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Bosnia-Erzegovina, dagli avanzi nasce la Popara

Articolo pubblicato il 28 settembre 2012
Articolo pubblicato il 28 settembre 2012
Nel “Mala Kuhinja” (piccola cucina), un ristorante di prima classedi Sarajevo, ho ordinato una bistecca di manzo con pomodori e peperoni arrostiti, al costo di circa 10-12 euro.
Il posto è famoso per le sue enormi porzioni, così non ho potuto fare altro che portarmi a casa gli avanzi nella cosiddetta “doggie bag”: decisione che, in un paese come il mio, non rappresenta una controversa questione culturale.

Perché ordiniamo cibo che non riusciremo mai a mangiare tutto in una volta? Perché sopravvalutiamo le nostre capacità alimentari, o solo perché ci piace vedere tanto cibo in tavola? Il National Resources Defense Council ha effettuato uno studio che dimostra che il 40% degli americani butta via il cibo, abitudine che equivale al gettare dalla finestra 165 miliardi di dollari. Mangiare gli avanzi permette di risparmiare soldi, tempo ed energia. Le persone sono molto suscettibili quando si parla di mangiare: trovano volgare mangiare cibo riscaldato, mischiare cibo fresco con gli avanzi e addirittura utilizzare lo stesso piatto degli avanzi per il cibo fresco. Qualche anno fa, guardando la famosa serie televisiva “The Sopranos”, ho notato l’atteggiamento positivo degli italiani nei confronti degli avanzi: le casalinghe preparavano teglie di lasagne, pasta, cannoli e tiramisù, li congelavano per poi mangiarli due settimane dopo. Fantastico!

In Bosnia, io e gli altri studenti all'Università siamo dipendenti dagli avanzi di pollo, pasta, pizza e vari tipi di stufati. Alcune persone trovano strana l’usanza della “doggie bag” (letteralmente "sacchetto per il cane", ndr) e automaticamente etichettano il cibo che contiene come spazzatura. Essendo cresciuto in Bosnia Erzegovina, mi è stato insegnato che il cibo non si butta mai; qui le persone sono sopravvissute alla guerra, ma molte sono morte di fame o a causa della malnutrizione. Si cucina una volta, lo si può utilizzare per due: per esempio, se il pane avanza per due giorni, io preparo un tradizionale piatto chiamato “popara”, o se a pranzo mangio il pollo, il giorno dopo lo uso per preparare la pasta con la besciamella.

Ricetta della popara. Ingredienti: pane vecchio di uno o due giorni, latte/acqua, burro e panna acida.

Indicazioni:

Far bollire il latte/l’acqua.Aggiungere sale e burro.Tagliare il pane a cubetti e aggiungerlo al latte/acqua in ebollizione.Cuocere per alcuni minuti fino a quando il pane non si ammorbidisce, assicurandosi che non bruci.Versare la panna acida sulla popara.Servire in tavola!

Foto di © Adina/ nazarblue.co.uk/