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Fenomenologia del peto: liberiamoci dei tabù!

Articolo pubblicato il 29 maggio 2017
Articolo pubblicato il 29 maggio 2017

Tutti quanti abbiamo dei gas, ma sono molto rare le persone che ne parlano. Il solo menzionare la parola peto è immediatamente riconducibile a qualcosa di ripugnante. Una convinzione che ritroviamo nella maggior parte delle convenzioni sociali e che si é diffusa col passare del tempo, rendendo il peto l'ultimo dei tabù.

Chi ha decretato un giorno che l'emissione di un peto dovrebbe disgustarci? Definito gas intestinale dai fini conoscitori, il peto é socialmente accettato solo quando viene evocato in contesti umoristici. Essere indicato come il responsabile di una flautolenza é una vergogna. « Sei tu che hai scoreggiato? Ma dici sul serio?» Questa domanda, che suona più come un'accusa, testimonia un tabù vecchio come il mondo, quello del peto nella società.

Il peto borghese o quello del pasticciere  

Deciso ad allentare la pressione, Cafèbabel ha chiesto alla sua comunità di fornirgli delle espressioni divertenti in merito. Anche in questo caso il soggetto ha causato disagio. Molteplici risposte sono state inviate sotto forma di messaggio privato, prova di un certo imbarazzo. Tuttavia, questa censura risulta nociva, se non addirittura pericolosa. « Essere schiavo del pregiudizio puo' costare caro. E cosi' che una donna, che non scoreggiava più da dodici anni per civetteria, é morta perché si é trattenuta troppo ». Questo aneddoto lo dobbiamo allo scrittore e storico Pierre-Thomas-Nicols Hurtaut, che pubblica nel 1751 un saggio teorico sull'arte di scoreggiare. Secondo l'autore, il « vento » si ritrova vittima dei pregiudizi non appena lascia il corpo di qualcuno. « L’aria compressa, tentando di uscire, percorre le parti interne del corpo ed esce infine con precipitazione quando trova un'uscita che le buone maniere vietano di nominare » scrive. L'autore va fino in fondo e dedica la parte finale del proprio libro  - « qualche peto piacevole » - ad un elenco di diversi peti, che egli classifica a seconda del loro odore e della loro musicalitàIn cinque righe, scopriamo al specificità del peto del pasticciere, del borghese o ancore quello delle donne sposate.

Le migliori espressioni europee sul peto.

La lobby del gas

Oggi l'autocensura del peto comincia ad essere portata alla luce, sopecialmente grazie alla pubblicazione del libro di successo Le charme discret de l’intestin (Il fascino discreto dell'intestino ndr) ad opera della dottoressa tedesca Giulia Enders, che ci fornisce il suo punto di vista. Secondo lei il tabù riguarda esclusivamente il nostro sfintere esterno, che opera a favore del nostro ben essere socontrandosi col mondo esterno.  « I nostri sfinteri possiedono due meccanismi di controllo. Uno é interno e si preoccupa unicamente del nostro benessere, l'altro é esterno e deve fare i conti con i compromessi effettuati col mondo esterno », precisa. La giovane scienziata ritiene utile il peto. « Una sensazione di disgusto é abitualmente li' per proteggerci da qualcosa di pericoloso » racconta. Prosegue « Quando il vostro corpo vi dice che l'odore non é buono, non dovreste andare più in fondo ». Secondo Giulia, comprendre le ragioni di questo fenomeno potrebbe permettere di far evolvere le mentalità.

Hurtaut ritiene che il peto non sia solamente utile, ma anche piacevole per la società in quanto esso « contribuisce alla creazione di risate e scherzi ovunque si trovi ». Al di là del suo aspetto derisorio vi é tutta un'interrogazione culturale che si nasconde dietro la nozione del peto. L'analisi di Enders va in questo senso: « Da svariati secoli la gente pensa che odorare l'aria di un peto renda malati, e questa paura si é cristallizzata, a mio avviso, nella nostra cultura ». In realtà la questione del peto in società non ha nulla di nuovo. Questa rinvia ad un dibattito vecchio come il mondo: l'uomo é natura o cultura? Fin dalla notte dei tempi, l'essere umano tenta di emanciparsi dalla natura grazie alla tecnica. Salvo che è difficile gestire le proprie flautolenze. Scoreggiare fa parte delle cose che sfuggono ancora al progresso tecnico, ed é probabilmente per questo motivo che l'emissione di gas é spesso ancora accompagnata da un sentimento di vergogna. trattenersi non é necessariamente la buona soluzione, quindi nessun falso pudore tra di noi, potete liberarvi!