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Banco del Tiempo: lo scambio solidale a Siviglia 

Articolo pubblicato il 31 marzo 2014
Articolo pubblicato il 31 marzo 2014

Report sulla nuova Banca del tempo del quar­tie­re Tria­na di Si­vi­glia. Nella la culla del fla­men­co si pro­muo­ve lo scam­bio di pre­sta­zio­ni e ser­vi­zi an­zi­ché di de­na­ro. Siamo an­da­ti in Andalusia per dare un'occhiata e ve­de­re come fun­zio­na. 

Ogni giovedì sera nel quartiere di sivigliano di Triana il “Banco del Tiempo”  si da appuntamento. Il punto d’incontro è nuovo e per tutta la durata della nostra intervista rimane piuttosto calmo e vuoto, almeno l’area comune. Dalla stanza accanto si sente una melodia mescolata a battiti e applausi, si tratta di un corso per anziani.

l'i­ni­zio, du­ran­te la pro­te­sta

Eva Marino, una delle fondatrici del “Banco del Tiempo” ci spiega com’è nata questa esperienza. “Ci siamo trovati insieme durante il Movimiento M15, il movimento di protesta spagnolo del 15 maggio 2011. Dopo la prima ondata di proteste”, prosegue, “si sono incontrati dei comitati isolati. Hanno parlato e discusso di alternative economiche. Così è nata la proposta di fondare una banca del tempo”. “L’idea”, conclude, “era quella di fare qualcosa di concreto, di costruire qualcosa, qualcosa che aiutasse veramente.”

Il principio è molto semplice: si mette a disposizione un’ora del proprio tempo per offrire un servizio e in cambio si usufruisce di un’ora di un altro servizio. Matematicamente non fa una grinza. Si tratta però di solidarietà reciproca, non di profitto economico: aiutarsi l’un l’altro in un periodo di crisi. Non tutti hanno i soldi, ma ognuno ha un talento particolare, qualcosa da offrire, e ognuno ha bisogno di qualcosa. Corsi di aggiornamento, laboratori, lezioni; ad essere richiesti sono soprattutto i corsi di lingua, ma anche le pulizie di casa, servizi di accompagnamento, lavori di traduzione, lavori di cucito, taglio di capelli e così via.

Esiste anche una pagina web in cui si trovano tutte le informazioni e a cui ci si può iscrivere. Al momento al Banco si contano 160 iscritti, all’inizio erano circa 70. Il principio di base è sempre più condiviso perché, oltre al guadagno personale insito in questo sistema di contraccambio, vi è la speranza che serva anche da terapia. Si ha l’impressione di essere insieme, che ognuno possa essere aiutato e che ognuno, a sua volta, possa aiutare. Tutto a favore dell’autostima.

Da un po’ di tempo lo scambio avviene anche all’interno dei gruppi. Per esempio c’è una lezione di chitarra di un’ora per 6 persone e ogni studente paga con un’ora del proprio tempo.

La stessa fondatrice si chiede se non ci sia un sistema alternativo a raggio più ampio che non preveda l’utilizzo del denaro all’interno di un’economia capitalistica. In questo caso l’esperimento sembra funzionare bene, ma a larga scala, in effetti, potrebbe diventare tutto molto più complicato.

IL FLA­MEN­CO è NATO QUA!

Una cooperazione tra “banche del tempo” per ora, a parte qualche eccezione, ancora non esiste. Si pensa di realizzarla un giorno, ma in questo momento Siviglia resta l’unico esempio. Il principio della collaborazione reciproca si estende anche all’ambito sociale: così, per esempio, l’assistenza agli anziani è molto richiesta, come quella scolastica e le iniziative per bambini. Se il progetto non ha ancora ricevuto alcun finanziamento dal comune della città andalusa, Eva Marino sente che la sede di Triana è il posto perfetto. “Qui non solo è nato il Flamenco, ma si trovano anche molte persone interessate alle alternative, agli scambi, alla collaborazione.”                

Chi scrive, vive come “immigrato tedesco” a Barcellona ed é consapevole dell’esiguo numero di posti di lavoro disponibili e dei salari percepiti da quel gruppo di persone che cerca di trovare un modo di sopravvivere in situazioni del genere. Se si sente spesso parlare di parecchie associazioni alternative, finora non esisteva niente di così concreto come l’esperimento di una “Banca del Tempo”. Anche Barcellona dovrebbe prendere esempio da questo progetto.

Que­sto re­por­ta­ge fa parte della serie di ar­ti­co­li dedicati a Siviglia nel pro­get­to Eu­to­pia - Time to Vote, fi­nan­zia­to dalla Fon­da­zio­ne Hip­po­crè­ne, la Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea, la Fondazione Evens e il mi­ni­ste­ro degli Af­fa­ri Este­ri fran­ce­se.