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Dream Teens: sognare con impegno

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 18 febbraio 2015

giovani europei di oggi sono pessimisti? Per le giornaliste francesi Estelle Faure e Emma Roulin, non si tratta che di un cliché. Cafébabel le ha incontrate a Parigi, per discutere del loro nuovo progetto: Dream Teens

Il cielo sopra Place de la République è coperto. Sulla statua della Madeleine, al centro della piazza, adesivi e scritte ricordano i fatti del 7 gennaio. Io, intanto, aspetto due ragazze che, col loro progetto La Dream Teen, hanno studiato i sogni dei giovani europei. Sono state loro a scegliere il nostro punto d'incontro, un padiglione di vetro al centro della piazza. È un posto moderno e accattivante. Sia fuori, sia dentro, i parigini si godono in piena tranquillità il loro pranzo del sabato. Estelle è la prima ad arrivare. Dieci minuti dopo ci raggiunge Emma, rilassata e di ottimo umore come la compagna di avventura. Il motivo? Pochi giorni fa hanno avuto la certezza di poter portare a termine il loro progetto. 

Giovani sognatori

Le due ragazze lavorano al progetto Dream Teens già da un anno. Pochi mesi fa, tra ottobre e novembre, hanno visitato Gran Bretagna, Francia, Germania, Bosnia e Bulgaria per incontrare cinque giovani e conoscere i loro progetti di volontariato. «Abbiamo scoperto dei ragazzi che sognano l'Europa e che sono pronti ad aprirsi al mondo» racconta Estelle. «In Europa, si è rafforzato lo stereotipo del giovane pessimista e inerte - continuano le due ragazze - Ma esiste anche chi cerca di mettere in piedi qualcosa»

Con il loro lavoro, Emmaed Estelle combattono cliché e stereotipi. Il loro reportage multimediale disegnerà i tratti di giovani dinamici che si confrontano coi problemi di tutti i giorni e li affrontano in modo altrettanto dinamico. Un esempio? Arnault, di Issy (Francia), che ha fondato un'organizzazione che offre lezioni di musica gratuite a bambini provenienti da famiglie disagiate, oppure Ena, bosniaca, che aiuta i bambini rifugiati e vorrebbe aiutare a ricostruire il suo paese distrutto dalla guerra. «Tutti questi progetti hanno il potenziale per influire positivamente sul mondo giovanile e cambiarlo» spiega Estelle. 

Certo, da soli, i giovani europei non potranno mai cambiare il mondo. Ma potranno migliorare la vita delle persone attorno a loro, dando uno smacco alle élite politiche. I cinque protagonisti si dicono tutti favorevoli all'idea di Europa ma, allo stesso tempo, si trovano ad avere a che fare con le proprie preoccupazioni, le proprie paure e le proprie aspirazioni. Un aspetto che non è certo sfuggito agli occhi di Estelle e di Emma.

Le due giornaliste si sono specializzate su temi che riguardano giovani e bambini. Emma, ventisettenne, viene dalla costa atlantica. Come molti francesi, si è trasferita a Parigi per motivi di lavoro. Un anno fa ha terminato i suoi studi di giornalismo e, da allora, lavora come freelance per il portale giovanile Mon Quotidien. Lei ed Estelle si sono incontrate durante il periodo di formazione, dato che entrambe erano coinvolte nella fondazione di monquotidien.fr. Anche Estelle lavora come free-lance, continuando, come Emma, a proporre progetti sul tema della gioventù e dell'infanzia. 

E i finanziamenti?  

Il progetto, complessivamente, è costato 13.000 euro. Come prima cosa, le due ragazze hanno cercato sostenitori e investitori. Gli ultimi 3.500 euro sono stati raccolti sulla  piattaforma di crowd-funding KissKissBankBank. «Abbiamo pensato che un progetto capace di parlare ai giovani avesse tutte le carte in regola per smuovere la coscienza delle persone» spiega Emma, illustrando la scelta di puntare anche sul crowdfunding. La raccolta di denaro è durata 40 giorni. Il progetto delle giornaliste ha riscosso un tale succeso che la colletta si è chiusa 150 euro sopra l'obiettivo prestabilito. Sul telefono di Emma è arrivato un messaggio che diceva: "Raccolta conclusa". E lei non ha nemmeno tentato di nascondere l'emozione. 

Le esperienze del road-trip attraverso il mondo dei sogni dei giovani europei saranno pubblicate sotto forma di blog multimediale. Durante il viaggio, Emma ed Estelle hanno fatto foto, riprese audio e video, che andranno ad integrare gli articoli. I grafici e gli sviluppatori sono già a lavoro. A maggio, la pagina sarà online ed Emma sogna già ad occhi aperti: «Se Dream Teens andrà bene, perché non provare anche altri temi?». Il viaggio, insomma, non finisce qua.