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David Cerny: «Praga invasa dai turisti? Sempre meglio dell'Armata Rossa»

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 22 gennaio 2009
Scultore ceco di 43 anni ha realizzato Entropa, opera visibile ora all’entrata del Consiglio dell’Unione europea a Bruxelles. Provocatore e acerbo ha messo in scena i cliché dei paesi europei al momento della Presidenza ceca dell’Ue.

Nel suo libro, intitolato The Fucking Years ("Gli anni fottuti", ndr), David Cerny calcola gli anni che ha trascorso come scultore con la quantità di sperma che ha usato (per gli interessati è pari a 30 litri). Le provocazioni, Cerny, se le può permettere perché è uno dei più rinomati artisti cechi contemporanei. È diventato famoso quando ha dipinto di rosa un carro armato, ridicolizzando così il simbolo della "liberazione" sovietica della Repubblica Ceca. Tra la sue creazioni troviamo anche una imitazione della statua di San Venceslao (in ceco “Vaclav”) dove il patrono ceco è rappresentato mentre siede su un cavallo a testa in giù. Eppure lui nega di essere famoso e, quando si parla della sua famosa scultura di cavallo sbuffa «è il cavallo ad essere famoso, non io!». Nonostante le truppe sovietiche abbiano lasciato Praga da ormai molto tempo, David Cerny non ha perso il gusto dello scandalo.

Lei è celebre per la sua arte controversa ed il suo sarcasmo. Ha mai avuto problemi con le autorità a causa di queste “qualità”?

Sì, il mio più fastidioso conflitto con le autorità cittadine risale a due o tre anni fa. Il consiglio cittadino locale di Praga bandì una gara per la costruzione di un memorial per la Seconda Guerra Mondiale. Mi venne chiesto di partecipare e vinsi, sorprendendo tutti. Dopo aver vinto la competizione sono stato intervistato da un amico. Tutti e due condividiamo idee anti-comuniste ed a quel tempo l'amministrazione era post-comunista. Mi venne chiesta la mia opinione sul fatto che alcune persone morte nel movimento di resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale fossero comunisti, ed io risposi citando Fidel Castro: “un buon comunista è un comunista morto”. Dopo questo, nonostante stessimo per firmare il contratto, mi tolsero il progetto. Non mi avrebbe infastidito se avessero direttamente cancellato l’intera competizione, ma invece qualcun altro ha fatto il memoriale. Ora mi tocca passare davanti a quella porcheria ogni giorno e sembra semplicemente vomito.

Forse è il suo ego a sentirsi colpito?

Oh, no, non è una questione di ego ferito. È il mio senso estetico a soffrire!

Che effetto hanno avuto 50 anni di comunismo sull’architettura della città?

Il paese è stato rovinato e totalmente distrutto dal punto di vista spirituale. È come chiedere quali sono le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale... Basta guardarsi intorno! Il centro città è circondato da atroci blocchi di cemento, marchio del comunismo. Un pugno in un occhio. Oppure pensiamo al fatto che abbiamo un’autostrada nel cuore della città! Hai mai sentito di una simile follia nella gestione dello spazio urbano da qualche altra parte? Abbiamo ancora problemi. Dopo 15 anni si discute ancora se pubblicare i documenti della polizia segreta. Fosse stato fatto subito dopo la caduta del comunismo avremmo evitato anni di speculazione su chi sia stato un agente dei servizi segreti e chi no. Ci sono casi di persone torturate, è ovvio, o che hanno firmato il contratto per collaborare con i servizi abbandonando immediatamente la nazione. Ci sono stati anche quelli che, torturati, hanno finito per firmare prima di avvisare tutti i loro amici di quanto stava succedendo. E ci sono anche persone che oggi sono viste come rispettabili dissidenti che firmarono e tradirono i propri amici mandandone molti in galera. Le informazioni su queste persone dovrebbero essere rese pubbliche!

Non crede che oggi la sua città, continuamente invasa da orde di turisti, stia diventando una “Kafkalandia”?

Beh, è decisamente meglio avere la città invasa dai turisti piuttosto che dall’esercito russo. È un prezzo che dobbiamo pagare per il cambiamento: il boom turistico prima o poi finirà. Ovviamente penso che sia in qualche modo un bene per la città perché consente un arrivo continuo di capitali che possono essere usati per la ricostruzione. Sarei felice di vedere soluzioni più intelligenti per quel che riguarda la pianificazione urbanistica. Non vedo gli sforzi necessari da parte delle autorità cittadine in questo senso.

Cosa cambierebbe nello specifico?

Ci sono molti edifici che sono incredibilmente spaventosi. Quello che non mi piace di Praga è che manca un progetto coerente per il suo rinnovamento urbano, nessuno status quo tra protezionismo culturale ed urbanismo, tra ciò che dovrebbe essere salvato e ciò che dovrebbe essere distrutto. Esistono milioni di palazzi come quello in cui ci troviamo ora, ma da quando sono stati dichiarati monumenti storici sono legalmente protetti, e non c’è per costruire nulla di nuovo qui. Recentemente abbiamo discusso della costruzione di una nuova libreria nazionale dove dovrebbe essere sistemato il più grande monumento di Stalin al mondo. Jan Kaplicki, il famoso architetto (uno dei deigners del Centre Pompidou parigino ndr) ha vinto il concorso. Eppure, anche il progetto di un architetto di fama mondiale come lui è problematico: in tanti considerano la sua proposta troppo moderna o fuori luogo. Personalmente io credo che abbia disegnato un edificio sorprendente e sarebbe magnifico se venisse costruito.

Quale dei suoi progetti non è riuscito a completare e perchè?

Ho disegnato una scultura di un gigante che si masturba. Il gigante avrebbe dovuto decorare la parte superiore del Teatro Nazionale e ci sarebbe dovuta essere dell’acqua che veniva spruzzata dal suo pene. Il direttore del teatro è stato talmente vigliacco che ha abbandonato il progetto. Ho disegnato la scultura subito prima del referendum con il quale la Repubblica Ceca sceglieva se entrare o meno nell’Unione Europea e nessuno sapeva come sarebbe andata a finire la campagna. Ho voluto provocare i nazionalisti. Il presidente Klaus era decisamente contro l’idea di entrare nell’Ue all’epoca. In generale Klaus è una idiota. Quel progetto era il mio modo di mostrare una nazione piena di idioti e masturbatori.

Eppure, la controversa Fontana che ha disegnato, raffigurante due uomini che fanno la pipì in una pozzanghera a forma di Repubblica Ceca è stata sistemata con successo nel centro della città vecchia. In molte nazioni europee lei avrebbe avuto un processo.

(Ride.) Ha funzionato solo perché era un investimento privato. A dirla tutta, qualche mese fa, in autunno, c’è stato un raduno di skinheads qui vicino, e loro erano lì che urlavano e si muovevano verso la fontana per distruggerla. Quello che è divertente è che questo ha richiesto l’intervento della polizia. La polizia si è mossa per proteggere il mio lavoro con il loro Plexiglas. Ironico, no?

Lei ha vissuto due anni negli Stati Uniti. Qual è la più grande differenza con la vita in Europa?

Il modo di lavorare delle banche (ride)! No, seriamente... Il problema che vedo negli States è l’artificialità. Stavo per trasferirmi lì quando ho deciso che non ne potevo più che fossero tutti gentili con me, perché ero “quello scultore della Cecoslovacchia”. Mi annoiava ed allo stesso tempo potevo divertirmi di più qui. Quindi nei successivi due anni ho esitato ed alla fine ho scelto di tornare qui. E non solo per le ragazze!

Le capita di rimpiangere questa decisione?

Certo, sempre! Ma allo stesso tempo ho appena finito un grosso progetto che sarà mostrato negli Usa e sto lavorando ad una seconda installazione. Non a New York, in North Carolina. In mezzo al nulla (ride)!

E come vede se stesso: un artista, un esecutore oppure un attivista politico?

Spero di poter dire, alla fine della mia vita, “ sono stato un buono scultore”.