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Fanny De Keyser: una bella cooperativa

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 08 dicembre 2015

A Bruxelles le iniziative cittadine a favore dell'ambiente si moltiplicano. Un cooperativa di 50 persone vuole fondare un "supermercato" che si propone come alternativa alla grande distribuzione: Bees Coop. Abbiamo incontrato Fanny De Keyser, una delle promotrici di questo progetto collettivo e autogestito, il primo del suo genere in Belgio

Nato seguendo il modello di un supermercato fondato a New York negli anni '60 (Park Slope Food Coop) e di un altro situato a Parigi (La Louve), Bees Coop è stato lanciato a gennaio 2014 da 9 giovani attivisti della rete citadina ADES. Si tratta di una cooperativa senza scopo di lucro che non propone soltanto una soluzione per ridurre i rifiuti generati dall'industria alimentare, ma vuole ridare ai cittadini di Bruxelles la possibilità di gestire la propria alimentazione.

Frutto dell'avversione di Fanny De Keyser e del suo gruppo d'amici per la grande distribuzione organizzata, Bees Coop ha conosciuto un successo strepitoso nella Capitale belga: in tre settimane, questo progetto innovativo ha raccolto 18 mila euro grazie ad un crowdfunding lanciato su KisskissBankbank. Dovrebbe vedere la luce entro settembre 2016, il tempo di organizzarsi e di costruire un magazzino con dei materiali di recupero.

Riappropriarsi dell'alimentazione

Per Fanny, tutto è nato con dei corsi di cucina e di alimentazione biologica. «Grazie a questi corsi, ho subito capito che l'alimentazione e il fatto di mangiare biologico giocano un ruolo importante sulla nostra salute. E la stessa importanza, inevitabilmente, ce l'ha anche l'ecologismo, visto che tutto dipende dal modo con cui si coltiva ciò che si mangia,» ricorda Fanny.

Le aspettative di Fanny De Keyser sulla COP21 di Parigi? Nessuna in particolare. «Non conosco nello specifico la conferenza. Tutto quello che so è che i politici fanno sempre molte promesse per l'ambiente e alla fine non le mantengono mai,» afferma. «Oppure prendono delle misure che vanno nella direzione opposta e mettono sempre al primo posto il profitto. Bisogna che questo cambi». Molte iniziative pro-ambiente sorgono spesso dalla volontà della cittadinanza e non dal Governo. «Da parte dei cittadini, si osserva come la gente prende in mano la situazione. Le persone si muovono in bicicletta, fanno più attenzione alla propria alimentazione. C'è una nuova domanda, una nuova voglia, che va di pari passo con una più generale preoccupazione,» sottolinea.

Il progetto

Con Bees Coop, Fanny spera dunque di sostenere questo rinnovato interesse per l'ambiente. Il negozio opererà insieme a diverse drogherie alternative di Bruxelles: lo scopo è lavorare per il benessere dei consumatori e non farsi concorrenza. Il collettivo è in contatto anche con il locale Ministero della qualità della vita, dell'ambiente e dell'energia, e le autorità locali di Schaerbeek.

Per Fanny, Bees Coop è dunque un modo per provare a cambiare le cose, per sentirsi coinvolti in una battaglia che le sta a cuore. D'altronde l'aspetto ecologico occupa un posto privilegiato. In particolare la cooperativa si propone di favorire un'alimentazione più sostenibile, l'economia locale, il commercio equo e solidale, un'agricoltura che privilegi i prodotti di stagione, la lotta contro lo spreco alimentare e la riduzione degli imballaggi.

Infine, Bees Coop si propone un ultimo obiettivo, difficile da trattare e sempre attuale: sensibilizzare i consumatori a proposito delle proprie abitudini alimentari e delle conseguenze che queste hanno sulla propria salute, sull'ambiente e sull'economia. 

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.