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La traduttrice del mese: Chiara Mazzi

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 05 ottobre 2015

Babeliana già da qualche tempo, ritornata attiva a pieno ritmo dopo l'estate, Chiara non poteva che rientrare tra le traduttrici di settembre con i suoi contributi sempre puntuali e di qualità. Conosciamola insieme.

cafébabel: Chiara, chi sei e che cosa fai?

Chiara Mazzi: Ho 26 anni, sono laureata in lingue straniere e in cerca di prima occupazione. Vivo tra Piemonte e Liguria e adoro girare in bici, addormentarmi con il suono della pioggia e passeggiare in riva al mare.

cafébabel: Il tuo motto del momento?

Chiara Mazzi: Rimanda a domani ciò che puoi fare oggi. Era così il detto, no?!

cafébabel: Tre Paesi in cui si vive meglio che in Italia, e perché.

Chiara Mazzi: Nella mia vita non ho ancora avuto modo di girare molto, e non sono in grado di rispondere a questa domanda. Sono stata per un breve periodo in Germania e mi piace molto la possibilità di immergersi nella natura, basta davvero un attimo: aree con chilometri e chilometri di boschi e campi verdi si accostano alle città. L’impatto visivo è tutto diverso, molto più distensivo e con meno cemento.

Se poi si viva meglio che in Italia, purtroppo non ho elementi per stabilirlo, eppure stando anche alle ultime vicende, sembrerebbe lecito pensare che lì ci sia un posto per tutti. Detto ciò, sono metereopatica e mi tengo stretta il sole e il cielo blu della mia terra.

cafébabel: Se potessi avere la doppia cittadinanza, quale Paese sceglieresti?

Chiara Mazzi: Sceglierei il Portogallo, per starmene sull’isoletta di Madera.

cafébabel: In questo periodo quale oggetto culturale tieni accanto al letto?

Chiara Mazzi: Non sono una grande lettrice, ma anni fa per preparare un esame di letteratura tedesca ho avuto modo di leggere un'opera che mi ha colpita moltissimo: I masnadieri di Schiller. L’ho appena ripreso in prestito in biblioteca. Ha una forza emotiva incredibile e affronta temi che stiamo perdendo per strada: il senso del dovere, dell’onore, della moralità…

Ma dato che anche la musica è cultura, aggiungo che sul mio comodino trova posto il CD di James Bay, Chaos and the calm.

cafébabel: Dove ti si può incontrare in un normale venerdì sera?

Chiara Mazzi: In pizzeria con le amiche, al pub con gli amici o a casa, previo invito.

cafébabel: In questo periodo, in Italia, si è parlato molto di EXPO: ora che siamo quasi alla fine cosa ne pensi del risultato?

Chiara Mazzi: Penso abbia avuto un grande successo di pubblico, chiunque sia andato a visitarlo è rimasto colpito dalla possibilità di immergersi in un altro mondo ogni volta che si metteva piede in un padiglione. Tuttavia credo che da quel titolo, "Nutrire il pianeta", in molti si aspettassero un maggiore impegno nell'affrontare la questione dello sfruttamento delle risorse di cibo e di acqua, nonché l’interesse ad avviare un processo per una maggiore consapevolezza e gestione delle stesse.

cafébabel: È vero che le ragazze italiane vestono costantemente alla moda, e leggono solo Vogue e Vanity Fair?

Chiara Mazzi: Assolutamente no, leggiamo anche Cosmopolitan e Glamour! A parte gli scherzi, penso che nella società di oggi, che ci piaccia o no, l’aspetto esteriore abbia assunto una grande importanza. Quindi per rispondere alla domanda, direi che le ragazze italiane stanno molto attente a cosa indossano. Comunque non si può generalizzare, c’è sempre chi si sente a suo agio in tuta da ginnastica e che se ne infischia di cosa pensano gli altri.

cafébabel: Domanda trabocchetto: preferisci sapere tanto di poche cose o poco di tante cose?

Chiara Mazzi: Quando mi fermo a riflettere su quante cose al mondo ci sono da imparare e da scoprire, arrivo alla conclusione che dovrei rinchiudermi in una biblioteca e alternare la clausura a periodi di viaggio. Finora penso di aver puntato più sul sapere poco di tante cose, ma credo sia più utile il contrario. Fermarsi ad approfondire qualcosa, può risvegliare in noi una grande passione. Ad esempio, per il lavoro, penso che specializzarsi in un ambito possa essere decisivo, anche se ci è comunque richiesto di essere versatili.

cafébabel: Hai vinto l'Oscar, a chi e perché vanno i tuoi ringraziamenti?

Chiara Mazzi: Ringrazio innanzitutto la giuria per avermi votato, poi gli amici e mio fratello, i cui racconti e stimoli aggiungono punti di vista e cambiano la prospettiva del mio sguardo sul mondo. E, last but not least, il mio ragazzo che è la mia ancora nel mare dell'incertezza. 

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