questo Natale? La sfida per chi produce, per chi vende e per chi beve è la stessa: c'è sempre più bisogno di vini che non svuotino i conti in banca, pur solleticando il palato in maniera affidabile e piacevole. C'è da sperare di riuscirci. Buone feste e salute a tutti!