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Berlino in quindici immagini

Articolo pubblicato il 04 luglio 2014
Articolo pubblicato il 04 luglio 2014

Berlino è una delle città più complete d'Europa. Il desiderio di troncare con il suo recente passato ha delineato una città multiculturale e piena di vita. Musicisti, pittori, fotografi, attivisti: c'è posto per tutti nella capitale tedesca. Con questa galleria fotografica ci avviciniamo a una piccola parte rappresentativa dell'immenso tessuto giovane che popola la città.

La carta pren­de vita

Nel quar­tie­re Kreuz­berg tro­via­mo lo stu­dio di Cris Wie­gandt, ar­ti­sta bra­si­lia­na di ori­gi­ni te­de­sche cre­sciu­ta a San Paolo. Ori­gi­na­ria di Am­bur­go, è at­ter­ra­ta a Ber­li­no por­tan­do con sé i suoi la­vo­ri di carta. Cris la­vo­ra con ele­men­ti di carta che poi anima at­tra­ver­so la fo­to­gra­fia e la tec­ni­ca dello stop-mo­tion, col­lo­can­do­li in sce­na­ri sem­pre crea­ti da lei. È una delle di­se­gna­tri­ci e ar­ti­ste più im­por­tan­ti della città te­de­sca e ha la­vo­ra­to per nomi con­si­de­re­vo­li, come Di­sney o Nic­ke­lo­deon.

Ag­glo­me­ra­ti di ar­ti­sti

A Ber­li­no non è dif­fi­ci­le im­bat­ter­si in posti che ospi­ta­no una gran­de con­cen­tra­zio­ne di ar­ti­sti. Senza usci­re dal quar­tie­re Kreuz­berg ne tro­via­mo uno: Glo­gauair, fon­da­to nel 2006 da Chema Al­var­gon­za­lez. In que­sto posto pit­to­ri, scul­to­ri, di­se­gna­to­ri, fo­to­gra­fi e altri ar­ti­sti con­di­vi­do­no tra loro spazi co­mu­ni, nei quali si con­fron­ta­no dando vita a un am­bien­te fa­vo­re­vo­le allo svi­lup­po crea­ti­vo. Nella stes­sa sede hanno anche a di­spo­si­zio­ne una stan­za dove dor­mo­no e hanno uno stu­dio per­so­na­le. Glo­gauair, però, non è so­la­men­te un sem­pli­ce con­te­ni­to­re di ar­ti­sti: prov­ve­de anche a pro­muo­ver­li e a in­se­rir­li nel cir­cui­to ar­ti­sti­co di Berlino. Nella foto, l'ar­ti­sta su­d­coe­ra­na Kim Hyun Kyung di­pin­ge uno dei suoi qua­dri al­l'in­ter­no di Glo­gauair.

Scam­bi in ca­sti­glia­no

Una pro­po­sta di­ver­sa tra le cen­ti­na­ia di li­bre­rie di Ber­li­no: Bar­tle­by & Co, una li­bre­ria spa­gno­la nella ca­pi­ta­le della lin­gua te­de­sca. Ana S. Pa­re­ja e Adrián del Al­fon­so sono due gio­va­ni spa­gno­li che hanno rac­col­to in un unico posto qual­co­sa che è dif­fi­ci­le tro­va­re a Ber­li­no: libri in ca­sti­glia­no. Ma Bar­tle­by & Co è molto di più: mu­si­ca, let­tu­re e un mer­ca­ti­no di scam­bio sono al­cu­ne delle at­ti­vi­tà di que­sta pic­co­la li­bre­ria si­tua­ta lungo la Bopp­stras­se.

Mu­si­ca in mezzo al traf­fi­co

Par­la­re di Ber­li­no è par­la­re di mu­si­ca: la tro­via­mo in ogni an­go­lo della città. Un vio­li­ni­sta so­li­ta­rio nel viale Unter den Lin­den, un can­tau­to­re nella metro o un vero e pro­prio con­cer­to, bat­te­ria in­clu­sa, come quel­lo nella foto al­l'in­cro­cio tra Kreuz­berg e Frie­dri­ch­shain. Ciò che in altre città po­treb­be sem­bra­re stra­no e al­lar­ma­nte per le au­to­ri­tà, a Ber­li­no si può fare senza pro­ble­mi.

Ber­li­no a ritmo di te­chno 

E se par­lia­mo di Ber­li­no e mu­si­ca, l'e­qua­zio­ne si ri­sol­ve senza dub­bio con una pa­ro­la: tech­no. I mi­glio­ri club della città ac­col­go­no i dj più in voga di tutta Eu­ro­pa. Ven­ti­quat­tro ore al gior­no, sette gior­ni a set­ti­ma­na c'è un dj che suona mu­si­ca tech­no in qual­che club di Ber­li­no.

Con­vi­ven­za

In se­gui­to alla ca­du­ta del Muro di Ber­li­no e al di­sfa­ci­men­to della DDR (Re­pub­bli­ca De­mo­cra­ti­ca te­de­sca), molte aree della città re­sta­ro­no vuote. Con la suc­ces­si­va oc­cu­pa­zio­ne da parte di in­di­vi­dui e col­let­ti­vi si è crea­ta una sot­to­cul­tu­ra di cen­tri so­cia­li oc­cu­pa­ti, fino a tra­sfor­ma­re Ber­li­no nel punto di ri­fe­ri­men­to per la con­vi­ven­za e la so­prav­vi­ven­za di que­sti spazi, cosa che non è stata pos­si­bi­le in altre parti d'Eu­ro­pa. Dalla Ri­gaer Stras­se, con­si­de­ra­to l'e­pi­cen­tro del mo­vi­men­to "Okupa" a Ber­li­no, pas­san­do per Köpi in Köpe­nic­ker Stras­se.

At­ti­vi­smo cit­ta­di­no

Ber­li­no rap­pre­sen­ta anche una città idea­le per l'at­ti­vi­smo: col­let­ti­vi so­cia­li e po­li­ti­ci di ogni tipo si danno ap­pun­ta­men­to nella città, sol­le­van­do le pro­prie ri­ven­di­ca­zio­ni con azio­ni, di­bat­ti­ti, con­fe­ren­ze ecc. Uno di que­sti è Zwang­sräumun­gen ve­rhin­dern, che lotta con­tro gli sfrat­ti e la gen­ti­fri­ca­zio­ne. Nella foto, un'a­zio­ne rea­liz­za­ta nel cen­tro cit­ta­di­no: è stata posta una croce per ogni per­so­na che ha perso la vita in cir­co­stan­ze col­le­ga­te a uno sfrat­to ipo­te­ca­rio.

Al­ter­na­ti­ve eu­ro­pee

Hilde e Lu­ci­le sono due gio­va­ni ber­li­ne­si pre­oc­cu­pa­te per l'au­men­to di pro­ble­ma­ti­che re­la­ti­ve a que­stio­ni di ge­ne­re, LGBT, ugua­glian­za, mi­gra­zio­ne, de­mo­cra­zia e ri­sor­se na­tu­ra­li nella po­li­ti­ca del­l'UE. Fanno parte di Eu­ro­pean Al­ter­na­ti­ves, as­so­cia­zio­ne tran­seu­ro­pea che lotta per un'Eu­ro­pa che dia spa­zio a que­sti ar­go­men­ti. Con sedi in varie città eu­ro­pee, quel­la di Ber­li­no è la più im­por­tan­te. 

Un ae­ro­por­to per tutti

L'ae­ro­por­to di Tem­pe­lhof non è più in fun­zio­ne dal 2008. Nel 2009, dopo qual­che mese dalla chiu­su­ra, i re­si­den­ti oc­cu­pa­ro­no l'ae­ro­por­to dopo una ma­ni­fe­sta­zio­ne in cui re­cla­ma­va­no l'u­ti­liz­zo pub­bli­co dello spa­zio. In­fi­ne il Co­mu­ne ha per­mes­so l'ac­ces­so alla strut­tu­ra in cui si svol­ge­va­no at­ti­vi­tà al­l'a­ria aper­ta per tutte le età. Nel 2012 il go­ver­no lo­ca­le ha lan­cia­to un piano per nuove co­stru­zio­ni im­mo­bi­lia­ri al­l'in­ter­no del parco. Ne è sca­tu­ri­ta una gran­de op­po­si­zio­ne, gui­da­ta dal­l'as­so­cia­zio­ne Tem­pe­lho­fer Feld 100%. In se­gui­to alla rac­col­ta di 150 ­mi­la firme è stato in­det­to un re­fe­ren­dum, che con il mi­ni­mo di voti suf­fi­cien­ti fa­vo­re­vo­li al man­te­ni­men­to del parco come spa­zio pub­bli­co (oltre 700 ­mi­la) ha fer­ma­to ogni spe­cu­la­zio­ne, de­cre­tan­do la vit­to­ria del vo­le­re po­po­la­re. 

Orti urbani

La cul­tu­ra degli orti ur­ba­ni si è dif­fu­sa negli ul­ti­mi dieci anni in tutta la città. Nel parco di Tem­pe­lhof si trova uno dei più im­por­tan­ti, dove per la mag­gior parte gio­va­ni en­tra­no in con­tat­to con la na­tu­ra col­ti­van­do or­tag­gi e pian­te.

Col­ti­va­zio­ni eco­lo­gi­che in aree di­sa­bi­ta­te

L'or­to ur­ba­no più co­no­sciu­to di Ber­li­no è il Prin­zes­sin­nengärten. Per de­cen­ni è stata un'a­rea ab­ban­do­na­ta, men­tre ades­so ospi­ta ogni tipo di pian­te e col­ti­va­zio­ni eco­lo­gi­che, gra­zie agli abi­tan­ti del quar­tie­re che hanno preso que­sto luogo de­so­la­to e gli hanno dato vita.

Graf­fi­ti nella sto­ria

Oltre a Tem­pe­lhof, sono molti i par­chi che si riem­pio­no di gio­va­ni quan­do c'è bel tempo. La cul­tu­ra della vita nei par­chi è molto este­sa e gli in­ver­ni poco so­leg­gia­ti sono com­pen­sa­ti dal bel clima dei mesi esti­vi. Tra que­sti tro­via­mo Görli­tzer Park, Tier­gar­ten e Mauer­park, il più tu­ri­sti­co ma non per que­sto di­men­ti­ca­to dai ber­li­ne­si. In que­sto parco, la do­me­ni­ca ci si può im­bat­te­re in rap­pre­sen­ta­zio­ni mu­si­ca­li o di altri tipi di ar­ti­sti, gio­va­ni riu­ni­ti in­tor­no a un bar­be­cue, un mer­ca­to ali­men­ta­re e di og­get­ti di se­con­da mano e, come nella foto, graf­fi­ta­ri che di­pin­go­no i resti del Muro di Ber­li­no.

La ca­pi­ta­le dei gio­va­ni

I quar­tie­ri "di moda" a Ber­li­no sono tre, pieni di gio­va­ni in ogni an­go­lo. NeuköllnFrie­dri­ch­shain e Kreuz­berg sono poli di cul­tu­ra, club, bar e lo­ca­li di mu­si­ca. Le bi­ci­clet­te in­va­do­no le stra­de, stra­de tra­boc­can­ti di vita. Non c'è bi­so­gno di scuse per pren­der­si una birra e se­der­si in piaz­za a tra­scor­re­re la se­ra­ta in­sie­me a gente sco­no­sciu­ta. Nella foto, le stra­de del quar­tie­re Kreuz­berg in un po­me­rig­gio esti­vo.

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Questo articolo fa parte della serie di reportage speciali dedicata a Berlino: EU-TOPIA: Time to vote, un progetto a cura di cafébabel in collaborazione con la Fondazione Hippocrène, la Commissione europea, il Ministero degli affari esteri francese e la Fondazione Evens.