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Gli eroi del mausoleo Mărăşeşti

Articolo pubblicato il 10 settembre 2008
Articolo pubblicato il 10 settembre 2008
Lavavetri di giorno, magnaccia la sera. La cittadina moldava di Mărăşeşti aspetta i fondi per restaurare il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Perfino Hitler cercò di proteggerlo.

Più di 5.000 soldati riposano qui del loro sonno eterno. A Mărăşeşti, dove si è consumata la più grande operazione dell’esercito romeno durante la Prima Guerra Mondiale, tra agosto e settembre del 1917, è stato costruito un mausoleo commemorativo.

©Mandalina MocanuDi giorno il parcheggio davanti al monumento diventa un posto perfetto per lavare le auto, con o senza il permesso dei proprietari. La notte invece il muro di cinta del mausoleo si trasforma in un paradiso di magnaccia, prostitute e camionisti nel quale le autorità non possono intervenire. Anche se molti abitanti della zona portano un rispetto speciale a questo monumento dedicato agli Eroi del popolo, la miseria ha modificato di molto il significato e la dignità del mausoleo.

Vasile ha 37 anni e, per poter sfamare i suoi due figli, lava le macchine dei turisti che si fermano a visitare il mausoleo degli Eroi di Mărăşeşti. Altri 10 o 15 uomini hanno seguito la sua stessa vocazione: non hanno altre prospettive. La città e le autorità locali non possono offrire loro un posto di lavoro decente e l’ingresso nell’Unione Europea ha portato niente di buono. Vasile ci racconta che in questi ultimi anni tutte le fabbriche della zona hanno, lentamente, chiuso i battenti.

400.000 Leu e un pacchetto di sigarette

«C’erano tre stabilimenti qui che funzionavano bene durante il comunismo, ci lavoravamo tutti. Oggi durante l’estate lavoriamo alla giornata nei campi, ma durante l’inverno laviamo le auto perché non abbiamo nient’altro da fare. Nell’insieme ci guadagniamo meglio da vivere così che emigrando all’estero per poi ritornare strisciando», ci spiega Vasile. L’estate il lavoro alla giornata ha un prezzo fisso: «400.000 leu (la moneta locale, circa 11 euro) e un pacchetto di sigarette».

In due anni sempre più stranieri hanno cominciato a visitare il mausoleo, ed allungano ai rumeni qualche euro. Il lavaggio quindi funziona abbastanza bene. «Ci danno 2 o 3 euro ma non possiamo cambiarli in leu, perché non ci sono banchi di cambio nella zona», dice Vasile strizzando gli occhi a causa del sole. Ogni due frasi si scusa per il suo aspetto: «Non posso vestirmi diversamente a causa del lavoro. Trasportando l’acqua ci si bagna e ci si sporca con il fango delle auto. Scusatemi».

Lavaggio rapido

Con i suoi colleghi Vasile aspetta ogni giorno le macchine che si fermano davanti al mausoleo e le lava durante l’assenza dei proprietari. Ci racconta che spesso il lavoro non frutta niente. «Che Dio ci protegga, ma cos’altro dobbiamo fare? Non rubiamo nulla dalle auto, le laviamo soltanto. E per di più per farle brillare le passiamo con un panno di capra. Avete visto come sono belle?», ci chiede Vasile, mostrandoci una macchina ferma. Non ama assolutamente la sua vita, ma è contento che, in quest’anno di grazia 2008, il comune abbia allacciato l’elettricità nella sua via e la luce in casa sua, per i suoi figli.

«Fortunatamente c’è l’aiuto statale, senza quello non ce la faremmo. I fondi dell’Ue? Non mi è entrata in tasca una lira, per quello che ne so! Non mi interessa, la nostra vita è sempre e comunque molto dura, con o senza Unione Europea.» Vasile è distante dall’essere il più povero tra gli abitanti di Mărăşeşti, nel distretto di Vrancea. Si considera anche un uomo fortunato, dato che in molti lì hanno l’Aids: «la metà sono zingari, e un quarto è malato di Aids. Stiamo in una zona privilegiata, m a anche se riceviamo i soldi dello stato, questo non ci aiuta. C’è la miseria nera, cosa possiamo fare?», si lamenta Vasile. Non cerca di indorare la pillola, ci presenta la sua vita così com’è.

Paradiso di magnaccia e prostitute

Un altro uomo, anche lui di Mărăşeşti. Sono 17 anni che lavora al mausoleo in mezzo alle tombe come amministratore. Ne ha abbastanza del suo lavoro, ma è contento che qualcosa venga fatto per il monumento. «Riceveremo dei soldi per il restauro, dei fondi europei: 10 milioni di euro sono stati stanziati per quattro mausolei, e noi cominceremo i lavori il più presto possibile», spiega. I dipinti della parte superiore della cripta si sono staccati dalla parete a causa della pioggia, mentre sotto i muri decrepiti giacciono le ossa del generale Eremia Grigorescu, comandante della prima armata rumena ai tempi della battaglia di Mărăşeşti. «Il tetto è stato riparato ma ci sono ancora infiltrazioni d’acqua. Bisognerebbe rifare tutto: conosciamo esattamente i colori utilizzati e come erano i dipinti originali: non è un grosso problema e l’arrivo degli aiuti economici risolve tutto», aggiunge. Allo stesso tempo però si indigna per quello che accade la notte nella zona.

La notte il monumento dedicato a coloro che si sono sacrificati durante la Prima Guerra Mondiale nella battaglia di Mărăşeşti si trasforma in un vero paradiso di magnaccia e prostitute su cui le autorità non hanno alcun controllo. Gli amministratori del mausoleo hanno deciso di non accendere più i lampioni lì attorno, disperati per quello che succede al calar del sole. «Vede le porte chiuse? Scavalcano lo steccato e si nascondono nelle siepi durante le ronde notturne. Oppure restano al di là e spiano e vendono le donne. Nessuno può fare nulla, ed è per questo che non accendiamo più le luci, nella speranza che non restino nei paraggi, ma è fatica sprecata», afferma l’amministratore con dispiacere nella voce.

Malgrado la sua straordinaria importanza il mausoleo di Mărăşeşti è troppo poco protetto dalle autorità del distretto di Vrancea. Si dice che incuta un così grande rispetto che, durante i bombardamenti aerei sulla valle della Prohova e la minaccia della Moldavia, Hitler stesso avesse chiesto al maresciallo Antonescu di inviare due sotto-unità anti-aeree a difendere il mausoleo. Terminato nel 1938 non è mai stato restaurato. I fondi dell’Unione Europea permetteranno finalmente di occuparsi delle sue 154 cripte e delle fosse comuni.

Questo arricolo è il vincitore per la Romania degli European Young Journalist 2008.