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Eurofestival, vita notturna e calcio spettacolo per l'Azerbaigian

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Dopo la vittoria dell'Azerbaigian all'Eurofestival con il duo Ell/Nikki, molti europei hanno capito di avere nel migliore dei casi ‘poche idee, ma confuse’ sul paese dell’Asia transcaucasica. È allora il momento di dare uno sguardo a questo stato cuscinetto, che per superficie e numero di abitanti è paragonabile più o meno al Portogallo.

È il 12 ottobre del 2010 quando Rashad Sadigov diventa eroe nazionale. Siamo al trentanovesimo minuto della partita di qualificazione per il Campionato Europeo 2012, Azerbaigian-Turchia, in casa a Baku. I turchi, superfavoriti, hanno buone possibilità e si sentono già vincitori, quando con un calcio d’angolo il capitano della squadra realizza il miracolo e centra la porta da una distanza di quattordici metri.

"È stata una vittoria estremamente importante per noi“, dice Abbas, e sa bene di cosa parla, visto che lavora per la Uefa a Baku. Rashad Sadigov, che in passato ha anche giocato per diverse stagioni nel Süper Lig, il campionato turco, è un idolo assoluto nel suo paese. Ora la prima qualificazione dell’Azerbaigian per un campionato europeo (per inciso con un allenatore tedesco, Berti Vogt) è a portata di mano.

L’Azerbaigian ha avuto un’altra sorpresa nel maggio 2011, quando il duo Ell/Nikki ha vinto l’Eurovision song contest con la canzone "Running Scared“, portando a Baku l’edizione 2012 della manifestazione.

©Pieter van den Berghe/EBU

Tutti a Baku, allora?

Dal 1991 l’Azerbaigian è una repubblica presidenziale con Parlamento unicamerale. Il fatto che le elezioni parlamentari del novembre 2010 si siano svolte con modalità non democratiche suscita disagio in non pochi fan dell’Eurofestival. Come per i Giochi Olimpici in Cina, di certo ci si chiederà se sia il caso di andare a Baku o se non sia meglio boicottare tutto. Ma se si segue fino in fondo l’idea che sta alla base dell’Eurofestival, la risposta dovrebbe essere: prenotare i biglietti!

Baku – la nuova Dubai?

Ell/Nikki rappresentano il volto moderno del paese, la cui capitale, Baku, viene spesso paragonata a Dubai per via del boom edilizio e dei lussuosi negozi del centro. Abbas ama la vista sulla città che si gode dalla montagna del parco. Della frenesia che regna sulle strade farebbe invece volentieri a meno, come dei provinciali che si sono stabiliti in città negli ultimi tempi e si comportano come "assoluti bifolchi“. Tural ha una laurea in teologia e il modo di pensare di alcune persone anziane lo infastidisce: "Se porto i pantaloni corti in estate, certuni mi guardano come se stessi commettendo chissà quale grande peccato".

Gli azeri amano il loro paese, ma si spostano con la stessa facilità dei loro coetanei europei. Tanti studiano all’estero, per poi tornare a casa, altri emigrano, come Nikki. La cantante, il cui vero nome è Nigar Jamal, si è trasferita a Londra alcuni anni fa, al seguito di Lukas, suo grande amore e attuale marito.

Molto celebrata è anche la sfrenata vita notturna di Baku, città che i forzati internazionali del divertimento mettono al terzo posto come “la più cool” dopo Tel Aviv e Beirut. Il deejay tedesco David Traenkle vive al momento a Tiblisi, in Georgia, e ha continui impegni di lavoro nell’Europa orientale e in Medio Oriente. Tuttavia, non dimenticherà mai la propria esibizione nel popolarissimo Face Club di Baku, lo scorso aprile: "Si avverte che Baku è una città in ascesa, e il popolo della notte qui si dà veramente alla pazza gioia. Per potersi divertire in discoteca bisogna però sborsare un bel po’ di manat, la moneta azera. Di solito si prenota un tavolo, al quale poi è d’obbligo consumare un minimo di circa 300 euro, naturalmente in bevande. Non si tratta di locali riservati solo all’alta società: li frequenta anche gente dallo stipendio normale, che però vuole dare a intendere di essere ricca".

Il tormentone "Running scared“ ha permesso all’Azerbaigian di vincere l’Eurovision song contest Tuttavia la canzone, d’autore svedese, rappresenta solo un frammento del panorama musicale azero. La scena del jazz è importante nel paese, e gli azeri amano specialmente il "Jazz-mugam“, un misto di jazz e folklore.

In Baku è permesso bere alcolici per strada – cosa assolutamente proibita in molte città dell’Europa occidentale.

L’Azerbaigian è un paese molto diversificato non soltanto dal punto di vista culturale. "Il 'tipico azero’ non esiste. Siamo fieri di essere così diversi l’uno dall’altro e di avere tuttavia valori comuni, che ci tengono uniti - dice Abbas - Per esempio, qui si possono comprare alcolici e carne di maiale quasi in tutti i negozi”. Del resto, a Baku è permesso anche bere alcolici per strada – cosa ormai assolutamente proibita in molte città dell’Europa occidentale. Forse è per questo che un paese come l’Azerbaigian, dove la maggioranza della popolazione è musulmana, ha spedito come propria rappresentante a Düsseldorf (dove si è tenuto l’Eurofestival 2011) una cantante come Nikki, vestita all’occidentale con un abitino cortissimo.

La tolleranza però finisce nella provincia del Nagorno Karabakh, una regione abitata in maggioranza da armeni. Dopo lo sfaldamento dell’Unione Sovietica, la provincia è stata assegnata all’Azerbaigian, ma nel 1992 si è dichiarata indipendente. A ciò ha fatto seguito una serie di scontri armati negli anni novanta, dopodiché il conflitto si è congelato. Tuttavia, anche se dal 1994 è in vigore il cessate il fuoco, di pace non si può proprio parlare. Dal suo profilo su Couchsurfing, il sito che collega viaggiatori di tutto il mondo in cerca di ospitalità, un giovane coachsurfer mette in guardia dal visitare la repubblica de facto, non ancora riconosciuta a livello internazionale: "Non lo fate! Altrimenti, che abbiate il visto oppure no, potreste non fare più ritorno in Azerbaigian".

L’Eurofestival 2011 ha fatto sì che per la prima volta, in molti paesi europei la gente si sia interessata all’Azerbaigian. Al paese si è offerta u’occasione unica per presentarsi in una maniera nuova. Gli azeri della ‘generazione Europa’ guardano all’occidente e sono ben contenti che, quando si parla di Azerbaigian, non si faccia riferimento solo a complicati rapporti politici o all’industria petrolifera. "All’estero hanno spesso strane idee sul nostro paese e sulla vita qui da noi", dice Emin. "Noi azeri siamo molto ospitali, abbiamo una cultura ricca, una natura meravigliosa, una cucina eccellente e una cultura del té unica", si vanta Tural. "E uno dei migliori cognac del mondo, il Tovuz", aggiunge Abbas. "Città del vento" è il nome che Baku si è data – un vento fresco, che soffia proprio adesso nel "paese del fuoco".

Foto di copertina: (cc)sugarmelon.com/flickr; Eurovision: ©Pieter van den Berghe/EBU; video: (cc)Eurovision Channel/Youtube