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Cafébabel presenta: Mind the Gap

Articolo pubblicato il 08 marzo 2016
Articolo pubblicato il 08 marzo 2016

Va tutto liscio in Europa quando si parla di ugualianza? Non proprio. Ecco, appunto. Mind the Gap cerca di mettere in luce le piccole e grandi differenze che ancora esistono: tra uomini e donne, ma anche tra altri gruppi sociali. Tante storie diverse da tutta Europa.

di Julia Korbik

È successo all'improvviso, l'anno scorso. Non mi ricordo esattamente in quale momento preciso. Sarà accaduto a una festa, a una manifestazione, in redazione o a una serata tra amici? Non ne ho idea. Ma so che quel momento decisivo mi ha fatta diventare quello che sono oggi. Ovvero una femminista. Quella che non tiene mai la bocca chiusa quando si parla di uguaglianza. Davvero, non mi faccio problemi. Quando mi definiscono femminista, lo prendo come un complimento. Be', almeno la gente sa da che parte sto… o forse no? 

Ugualianza? Va sempre meglio, Europa!

Sorprendentemente, molti sembrano credere che il femminismo sia datato e superficiale: in fin dei conti l'ugualianza è stata raggiunta da tempo ormai, certo! Oggi le donne sono emancipate, indipendenti e sono gli uomini che restano a casa al posto loro con i bambini. Gente, guardiamo in faccia la realtà: siamo nel 2016, ma solo perché le donne possono votare e lavorare senza dover chiedere il permesso a nessuno, non significa che in Europa l'ugualianza sia sempre rispettata. Qualche esempio.

My body, my choice? Non dappertutto. In Irlanda l'aborto è permesso solo in casi di gravidanza a rischio. Ad Andorra, Malta e San Marino invece l'aborto è vietato in ogni caso (San Marino: salvo rare eccezioni in cui la donna si trova in concreto e imminente pericolo di vita, n.d.r.). A Monaco, in Liechtenstein e in Polonia sono previste indicazioni mediche molto restrittive. Anche ottenere la cosiddetta "pillola del giorno dopo" non è facile dappertutto in Europa: in Italia è venduta solo dietro prescrizione del medico, il quale, se obiettore di coscienza, può rifiutarsi di somministrarla per ragioni etiche. Anche in Ungheria la pillola del giorno dopo non può essere acquistata in farmacia senza prescrizione medica.

Stesso salario a parità di lavoro? Appunto. In tutta Europa esiste un divario in termini di stipendio tra uomini e donne, chiamato Gender Pay Gap (GPG). Questo indice misura lo stipendio medio netto tra uomini e donne. Risultato: le donne nel 2014 guadagnavano in media il 16% in meno degli uomini.

Who run the world? Girls! Purtroppo non è così, cara Beyoncé. Secondo i dati del 2014, nel Parlamento Europeo le donne sono solo il 36,9%. La percentuale di presenza femminile nei parlamenti nazionali non raggiunge certo dati più rassicuranti: la media europea nel 2015 rimane ferma al 28%.

No significa no? Magari! Secondo uno studio condotto dall'Unione europea nel 2014, il 33% delle donne intervistate, a partire dal quindicesimo anno di età, ha subito delle violenze fisiche o sessuali. Stiamo parlando di 62 milioni di donne! Tra le più giovani (18-29 anni), il 20% ha ammesso di essere stata vittima di offese sui social media, via email o SMS.

Molte lacune

A questi esempi se ne aggiungono molti altri, impossibili da esemplificare con dati univoci: l'onnipresente sessismo nella vita di tutti i giorni, al lavoro e sui media.

Certamente le donne non sono le uniche ad essere vittime di discriminazione: l'eterosessualità è ancora considerata la norma, mentre gli omosessuali e i bisessuali sono visti come l'eccezione. E quando si parla di orientamento sessuale, vige un'incomprensione generale: le persone transgender o che semplicemente non si conformano ad una definizione sessuale univoca, maschile o femminile, affrontano discriminazioni o non sono facilmente accettate. I transessuali sono spesso descritti in maniera semplicistica come «l'uomo che è diventato donna» o viceversa.

All'interno del dibattito sulla parità dei diritti, esistono un sacco di altri gap – lacune, distanze, spaccature – tra diversi gruppi sociali. I media hanno il potere di raccontare storie ricche di sfaccettature, di presentare esperienze differenti e di cambiare il modo in cui vediamo la parità di genere. Questo è proprio quello che si propone di fare Mind the Gap: siete tutti invitati a partecipare. 

Mind the Gap: cambiare il dibattito sulla parità di genere.

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Julia Korbikclasse 1988, è l'ideatrice e coordinatrice editoriale di Mind the Gap. Lavora come giornalista freelance e redattrice a Berlino, si occupa soprattutto di femminismo, politica e cultura. Nel 2014 è uscito il suo libro Stand Up. Feminismus für Anfänger und Fortgeschrittene (Stand Up. Femminismo per principianti e non, edizioni Rogner & Bernhard). Julia è vice presidente di Babel Deutschland e membro attivo della redazione locale di cafébabel Berlino. E-mail: j.korbik@cafebabel.com.