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Business Park di giorno, allevatore di notte

Articolo pubblicato il 11 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 11 ottobre 2014

Mentre i villaggi in giro per l’Europa vengono abbandonati per le luci della città, alcuni giovani vanno contro corrente e stanno ritornando alle fattorie. Zlatina Antova dalla Bulgaria è una di loro. 

Ci guardano tutti con profonda sfiducia. Com’è possibile che ragazzi così giovani abbiano preso una decisione simile?” racconta Zlatina Antova, 27 anni. Durante la settimana lavora in una compagnia internazionale nel Business Park Sofia, mentre nel week end alleva il bestiame nel villaggio di Brakyovtsi, nella Bulgaria occidentale, con l’intento di mettere in piedi una fattoria di mucche.

Zlatina e il suo ragazzo ne hanno comprate dieci finora. Hanno già avuto un vitellino e si aspettano che ne nascano presto almento altri cinque. Il bestiame vive in un vecchio edificio rinnovato vicino al loro cottage di campagna. Durante la settimana, sono i parenti dei due futuri allevatori ad occuparsene. Nel fine settimana, è il turno dei due giovani che mungono le mucche, danno loro da mangiare e puliscono le stalle.

Forse i due hanno semplicemente delle visioni diverse rispetto a molti giovani della loro età. Entrambi sognano infatti di comprare dei «trattori, serbatoi di raffreddamento per il latte e una modernizzazione generale del posto, proprio come era nel passato», così da poter creare una moderna fattoria. Al momento sono riusciti a procurarsi l’attrezzatura di cui necessitano maggiormente – «tutti i tipi di attrezzi, taniche per il latte, una mungitrice» – una macchina che sembrerebbe bizzarra a un profano ma che Zlatina ha ottenuto con grande difficoltà. Se sono in procinto di registrarsi come allevatori, quello di cui avrebbero maggiormente bisogno è la sovracitata mungitrice, la presenza di un pastore e una stalla pulita.

«Quando sono lontana dagli animali iniziano a mancarmi. Stiamo anche allevando anche polli, anatre e tacchini, per i nostri bisogni familiari. Sono tutti così interessanti e diversi e sono incantata dall’amore che mostrano. Nonostante ciò non penso agli estremi delle due attività – (lavorare in un’azienda e praticare l’agricoltura) – forse perché non ho tanto tempo per farlo».

Chi munge il latte?

Secondo i Servizi Civili di Registrazione e Amministrazione (GRAO), il villaggio di Brakyovtsi conta circa 50 abitanti e si trova nella Bulgaria occidentale, dove la vita rurale è in declino così come in molti altri villaggi bulgari.

La giovane coppia appartiene probabilmente ai pochi che hanno deciso di andare contro corrente. Durante la transizione alla democrazia, la Bulgaria ha infatti perso quasi 10 milioni di pecore. Nel 1990 il bestiame contava 2,3 milioni di capi, mentre nel 2012 ne sono stati censiti soltanto 560mila.

Secondo le statistiche, ci sono 1.130 villaggi in Bulgaria con una popolazione di anziani compresa fra 1 e 49 abitanti, mentre ne esistono ben 200 “fantasma” senza alcun abitante. E secondo il Ministero per l’Agricoltura, la quantità di latte lavorato in Bulgaria sta costantemente diminuendo. Il totale di prodotto confezionato e yogurt in generale è sceso del 2% lo scorso anno, in confronto all’anno precedente.

Ma l'amministrazione locale non aiuta

Molti giovani probabilmente sanno di cosa hanno bisogno per avviare una fattoria sul gioco FarmVille su Facebook. Tuttavia sembra che le amministrazioni locali non aiuti molto: gente come Zlatina e il suo ragazzo affrontano una mancanza di comprensione da chi dovrebbe supportarli con le proprie competenze a livello amministrativo.

«Quello che mi sconvolge di più è il fatto che l’amministrazione ci guarda con un’aria estremamente sorpresa e sfiduciata, come se fossimo pazzi o non sapessimo cosa vogliamo fare», spiega la giovane.

«Da un punto di vista amministrativo, preparare i documenti necessari è l’impedimento più grande e di solito mentre ti stai occupando di una delle carte necessarie, salta sempre fuori la necessità di averne delle altre».

Ci sono i sussidi dall’Unione Europea che aiutano ad avviare e modernizzare le fattorie, ma sono stati sospesi e «nessuno sa se ci saranno di nuovo dei sussidi, e quando» spiega Zlatina. In più a causa dell’instabilità politica degli ultimi mesi, anche i progetti per i giovani agricoltori hanno subito ritardi.

«Siamo fortunati a possedere la terra per le stalle e ad essere situati in una regione idelae per una simile attività, se possiamo definirla tale. Eppure, mi aspetto ‘sorprese’ perché ci è stato rifiutato l’accesso ai sussidi sotto vari programmi a causa delle manovre di un comitato per il territorio che aiuta i propri amici».

Se a Zlatina e al suo ragazzo venissero garantiti i sussidi, metterebbero in piedi una fattoria moderna, che è il progetto dei loro sogni. Tempo fa hanno entrambi perso il lavoro nello stesso momento e hanno deciso che avrebbero potuto investire nel bestiame e nella produzione di latte. Più tardi, hanno trovato un'occupazione, ma non hanno mai abbandonato i propri sogni.

«La verità è che una persona sola difficilmente ce la farebbe con tutta la documentazione, ma questo non dovrebbe scoraggiare chi è agli inizi. Ci occupiamo entrambi di mandare i documenti necessari e di apprendere le specificità dell’allevamento delle bestie».

E la giovane riceve molti ordini per il latte che producono. Lei stessa non ama il pane già pronto, ma preferisce prepararlo in casa, perché ognuno può valutare il cibo fatto in casa, «fintanto che è stato prodotto da una persona di fiducia».

«È  vero, oggi abbiamo dimenticato come si viveva in campagna e quanti sforzi richieda. Andiamo al negozio e non pensiamo mai a come i prodotti arrivino qui, a come siano stati realizzati. Dovresti stare in fattoria 24 ore su 24... In più, il nostro lavoro è legato agli animali, che non pui lasciare sporchi e affamati. Ad ogni modo, in fondo, il piacere con il quale mangi il cibo buono e sano da un senso a tutti gli sforzi».