Lifestyle

Europa d'estate: ma come ti vesti?

Articolo pubblicato il 01 agosto 2013
Articolo pubblicato il 01 agosto 2013

Cari martiri del calzino bianco, la camicia aperta sul petto glabro vi fa rabbrividire, le Crocs sono un attentato alla vostra sensibilià? Siate coscienti che, sebbene il cattivo gusto sia di moda tutto l’anno, è d’estate che dà il meglio di sé. Cafébabel ha stilato una lista delle cadute di stile più comuni in Europa. Attenzione: il contenuto seguente rischia di confermare non pochi cliché.

Italia: eleganza tutta nostrana

Nel nostro caldo, dolce Belpaese, sin dai primi di maggio si possono notare per le strade questi strani individui, bruciati più che baciati dal sole, intenti a guardare di traverso le vetrine dei negozi, mentre ancheggiano lungo il marciapiede. È ardua impresa stabilire se ci siano più peli su un uomo o su una donna, entrambi i sessi sono semplicemente… marroni, unti, sorridono senza ragione alcuna, alieni e alienanti. 

Questa particolare branca della specie umana è solita trascorrere le serate invernali in palestra, e quelle estive sulla soglia delle discoteche, in lotta per un’ultima riduzione o un omaggio-donna. Hanno risparmiato tutto l’anno per potersi permettere un ciclo completo di lettini abbronzanti prima dell’inizio della bella stagione: è facile scorgerli nell’atto di chiedere al malcapitato di turno di ritrarli in una foto-ricordo, soprattutto quando hanno le mani troppo occupate con uno o più cocktail per poter pensare a un selfie.

Gli italiani, inoltre, sono orgogliosi di essere l’unico Paese ad avere la connessione wifi più lenta d’Europa; uno dei debiti pubblici nazionali più alti; e l’unico, inimitabile slip maschile. Ma diffidate alle imitazioni: il vero slip italiano è, di solito, bianco, aderente e lo si indossa abbinato ad un tatuaggio tribale e allo sguardo più languido di tutta Europa. 

Valeria Italia

Germania socks!

I tedeschi, popolo dall’innato senso pratico, si vestono… per vestirsi. Ogni ambizione estetica lascia il posto alla cara comodità e al comfort. Che sia questa peculiarità quasi biologica a spiegare la sempiterna affezione delle germaniche genti per il famigerato sandalo, noto con il nome di Adilette?

Lo si scorge ovunque: nei pomeriggi domenicali dedicati al relax, tra birra e barbecue, nelle scarpinate turistiche e nelle occasioni più formali. L’Adilette è un classico dell’Adidas dal 1963. Il sandalo di plastica è economico, lavabile e può essere abbinato con creatività, a scelta tra il polpaccio provvisto di peluria (maschile) e il fine calzino bianco.

Kathrin Germania

Spagna: scopri il lato selvaggio della vita

Le ragazze dalla folta e lunga capigliatura, dagli orecchini-lampadario e con gli immancabili short sfilacciati, decorano il bagnasciuga spagnolo. Fin dai primi di giugno ritrovano il loro habitat naturale, accompagnate da inquietanti dosi di sangria e rebujito.

Ma attenzione, anche l’altra metà del cielo vuole la sua parte, e i ragazzi si fregiano di acconciature simili ai giocatori di calcio più in voga, come Neymar o El Shaarawi: ciuffi che sfidano le leggi di gravità e occhiali da sole degni di una gara di slalom gigante sugli sci. 

Manu Spagna

Il senso della Polonia per lo stile

La gioia è nell’aria in Polonia, sin dalla prima brezza di primavera: i giorni più creativi dell’anno sono in arrivo. Marta, specialista polacca del cattivo gusto, annota nel suo blog Faszyn from Raszyn (letteralmente: "Fashion dalla periferia di Varsavia") che in estate i suoi connazionali hanno un debole per il connubio sandalo-calzino (seguendo probabilmente l’esempio degli evoluti tedeschi). 

Le fashion victim polacche hanno solo due imperativi: indossare abiti di almeno tre taglie più stretti e mettere bene in evidenza la lingerie. E, per le irriducibili all’ultimo grido, gli stivali estivi, di qualsiasi materiale siano fatti.

Kasia Polonia 

Regno Unito: il vintage di cui non sentivamo la mancanza

Si stava meglio quando si stava peggio. Il trito modo di dire ha un suo perché in Gran Bretagna dove, le scorse estati, la cosa peggiore in cui si poteva incappare erano adolescenti terribilmente ansiose di assomigliare a Kate Moss o Sienna Miller (pur facendo shopping da Zara). Oggi, la patria di Downtown Abbey e Mad Men ha cominciato a piegarsi di fronte a due cose: la moda del lettino abbronzante, con improbabili sfumature di colore; e la tendenza vintage

Le ragazze, in città, riempiono gli armadi di vestitini fluttuanti nell’umidità inglese. Gonne a metà ginocchio contro la sempreverde t-shirt a mezze maniche dei ragazzi. A dire la sua c'è anche il Guardian, con un articolo sulla teoria e la pratica del sandalo maschile.

Nabeelah UK

Francia: cadute di stile, tra gel e banane

Come as you are è probabilmente lo slogan scelto dai francesi in vacanza. In estate, le bande di ragazzi dalle banlieue sembrano ritrovare il proprio habitat in riva al mare. Scarpe slacciate, t-shirt dell'Olympique Marsiglia o del PSG e, soprattutto, il cappellino con la visiera, inclusa la variante che lascia in bella mostra il ciuffo alla Tintin. Imbalsamato da una tonnellata di gel.  

Un altro status symbol tutto francese è il classico marsupio, che oltralpe chiamano "la banane". Che sia un’eredità storica dell’invasione tedesca? Le origini sono ancora da accertare, ma ogni padre single sopra i 40 ne conserva almeno un esemplare. Solitamente usato durante le ferie estive per godersi i pomeriggi di nullafacenza, riesce a stipare comodamente chiavi, portafogli e i biscotti rubati al bar dell’autogrill. 

Matthieu e Morgane Francia

Turchia: la dura legge del burkini

Alle donne residenti (o in visita) in Turchia non è permesso svelare il proprio corpo al sole, almeno sulla maggior parte dei lidi. A mali estremi, estremi più che creativi, in questo caso.

Sono iniziati a girare gli hasemas, un misto tra tunica e costume intero, chiamato (non senza ironia) "burkini". L’ingegno è tutto nel materiale: una speciale fibra concepita appositamente perché i raggi del sole possano filtrare attraverso il tessuto. Coperte, ma abbronzate.

Gani Turchia