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Germania e Repubblica Ceca contro lo spreco di frutta e verdura

Articolo pubblicato il 09 aprile 2017
Articolo pubblicato il 09 aprile 2017

Mangiamo anche con gli occhi, ma si sa: la bellezza è negli occhi di chi guarda. Dalla Germania e dalla Repubblica Ceca arrivano le startup Querfeld e Zachraň jídlo con l'obiettivo di riportare in tavola frutta e verdura imperfetta nella speranza di invertire le tendenze.

Il culto della bellezza regna anche nell'industria alimentare. La quantità di prodotti ortofrutticoli che non possono finire sulle tavole per colpa di norme che ne stabiliscono grandezza, forma e colore corrisponde al 20% in Repubblica Ceca e al 50% in Germania. "Se questi prodotti non sono belli, non li mangia nessuno, ma la frutta e la verdura che viene scartata è altrettanto buona e salutare" spiega la startup berlinese Querfeld. Ogni anno in Germania vengono sprecati circa 18 milioni di tonnellate di generi alimentari, una quantità che equivale a 450 mila camion a pieno carico.

"Come consumatori, nel reparto ortofrutticolo dei supermercati e delle grandi catene siamo abituati a trovare prodotti che ci sembrano sempre uguali. Secondo i commercianti, i clienti non comprerebbero mai dei prodotti con un aspetto diverso dal solito, spiega Anna Strejcová che si occupa dell'iniziativa ceca Zachraň jídlo ("Salva il cibo"). "Ma è raro che frutta e verdura nei campi crescano con le stesse dimensioni. Per questo è necessaria una selezione", continua Anna. Ciò comporta un'enorme perdita per l'agricoltura, perché il raccolto che non rispetta le misure standard viene scartato.

La curvatura ottimale dei cetrioli

Inizialmentela ragione alla base degli standard che dovevano essere rispettati da cetrioli, mele e compagnia bella non era di ordine estetico, bensì logistico: gli alimenti di uguale misura hanno bisogno di meno spazio in magazzino e durante il trasporto. Sono nate quindi delle norme interne tra i commercianti, ma anche la famosa 'direttiva europea sulla curvatura del cetriolo'. Tuttavia ad Amelie Mertin (Querfeld) non piace far ricadere la colpa sulla burocrazia europea: "Ciò che molti non sanno è che questa direttiva non esiste più dal 2009!" Eppure è un cane che si morde la coda: i consumatori sono comunque ancora abituati ad avere cetrioli dritti. Di conseguenza il supermercato non espone quelli imperfetti, con la scusa che nessuno li acquisterebbe. E il cliente non può comprare nient'altro che quello e non può abituarsi a forme e dimensioni differenti... o addirittura si dimentica persino della loro esistenza.

"Bisogna informare! Se volete, comprate!", consiglia Amelie. Il tema le sta particolarmente a cuore: mentre studiava economia, durante la pausa estiva lavorava in una fattoria biologica ed era scioccata dall'enorme quantità di sprechi. "Molte persone non hanno la minima idea di quanto cibo finisca nella spazzatura".

Pomodori con il naso

Zachraň jídlo ha lanciato una campagna contro gli sprechi: chi firma dichiara di essere pronto ad acquistare un cetriolo curvo e può contribuire a una futura messa in commercio di questi ortaggi imperfetti. L'iniziativa Repubblica Ceca ha ottenuto quasi 10mila sostenitori. Nell'ultimo anno Zachraň jídlo ha incontrato i rappresentanti di diversi supermercati: "Ci hanno detto che i clienti non sono pronti ad acquistare frutta e verdura che deviano dagli standard", si legge sulla homepage. Anche per questo la campagna si chiama Jsem připraven (Sono pronto). I promotori della campagna non hanno intenzione di sopportare ancora per molto il predominio dell'aspetto sul sapore.

Querfeld è una startup nata a Berlino e vuole fare appello alla popolazione: "Non vogliamo convertire nessuno e puntare il dito contro chi non acquista la nostra verdura imperfetta, ma con questa compagna vogliamo far venire la voglia di comprare i nostri prodotti", spiega Amelie. La comunicazione è importante, le campagne devono essere fantasiose e divertenti. A destare simpatia ci sono pomodori con il naso e radici. "Se usiamo l'ironia, raggiungiamo più persone", aggiunge.

Anche Zachraň jídlo gioca sull'estetica anticonformista. L'anno scorso gli attivisti hanno mostrato dei cartelloni con le foto dell'artista tedesco Uli Westphal sull'Artwall di Praga, lungo il Moldava. Dal 2006 l'artista fotografa frutta e verdura dalle forme insolite. Westphal spiega: "In genere si pensa che tutti i pomodori, cetrioli o peperoni siano uguali. Ma è solo perché l'agricoltura industriale li vuole così. Sono diventati prodotti di Design. Giudichiamo gli alimenti in base all'aspetto e se qualcosa sidiscosta dalla normalità, allora storciamo il naso".

La mostra di Westphal dovrebbe dimostrare che anche i prodotti dalle forme un po' insolite non solo sono buoni, ma hanno anche una bellezza tutta loro. "Ci fa piacere che i consumatori trovino la cosa interessante, ma questo non basta", sottolinea Anna. Una catena di supermercati ha iniziato a vendere ortaggi "storti" in Repubblica Ceca solo per mettere in atto una strategia di marketing. Zachraň jídlo invece vuole impegnarsi per spingere al cambiamento e alla rivoluzione del sistema di produzione. "Per questo organizziamo tavole rotonde, dove vogliamo invitare i rappresentanti del ministero per l'agricoltura, agricoltori, commercianti e altri specialisti del settore. In queste occasioni si parlerà del percorso concreto da intraprendere per trasformare questo aspetto della produzione", spiega Anna.

La bellezza interiore

Querfeld ha già mosso il primo passo verso il cambiamento, iniziando a rifornire mense, servizi di catering e grandi cucine. Per questi clienti non conta che la verdura sia bella. Nell'elenco ancora non figurano i supermercati, "ma ci stiamo lavorando", sottolinea Amelie. Querfeld ha dovuto rimboccarsi le maniche per riuscire a convincere produttori e commercianti. Gli agricoltori naturalmente sono scettici di fronte a una startup fondata da giovani provenienti da una grande città. "Era importante che la nostra non si fermasse ad una semplice azione una tantum", spiega Amelie. Nel frattempo la startup ha istaurato buoni rapporti con i produttori, che devono essere pazienti: "Non riusciamo ancora a ridurre gli sprechi così tanto quanto vorrebbero loro", afferma Amelie con dispiacere. Inoltre anche per gli agricoltori subiscono una perdita buttando via i propri prodotti e sprecando risorse.

La prima priorità è quella di salvare il cibo. Non importa la forma di frutta e verdura. La qualità viene prima di tutto. "L'importante è che sia a chilometro zero e biologica", sottolinea Amelie. "Noi non distribuiamo prodotti non freschi o ammuffiti, ma solo prodotti esteticamente diversi dagli standard", spiega. Così si riducono gli sprechi, i produttori possono contare su un aumento delle proprie entrate e i clienti possono acquistare prodotti ortofrutticoli biologici a prezzi più convenienti. E' un tema che sta a cuore anche a Zachraň jídlo per motivi ecologici. "La produzione di frutta e verdura richiede l'utilizzo di diverse risorse: acqua, sostanze nutritive, carburante e forza lavoro. Il settore agricolo ha un grande impatto sui cambiamenti climatici", spiega Anna. "Per questo non possiamo permetterci di sprecare così tanto cibo", conclude.

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Christine Bertschijádu | Goethe-Institut Prag