Firenze

Manifestazione di solidarietà per lo sgombero del Presidio No Borders di Ventimiglia: Firenze c'è!

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 02 ottobre 2015

All'alba del 30 settembre il Presidio No Borders situato fuori da Ventimiglia a 200 metri dalla dogana con la Francia è stato sgomberato dalla polizia, costringendo attivisti e migranti a rifugiarsi sugli scogli prima di essere condotti rispettivamente al Commissariato ed in un altro centro. A Firenze è stata organizzata una manifestazione di solidarietà.

Mercoledì mattina l'Italia si è risvegliata con la notizia dello sgombero del campo che ospitava circa un centinaio di profughi provenienti dal continente africano, allestito in prossimità della frontiera italo-francese di Ponte San Ludovico poco fuori Ventimiglia. Alle prime ore del mattino, infatti, un'ingente numero di forze dell'ordine (circa duecento) ha provveduto a smantellare tutto quello che la cooperazione tra migranti ed attivisti No Borders aveva costruito a partire dall'11 giugno scorso, giorno in cui decine e decine di profughi e di solidali (come si definiscono i cooperanti) si erano rifugiati sugli scogli antistanti la dogana per resistere alle pressioni della gendarmerie francese e della polizia italiana. E, proprio come allora, nella nottata tra martedì e mercoledì, quando la voce di uno sgombero imminente si era diffusa anche all'interno del campo, di nuovo gli scogli sono diventati l'ultimo baluardo di terra europea sul quale rifugiarsi. L'ultimo brandello di terra prima di quello stesso mare che con tanta sofferenza e tanti rischi quegli stessi profughi hanno attraversato per cercare un futuro migliore, lontano da bombe, sangue e morte.

Il presidio No Borders

Nei tre mesi abbondanti trascorsi dalla sua nascita il presidio permanente No Borders ha ospitato moltissimi migranti, spesso di passaggio prima di riprendere il loro viaggio della speranza interrotto dalla chiusura della frontiera decisa dal governo francese e dalla convenzione di Dublino del 2013. Nel tempo qui si è sviluppata un'intensa empatia tra attivisti e gli stessi profughi che ha dato vita ad un laboratorio di solidarietà ed integrazione. Tutte le decisioni riguardo alle necessità ed agli strumenti da utilizzare per manifestare il dissenso verso le politiche europee sul tema dell'immigrazione vengono prese in assemblea, coinvolgendo tutte le persone che vivono nel campo seguendo una filosofia di totale democraticità.

Sono stati organizzati corsi di lingua italiana, francese ed inglese per i rifugiati ed un corso di arabo per gli europei, il tutto affiancato da uno scambio culturale continuo in ogni singolo momento di vita quotidiana. “Noi sappiamo che la nostra attività si svolge in un ambito giuridico di illegalità”, ci ha detto uno degli attivisti, “ma non possiamo fermarci davanti alla legge che si trasforma in disumanità legalizzata!”.

Lo sgombero

Per questo, anche di fronte all'azione delle forze dell'ordine avvenuta all'alba del 30 settembre, l'azione dei No Borders non accenna ad interrompersi. Anche se quello stesso campo che era il simbolo dei loro sforzi ora non esiste più.

«Con ruspe ed enormi contenitori di immondizia si è consumato uno sgombero meditato da tempo», si legge sul blog gestito dai No Borders. «Hanno spazzato via le tende, i vestiti, il cibo, le brochures informative, i libri, i materiali per le lezioni di inglese, francese, arabo, le chitarre, i palloni, i mobili auto-costruiti, le docce, i bagni.La violenza devastatrice di quelle ruspe ha tentato di cancellare il lavoro di mesi di autorganizzazione, che ha mobilitato la solidarietà di tantissime persone, tra migranti, attivisti da tutta Europa, persone solidali giunte a portare pacchi di pasta, latte, acqua, le proprie competenze, la voglia di mettersi in relazione».

Tutto ciò che si trovava nel presidio, infatti, è stato gettato nell'immondizia. L'azione solidale di tantissime persone che in questi tre mesi hanno voluto portare il loro aiuto ed il loro sostegno ai tanti migranti in difficoltà è stata calpestata nel senso letterale del termine in pochi minuti. Niente è stato tenuto, anche solo per essere riutilizzato. Non solo trattiamo come bestie persone che ricercano solo un po' di dignità nella loro vita, ma siamo così cinici da prendere a schiaffi povertà, miseria e sofferenza gettando nelle discariche migliaia di vestiti e chili di viveri.

Durante la giornata i migranti sono stati portati al centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa a Ventimiglia, mentre gli attivisti sono stati portati al Commissariato per essere denunciati per occupazione di suolo pubblico. Non sono stati però rilasciati fogli di via che li avrebbero costretti a lasciare Ventimiglia.

Ventimiglia ovunque!

Mentre nella città ligure succedeva tutto questo, in diverse città italiane sono state organizzate manifestazioni di sostegno al presidio No Borders al grido di “Ventimiglia ovunque!”. Anche a Firenze c'è stata una mobilitazione promossa dall'associazione Basta morti nel Mediterraneo! ed appoggiata anche da altre associazioni locali. Il presidio si è svolto sotto Palazzo Medici Riccardi di Via Cavour, sede della Prefettura. Le presenza non è stata massiccia, visti i tempi molto ristretti in cui è stata organizzata l'iniziativa. “L'appuntamento era per le 18.30, come nelle altre città”, ci racconta una delle organizzatrici, “ma noi abbiamo avuto il permesso dalla Questura alle 15 e solo allora abbiamo potuto iniziare a promuovere il presidio”. Striscioni sono stati appesi al muro che esprimevano la solidarietà per gli attivisti denunciati e per i migranti sgomberati.

Le iniziative di sostegno, tuttavia, non si fermeranno. Sono previste infatti nuove manifestazioni per esprimere l'appoggio ai No Borders di Ventimiglia, i quali hanno organizzato per questa domenica una manifestazione internazionale nella cittadina ligure.