La Parisienne di cafébabel

99F

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2007
Articolo pubblicato il 24 ottobre 2007
Parigi, 2001.  Oscar è un pubblicitario affermato. Sua vita si divide tra cocaina, ragazze e denaro facile. Eppure sta per conoscere un periodo difficile, pieno di dubbi dopo una rottura.

Oscar, il personnagio immaginato da Frédéric Beigbeder nel suo romanzo 99F, è interpretato da Jean Dujardin mentre Jan Kounen si è occupato della realizzazione. Lo stramediatico F. Beigbeder non ha del resto potuto resistere a fare brevi apparizioni nel film.

Con tale cast, una storia mescolando il mondo trendy della pubblicità, la droga, il sesso e la provocazione, tutto su fondo di contro-cultura consumerismo, era veramente possibile sbagliare un film?

Il risultato è moderato ma certi aspetti partecipano a divertirci : apprezzamo gli effetti visuali del film ai quali ci ha poco abituati il cinema francese.

Altri punti positivi : una sceneggiatura piuttosto originale che rispetta il romanzo dal quale è tratta ed alcune scene da ricordare. Per esempio, dopo la rottura di Oscar, imparando che sua ragazza è incinta, il sceneggiatore ha immaginato la maniera di rompere di uomini da diversi paesi ai quali la loro ragazza gli annuncerebbe la stessa cosa ; con uno spagnolo memorabile chiedendo "rimaniamo amigo?" tra le reazioni.

Ma possiamo comunque pentirsi dell'aspetto esagerato dell'interpretazione dell' arroganza del personaggio. Dobbiamo già vivere con abbastanza arrogante gente tutti giorni, bisogna ancora pagare per sobbarcarcela al cinema? Inoltre, il film sembra in ritardo a un'epoca dove la pubblicità e la cultura del consumo a oltranza sono già ampiamente rimesse in causa in altri film e documentari.

Alla fine, alcune immagini choc ci ricordano che una parte degli investi pubblicitari mondiali permetterebbe di ridurre la fame del mondo a metà. Un pò difficile da ingoiare – se possiamo dire – quando abbiamo dovuto sopportare la promozione del film attraverso i cartelloni in tutta la città...

99F è abbastanza un buon film ma è più da vedere che da non perdere. Ma merita veramente i 9€ per il biglietto? Tanto vale aspettare che sia trasmesso in televisione per ridere di vedere un film che si vuole anti-pubblicità interrotto da una sequenza pubblicitaria...

Guillaume De Pauw

Traduzione: Sophie Janod