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Ecosia: fare business ma per il bene del pianeta

Articolo pubblicato il 22 giugno 2017
Articolo pubblicato il 22 giugno 2017

Ecosia è un motore di ricerca online. Come ogni altro motore di ricerca, Ecosia crea profitto grazie alla pubblicità. Ma la particolarità di Ecosia è che ogni mese investe almeno l'80% delle sue entrate per il rimboschimento. Per l’associazione, fondata a Berlino nel 2009, l’idea di base è di creare uno strumento facile ber combattere il cambiamento climatico.

Cafébabel: Ci siamo informati suEcosia e ci siamo chiesti come fate a trasformare il vostro utile in profitto "verde"?

Fátima T. Gonzáles: Dal profitto che produciamo ogni mese attraverso la pubblicità, abbiamo deciso di donarne almeno l’80%  allo scopo di piantare alberi. Lavoriamo a svariati progetti in diverse aree del mondo (Madagascar,Sud America, Asia e altri). Ogni progetto ha le sue necessità specifiche. Per esempio la stagione delle piogge in Burkina Faso si svolge in questo periodo, mentre in Indonesia inizia più tardi. Per questo, invece di finanziare progetti semplicemente perchè ne siamo obbligati, discutiamo direttamente con chi lavora al progetto in loco per capire esattamente quando hanno bisogno di recevere il nostro finanziamento.

Cafébabel: Come selezionate i progetti da finanziare?

Fátima T. Gonzáles: All’inizio era Christian Koll, fondatore e CEO di Ecosia, e che non era un esperto del rimboschimento, che li selezionava. Per questo in un primo momento seguiva i grandi nomi, perchè non aveva ancora esperienza nel campo. Con il passare degli anni invece abbiamo rivisto i nostri standard: ora abbiamo un esperto, il suo campo è proprio il rimboschimento e il restauro paesaggistico. Ecosia non pianta alberi per il gusto di farlo, lo scopo principale è di combattere il cambiamento climatico ma noi vogliamo anche avere un impatto sulle comutità locali. Attraverso il rimboschimento siamo anche in grado di creare un modello economico alternativo. Dobbiamo quindi bilanciare questi due apetti: piantare alberi per l’ambiente ma anche per le persone.

Cafébabel: Ecosia ha raggiunto un discreto successo in questi anni, in che termini lo misurate?

Fátima T. Gonzáles: Ecosia è due cose allo stesso tempo: da un lato siamo un'impresa operante nel settore delle tecnologie con un motore di ricerca, dall’altro piantiamo alberi. Il modo in cui misuriamo il successo pertanto avviene considerando questi due aspetti. Per prima cosa calcolando il numero effettivo di alberi piantati. Non aspiriamo a raggiungere un determinato ritorno in termini economici ma piuttosto in numero di alberi piantati. Abbiamo piantato 10 milioni di alberi fino ad ora e raggiungeremo i 30 milioni per la fine del 2017.

Ovviamente essendo un motore di ricerca abbiamo anche bisogno di tenere in conto  il numero di utilizzatori. Al momento abbiamo 34 milioni di ricerche alla settimana e 5 milioni di utilizzatori ogni mese. E' un buon numero per un motore di ricerca alternativo che fattura all'incirca 600 mila euro al mese.

Cafébabel: Quest’anno la EUSEW (Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, ndr) si focalizza sulla digitalizzazione dell’energia. Che cosa ne pensate voi?

Fátima T. Gonzáles: E' una buona cosa, sono sulla strada giusta, lentamente ma sicuramente è corretto. Ovviamente la digitalizzazione è il futuro. La nostra società non si affida ancora sufficientemente alla digitalizzazione e alla robotica. E' invece molto importante accelerare i nostri sforzi quando si tratta di energia pulita e di lotta al cambiamento climatico. Questo è altrettanto vero  per la condivisione delle conoscenze. Per esempio i nostri progetti nei diversi angoli del mondo il più delle volte non si conoscono tra loro. Uno degli scopi di Ecosia quindi è di condividere il loro sapere utilizzando il potere del mondo digitale per migliorare l’informazione. Dobbiamo imparare gli uni dagli altri per accelerare questo processo di cambiamento.

Cafébabel: Ecosia vuole combattere il cambaimento climatico ma si affida a un mezzo che consuma energia (internet, i centri di raccolta dati ecc.), non è forse un po’ contraddittorio?

Fátima T. Gonzáles: Microsoft, così come Google, funziona utilizzando energia pulita e così anche i loro centri dati che si affidano all’energia rinnovabile. E' un grande passo in avanti. Abbiamo bisogno di trovare alternative per rendere questi mostri del consumo energetico più in linea con le necessità ambientali. Questo infatti è quello che fa Ecosia: non puoi fermare il mondo dall’essere ciò che è, le persone continueranno a  cercare attraverso i motori di ricerca. Non è quindi meglio se questo permette di piantare alberi?

Cafébabel: Utilizzando internet in questo modo, e ricevendo finanziamenti grazie alle champagne pubblicitarie, Ecosia non contribuisce forse a mantenere questa forma di capitalismo e di società consumista?

Fátima T. Gonzáles: Il problema non è esattamente questo. La vera questione è: cambierà tale sistema? Noi ne siamo implicati, pertanto possiamo solo cercare di sfruttarlo per produrre qualcosa di ecologico. Ecosia cerca di cambiare la logica del guadagno a qualsiasi costo, anche a costo dell’ambiente. Lo scopo del lavoro dovrebbe essere quello di aiutare la società. Ora ci piace chiamarlo "business sociale" ma in realtà dovrebbe essere quello che ogni attività dovrebbe fare.

Cafébabel: Che cosa ne pensate del pacchetto per l’energia pulita che la Commissione Europea ha presentato lo scorso novembre?

Fátima T. Gonzáles: E' arrivato troppo tardi, ma cerchiamo di non essere pessimisti. I targets indicati sono buoni, anche se potrebbero essere più ambiziosi. Abbiamo bisogno di essere molto più rapidi e di far leva molto di più sulle macchine e promuovere la digitalizzazione per provare a risolvere la questione. La cosa positiva è che più finanziamenti vengono assegnati per produrre energia pulita. In ogni caso il pacchetto di riforme di per sè non è sufficiente: deve essere accompagnato da altri cambiamenti, come la logica capitalista. Abbiamo bisogno di rifletterci ancora e in maniera più ampia. Dobbiamo smetterla di affidarci al consumismo o alla crescita allo scopo di creare posti di lavoro. Questo sistema deve essere cambiato se vogliamo far avanzare il pacchetto energetico. Inoltre è necessario che gli stessi consumatori spingano per questo cambiamento. Ecosia esiste grazie ai suo utilizzatori: la loro scelta di usare Ecosia è ciò che rende possibile il rimboschimento. Il consumatore è la chiave. Se noi non cambiamo, niente cambierà.

L’intervista è stata condotta nel contesto della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile che si tiene a Bruxelles tra il 19 e il 22 giugno 2017.