Firenze

Ma stai scherzando, Papa Francesco? 

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 12 febbraio 2015

Il nostro favoloso Papa “pop” ormai da quasi due anni cerca di convincere la gente che un Pontefice non deve avere paura di avere il senso dell'umorismo. Anzi può diventare un modello per la comunità cattolica.

Papa Francesco è un personaggio e sa bene come attirare l’attenzione, mentre rivoluziona la Chiesa con un'agenda radicalmente diversa da quella dei suoi predecessori.

Ora vediamo i momenti più simpatici di Papa Francesco degli ultimi mesi.

1. Domenica 8 febbraio il Papa è arrivato alla messa in ritardo perché ha visitato un campo nomadi nella periferia di Roma, senza preavviso, prima di raggiungere la parrocchia di San Michele Arcangelo a Pietralata. Nel campo ha scherzato, recitato la preghiera in spagnolo e ha impartito la benedizione. Nessuno si aspettava l’arrivo del Santo Padre infatti un ragazzino, sorpreso dalla vista del Papa, ha iniziato a gridare: «Mamma c’è uno bianco!». Dopo la sua visita, tutti sono rimasti senza parole.

2. Papa Francesco ha ricevuto Diego Neria Lejárraga, un transessuale spagnolo religioso che gli aveva scritto poco tempo prima denunciando di essere stato emarginato dalla Chiesa nella sua città dopo il cambio di sesso. Il suo parroco lo ha chiamato addirittura “la figlia del diavolo”, mentre il Pontefice, per aiutarlo, gli avrebbe già telefonato due volte a dicembre per poi ricerlo insieme alla sua fidanzata a Santa Marta, in Vaticano.

3. A proposito di questo, come sappiamo, Papa Bergoglio già ad ottobre ha fatto i primi passi verso l'apertura della Chiesa ai divorziati risposati e ai gay, sia come individui sia, in prospettiva, come coppie. I divorziati risposati «non sono scomunicati, ma non possono essere padrini di battesimo, non possono leggere le letture a messa, non possono distribuire la comunione, non possono insegnare il catechismo, non possono fare certe cose: ho l'elenco. Se racconto questo, sembrerebbero scomunicati di fatto! Allora, aprire un po' di più le porte» ha detto in un’intervista a Vaticaninsider. Mentre a proposito dell'omosessualità, il Papa ha affermato che bisogna aiutare le famiglie con un figlio gay a familiarizzare con la situazione e a reagirvi in modo aperto. E noi siamo totalmente d'accordo.

4. «Non si può fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. Questa è un’aberrazione. [...] Ma se il dottor Gasbarri (responsabile dell’organizzazione dei viaggi del Papa, ndr) che è un mio grande amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, gli spetta un pugno. È normale. Non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri». Questo è in parte divertente, però pensando agli avvenimenti di Charlie Hebdo ci fa un po’ pensare…

5. Il 31 dicembre, al Te Deum, il Vescovo di Roma ha dichiarato che «occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri, che occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!» e ha aggiunto che è colpa della società se i poveri e i deboli iniziano a «mafiarsi».

6. «Essere cristiani non significa fare figli come conigli»: Questa è una frase ormai diventata molto famosa fra quelle pronunciate da Papa Francesco che, molto spesso, usa metafore fin troppo vaghe per essere un Pontefice. In questo caso voleva spiegarci la relazione tra contraccezione e religione cattolica. A detta del Papa, anche se è vietato il controllo delle nascite in modo artificiale, si può evitare una gravidanza con dei modi naturali. Il pubblico si è divertito molto sentendo questa frase, però il più grande allevatore di conigli in Germania, Leowsky Erwin, presidente dell'Associazione centrale degli allevatori tedeschi dei conigli di razza, si è sentito offeso e ha affermato che questo adagio è solo una credenza popolare che non corrispondenza alla realtà.

7. Durante gli auguri natalizi, Francesco ha invitato i suoi collaboratori a fare autocritica per riconoscere le proprie debolezze nel servire il Signore. Tra i mali di cui soffre la Curia romana troviamo l’Alzheimer spirituale e il terrorismo delle chiacchiere, per non parlare dell’accumulazione del potere e del denaro.

8. Nel messaggio natalizio Urbi et Orbi, Papa Francesco si è rivolto a «tutti i bambini, oggi uccisi e maltrattati, sia quelli uccisi prima di vedere la luce, privati dell'amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell'egoismo di una cultura che non ama la vita, sia quei bambini sfollati a motivo delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice». Mentre il pomeriggio precedente aveva chiamato i profughi cristiani del campo di Ankawa, nei pressi di Erbil in Iraq, e aveva espresso la sua vicinanza dicendo loro: «Voi siete come Gesù. Per Lui non c'era posto, è stato cacciato via. Stanotte siete come Lui e io vi sono vicino».

9. Ha fatto il giro del mondo una dichiarazione di Papa Francesco sugli animali: in un articolo del Corriere della Sera dal titolo Il Paradiso è aperto a tutte le creature, il Pontefice pronunciava una frase passibile di più interpretazioni: la vita dopo la morte, secondo il Papa, è garantita a «tutto ciò che ci circonda e che è uscito dal pensiero e dal cuore di Dio». Tralasciando il reale contenuto dell'articolo, sulla stampa internazionale erano tutti convintissimi che Bergoglio avesse aperto agli animali le porte del Paradiso. A far crescere ancora di più la confusione ci ha pensato il New York Times, che ha ripreso anche una famosa frase di Paolo VI: «Rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo», attribuendola all’attuale pontefice.

10. Infine Papa Francesco si è spesso fatto vedere in pubblico con una coppa di mate. Lui è molto affezionato alle tradizioni del suo Paese e non rinuncia mai una “pause mate”.

Ovviamente questi sono piccoli passi verso un mondo cattolico più aperto, ma è difficile credere che questa apertura sia possibile fino in fondo.

Per esempio, qualche giorno fa, durante l’udienza generale in Vaticano, Jorge Bergoglio ha parlato della paternità e a un certo punto ha menzionato il tema delle punizioni corporali dei genitori sui figli dicendo: «Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi. Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: 'Io alcune volte devo picchiare un po’ i figli… ma mai in faccia per non avvilirli'. Che bello! Ha senso della dignità. Deve punire, lo fa in modo giusto, e va avanti».

Questo ha fatto indignare tanti, tra cui anche la Commissione per la tutela dei minori – creata dal Papa stesso nel dicembre 2013 per combattere la pedofilia e l'abuso – che si è dissociata dalla sua dichiarazione.