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Finocchi e Farfalle

Articolo pubblicato il 09 maggio 2007
Articolo pubblicato il 09 maggio 2007

Finocchi, orecchioni, foche e farfalle: le metafore improprie per alludere ai gay abbondano in Europa. Innanzitutto l’inglese queer, che indica contemporaneamente gli omosessuali e ciò che è bizzarro, proviene da una vecchia espressione tedesca quer, cioè "obliquo". Al contrario, gli eterosessuali sono chiamati straight, termine che significa principalmente "dritto" ma sottintende anche "bloccato, rigido". Ognuno ha i suoi vizi.

Più fantasiosi, gli omosessuali spagnoli hanno stravolto un’espressione che prima era considerata un insulto: hanno preso l’abitudine di soprannominarsi maricon, che deriva da Marica o Mariquita, cioè "piccola Maria". Ma vengono definiti anche "farfalla" (mariposa). Nella penisola iberica capita così che si dica di un omosessuale: «è più maricon, gay, di un piccione zoppo (que un palomo cojo)», perché il pennuto, cosi conciato, diventa facile preda delle voglie dei suoi compagni.

Sempre molto poetici, i francesi dicono di un omosessuale convinto che è "gay come una foca" (pédé comme un phoque). Ma alla prova dei fatti questi simpatici pennipedi della banchisa non sembrano inclini a divagazioni gay o lesbiche più di altri animali. Perché allora questa similitudine? Forse proviene dal verbo phoquer, che in Québec indica la sodomia e che deriva direttamente dall'inglese fuck ("fornicare"). Ma non è l’unica spiegazione possibile: nel linguaggio navale, la "grande foca" è la vela che permette alle imbarcazioni di prendere il vento…da dietro. Altra chicca marittima è l’espressione francese à voile et à vapeur, "a vela e a vapore", che indica una persona interessata sia alle fanciulle sia ai giovanotti. Gli inglesi sono molto più pragmatici e considerano i bisessuali una sorta di "giocatori che gareggiano per entrambe le squadre" (play for both teams o bat for both sides).