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Da New York a Kyustendil: cronache di un viaggio culinario

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 30 gennaio 2015

Cosa succede quando una newyorkese finisce in una piccola città dell'Europa orientale? Ecco la storia di Casey Angelova, l'esperta di cucina americana che vive nella campagna bulgara, dove si occupa di ciliegie, asparagi e dei suoi tre figli.

«Possiamo parlare nel primo pomeriggio? Poi dovrò preparare la cena». Esordisce cosi' Casey Angelova, tono calmo e pacato nonostante le tante cose da fare. Se tutti i pasti sono importanti, per lei la cena rappresenta un rituale da dedicare ai tre figli piccoli. E quando tua madre è un'esperta di cucina, consulente agraria e di giardinaggio nonché un'attivista del cibo sano, la cena sarà senz'altro squisita. Casey, oltre a far parte della sezione bulgara di Slow Food, movimento incentrato sul valore del cibo, è anche un'agricoltrice innovativa. Il suo blog Eating, Gardening and Living in Bulgaria (Cucina, giardinaggio e vita in Bulgaria, ndt) è piuttosto popolare. Ha vissuto a Kyustendil, insieme al marito di origini bulgare, per più di sette anni. E' facile immaginare, quindi, che per una donna così impegnata anche il tempo della nostra conversazione sia prezioso.

Laureata al Culinary Institute of America (considerato l'Harvard della cucina, ndt), Casey è sempre impegnata in progetti innovativi. Ad esempio, tiene lezioni sul cibo nella scuola che frequentano le figlie, tentando di trasmettere un approccio salutare e indicando ai bambini come scegliere cibi nutrienti che fanno bene«Alcuni percepiscono la devozione al cibo e al buon vino come qualcosa di elitario. E' vero per chi usa questa ‘conoscenza’ come spia di un certo status sociale, ma non per me», afferma Casey.

«Non si tratta nemmeno di qualcosa di alternativo o di radicale - continua - si parla del piacere di mangiare e della scelta consapevole di cosa mangiare. È bene sapere chi ha prodotto il cibo che consumiamo». Eppure, ricorda Casey, la maggior parte della gente si ricorda soltanto del supermercato in cui ha fatto la spesa.

Asparagi, ciliegie e nocciole

Casey ed il marito hanno un ampio giardino, pieno di spezie, verdura, frutta, nocciole e zucche per il consumo personale della famiglia. Tengono anche galline e api. In un’area appositamente dedicata, coltivano ciliegie, nocciole e asparagi da vendere al negozio locale. Probabilmente, i contadini della zona la vedono come una tipa piuttosto particolare, soprattutto a causa dei metodi che utilizza. Alcuni si chiedono come faccia a coltivare le piante senza l’aiuto di agenti chimici. Casey lo fa semplicemente tenendosi aggiornata sulle diverse pratiche di crescita sostenibile e di sostegno alla fertilità del terreno. Per Casey, una delle questioni chiave è la mancanza di rispetto e gli stereotipi associati a chi si occupano di agricoltura in Bulgaria. «Qui la gente pensa che lavorare nel settore agricolo implichi la mancanza di capacità intellettuali. Invece si tratta di un lavoro nel quale conoscenza e abilità sono indispensabili. Ad esempio, devi intenderti di economia, sapere come funziona il mercato e l’industria del cibo». E Casey è una che si impegna in prima persona, a partire dal mercato delle ciliegie a Kyustendil.

Ci sono elementi - come la continua variabilità dei costi ed il monopolio del mercato - che ostacolano l’attività dei piccoli produttori. Data la richiesta del mercato globale, la famiglia sta dirigendo i propri sforzi verso la produzione di nocciole e asparagi.  

Da New York a Kyustendil

Casey crede che gli USA stiano rivalutando la moda dei fast food per tornare ad uno stile di vita più salutare e al cibo biologico. Allo stesso tempo, altre nazioni come la Bulgaria stanno affrontando le sfide poste dalle conseguenze dei fast food sulla salute, come ad esempio le malattie croniche.

«Non bisogna lasciarsi tentare dalle zuppe, dalle patatine e dalle verdure preconfezionate che abbondano nei negozi» sostiene Casey, che ha assistito in prima persona alla diffusione (e al consumo) di questi prodotti negli Stati Uniti.

«Può sembrare strano che mi sia trasferita da New York in una piccola città, ma questo stile di vita mi soddisfa di più». E dire che di stili di vita Casey ne ha sperimentati diversi, del lavorare per una televisione a New York al guadagnarsi il pane come chef di un lussuoso hotel in Bulgaria.

«Ma la vita di quei ristoranti elitari non era fatta per me. Dopo aver avuto dei figli, e con delle conoscenze culinarie decisamente migliori, ho capito che, per aprire il mio ristorante, il passo successivo da fare era concentrarsi sugli ingredienti per un cibo di qualità. I miei progetti si evolvono di giorno in giorno, ma è l’amore per ila buona cucina che ci guiderà nel futuro».